Non so se riuscirò mai a intervenire in Assemblea Nazionale


Non per la mia timidezza o perché non abbia niente da dire ma per la percezione diffusa che al 90% dei dirigenti nazionali del nostro partito non interessi affatto il dibattito e il confronto in quell’organismo. Questa la sensazione diffusa data dal fatto che, per la quarta assemblea consecutiva, dopo l’intervento del segretario nazionale la sala si svuota inesorabilmente lasciando i delegati a parlare in mezzo a un chiacchiericcio parecchio insopportabile. Unico attento a tutti gli interventi è proprio Matteo Renzi: il segretario non si perde un intervento, ed è lodevole, ma purtroppo troppi altri delegati non prendono esempio da lui, trasformando l’assemblea in una sorta di grande show in cui quasi tutti, infatti, rivolgono il proprio intervento al segretario. Non so se siano sempre state così le Assemblee Nazionali dei grandi partiti ma in quello che si vive oggi nel PD c’è una sorta di mancanza di rispetto diffusa per gli organismi assembleari che fa da specchio al loro svuotamento di senso e di significato. Responsabilità di ciascuno di noi forse è con le proprie azioni tentare di ridargli consistenza.

Assemblea nazionale Milano Expo

Dalla Sardegna situazione abbastanza desolante per l’assenteismo di delegati e parlamentari: a Milano solo 6 presenze (tre “civatiani” – io, Maria Francesca Fantato, Francesco Federico- e tre “soriani” – Soru, Barbara Argiolas, Efisio De Muru).

Del discorso del Segretario luci ed ombre.

Un riepilogo del ruolo del PD nella politica italiana da dicembre a oggi (le riforme, l’elezione del Presidente della Repubblica, la fine della presidenza europea) riaffermando il nostro credere saldamente nelle istituzioni e il lancio di una grande iniziativa promossa dal PD a Ventotene per rilanciare gli Stati Uniti d’Europa, rivendicando il ruolo dell’Italia come colonna portante di un’Europa non schiava delle logiche nazionali.
Sul partito decide di non entrare, ricordando solo come mai come oggi il consenso del PD ha portato a risultati positivi (governiamo 17 regioni su 20 e siamo il partito che ha preso più voti in Europa con 11 milioni di elettori), ma quando dice che siamo nei territori un “partito di entusiasmo e gioia” anche la più fervente claque non è riuscita ad applaudire soffocando una imbarazzata risata.
Su quello che c’è da fare in Italia individua alcune priorità valoriali: la sicurezza – rispetto al terrorismo internazionale – e la risposta politica al tema dell’immigrazione in cui basarsi sui principi di ragionevolezza e solidarietà (parte del discorso di gran lunga più applaudito), rilanciando in particolare gli aiuti allo sviluppo e la cooperazione internazionale. Entro l’anno c’è impegno ad approvare la legge sulle unioni civili e la legge sul terzo settore. Dal punto di vista economico tre parole: debito, investimenti e tasse. L’Italia si impegnerà a rispettare il 3% del rapporto debito/PIL, si impegna a spendere entro dicembre 20 miliardi di euro bloccati nei cantieri attualmente fermi, e si impegna a ridurre le tasse partendo dall’abolizione dell’IMU sulla prima casa.

Abbassare le tasse è un obiettivo corretto… Peccato però aver annunciato di voler iniziare da togliere quelle sul patrimonio rispetto a quelle sul lavoro. Dal mobile all’immobile dicevamo parlando di spostare la tassazione dal lavoro alle proprietà immobiliari per invertire il trend di un paese che è arrivato a rendere sempre più esponenzialmente conveniente congelare i propri soldi acquistando un garage piuttosto che investire per creare lavoro. Un Filippo Taddei spiegava solo due anni fa in modo chiarissimo come poter abbassare le tasse in Italia aggredendo la rendita e premiando il rischio.

A seguire il dibattito in un clima di smobilitazione generale in cui in sala ho notato restare in particolare i delegati più giovani, cosa che mi sembra un segnale positivo per il futuro.

Cuperlo chiede esplicitamente se esiste ancora la volontà di essere un partito fortemente ancorato nel centro sinistra e con lo sguardo rivolto verso sinistra. Viotti risponde con 5 tweet su immigrazione, diritti, Europa, partecipazione e partito. Bravo Majorino che per primo parla di povertà e della necessità di un piano nazionale contro la povertà, di un piano per l’accoglienza e l’urgenza di un patito che affronti di petto la questione morale e che riaffermi la diversità sua e dei suoi amministratori. Rebecca Ghio parla di scuola invitando il segretario a un confronto serio con studenti, insegnanti e operatori del mondo della scuola rispetto alla riforma appena approvata.

Ma l’intervento che vi consiglio di vedere è quello di Marco Sarracino, segretario provinciale dei Giovani Democratici di Napoli, che interviene sulle primarie come metodo nazionale per la selezione della classe dirigente, sulla questione morale e su cosa è diventato il renzismo declinato sui territori.

Intervento completo di Marco Sarracino all’Assemblea nazionale del Partito democratico.

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One thought on “Non so se riuscirò mai a intervenire in Assemblea Nazionale

  1. Caro Matteo. Sapevo che come al solito il tuo impegno non viene meno. Mi spiace che un giovane come te debba impattare con questa desolazione , ma a me non meraviglia ciò che tu descrivi. È sempre stato così non solo a livello nazionale ,ma anche locale. In Via Emilia era prassi che le Assemblee e le Direzioni si riducessero a salotti e caminetti deputati a spartizioni di incarichi . Il dibattito? Zero . E mi pare già un passo avanti che il Segretario nazionale scoltasse gli interventi…..sull’assenteismo dei nostri, no comment ! Non so se cambierà anche perché all’orizzonte non vedo niente che possa darmi vonforto. Bisogna che la rottamazione avvenga realmente e non sia solo di facciata . Essendo io un po’ meno giovane di te😜 non posso più permettermi di perdere tempo,ma credo chetu debba continuare a lavorare DENTRO il partito perché sarà inevitabile l’estinzione delle cariatidi che continuano a fare il bello e il cattivo tempo. Buona strada dunque e buona fortuna mio caro .

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