Cagliari misterybox: sul futuro dei grandi contenitori urbani


Gli amministratori del Comune di Cagliari, gli urbanisti e gli scrittori ci raccontano quali “contenitori” privi di funzione siano ancora misteriosi ma sorprendenti per il prossimo futuro. Prendiamoci cura!

Con questo obiettivo sono stato invitato dalla Commissione Urbanistica e Paesaggio dell’Ordine degli Ingegneri di Cagliari a dibattere del tema insieme a Paolo Frau, Gianni Campus, Giorgio Todde e Alessio Mereu nella bellissima cornice del Lazzaretto di Sant’Elia in cui si è tenuto l’evento UrbanTalk @ OfficinePermanenti – Cagliari misterybox. Da quell’incontro ho maturato alcune riflessioni che credo sia interessante condividere. Mistery box

1) La generazione precedente alla mia (in particolare Giorgio Todde, l’ex assessore all’urbanistica del Comune di Cagliari, Gianni Campus, e il consigliere di Fratelli d’Italia Alessio Mereu) ha una visione abbastanza pessimistica e disfattista del presente. Sarà la mia giovane (più o meno) età ma io vedo il momento che stiamo vivendo con un moderato ottimismo, e considero il cambiamento radicale in atto nelle nostre vite prodotto dalla crisi economica (e di senso) come una opportunità più che come una minaccia.

2) Esiste un limite nell’affrontare un ragionamento puntuale sul riutilizzo dei tanti “contenitori” urbani che si stanno liberando in città e il fatto di vivere in questi anni l’istituzione (dopo decenni di dibattiti) della città metropolitana di Cagliari è una occasione da non perdere. Non si può continuare a discutere se Cagliari sia una città da 156mila abitanti (seguendo il limite comunale) o una città da oltre 420mila abitanti (con i 16 comuni dell’area vasta): è inutile discuterne perchè e esperienza quotidiana di tutti noi che l’essenza della nostra città va ben oltre i limiti amministrativi. Ora tocca alla politica regionale superare il dualismo tra Cagliari e Sassari per istituire per legge la città metropolitana di Cagliari che prevede che Cagliari con i comuni contermini rediga un Piano Strategico Metropolitano che può essere per noi lo strumento con cui ripensare le esigenze e le risorse a disposizione di enti pubblici e privati per ridefinire le funzioni delle enorme volumetrie dismesse nella nostra città.

3) La passata generazione politica ha una colpa primaria gravissima che è data dal vivere l’amministrazione della cosa pubblica troppo spesso come una contrapposizione ideologica e partitica in cui prima degli interessi della collettività veniva il tornaconto del proprio partito o del proprio schieramento politico. E’ inaccettabile quanto avvenuto nella consiliatura Floris quando un consiglio comunale di centrodestra non aveva rattificato un Accordo di Programma da oltre 250 milioni di euro (per realizzare la riqualificazione di Sant’Elia, il Betile e la casa dello studente e tante altre opere strategiche per Cagliari) solo perchè proposto dalla Regione guidata dal centrosinistra di Renato Soru. La leale collaborazione tra gli enti è la base per poter amministrare in modo sano le risorse pubbliche e sono contento di dimostrare con i fatti come la nostra giunta sta portando avanti una proficua collaborazione come dimostra la recente approvazione dei programmi POR e PON con 55 milioni di euro di fondi europei che arriveranno nella nostra città nei prossimi anni.

4) Per creare sviluppo nella nostra città la politica non deve ragionare per slogan e  parlare di sogni ma deve credere nel valore di una co-pianificazione condivisa tra gli enti, le istituzioni, il capitale sociale e le risorse private, tenendo in considerazione uno dei fattori troppo spesso presi sottogamba: il tempo. Per decenni la politica e la società politica ha discusso di temi importanti legati alla città (la città metropolitana ne è un esempio) ma è mancata la capacità di realizzazione. Quel che stiamo tentando di fare con l’amministrazione Zedda è fare meno proclami e realizzare di più, perchè i cittadini per troppi anni hanno sentito solo promesse. Il tempo nella pianificazione è fondamentale e vale la pena per le situazioni più complesse di cercare di trovare soluzioni che prevedano anche un uso temporaneo delle strutture in attesa della soluzione definitiva da individuare attraverso processi partecipativi.

Mistery box - Alessio Mereu e Matteo Lecis Cocco Ortu A seguire il dibattito con Alessio Mereu sul futuro di alcune “mistery box” della nostra città: l’ex ospedale marino, il padiglione Nervi, l’ex carcere di Buoncammino e le caserme dismesse.

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