Investimenti e nuovi servizi per il quartiere di Santa Teresa


Buona notizia per il quartiere popolare di Santa Teresa a Pirri: l’area degradata dell’ex campetto di calcio oggi in disuso e definito dal PUC come area di servizi (S2* e S3*) sarà ceduta all’ammnistrazione in cambio della realizzazione di una palazzina di servizi commerciali e residenze.

Campo Cogoni

Dopo tanti anni si è riusciti a mettere d’accordo tutti i proprietari per presentare un’unica proposta di parere preventivo per la realizzazione di un piano attuativo che interessa un’area complessiva di quasi 15.000 metri quadri. Lungo la via Santa Maria Goretti, a fianco all’ex scuola, è prevista la realizzazione di un volume al cui piano terra è prevista una piastra destinata a locali commerciali e tre livelli residenziali per 24 appartamenti. Per l’area di cessione di circa un ettaro viene ipotizzata una sistemazione a parco.

Il consiglio comunale, dopo una lunga discussione, ha approvato la delibera che contiene alcune prescrizioni relative agli aspetti tecnici e all’importanza della viabilità pedonale del comparto (preservando il marciapiede di via Santa Maria Goretti, della tipologia edilizia (realizzando un volume coerente come dimensioni rispetto al contesto), della localizzazione dei parcheggi e della volontà di realizzare la quota di verde pubblico mediante compensazione degli oneri.

Il quartiere di Santa Teresa è individuabile nelle costruzioni delle case di edilizia popolare realizzate nella via Antonio Sanna e via Trexenta negli anni tra il 1984 e 1987, che si inseriscono tra la maglia consolidata della città storica di Pirri e l’edificato spontaneo di Baracca Manna sorto negli anni 70. Un quartiere spesso dimenticato dall’amministrazione: da vent’anni i comitati dei cittadini hanno chiesto di rimuovere le coperture in eternit che l’intellighenzia architettonica cagliaritana aveva previsto sui tetti dei blocchi delle case popolari. Il Comune ha per la prima volta stanziato oltre quattro milioni di euro per rimuoverle con lavori che inizieranno nei prossimi mesi.

La via Santa Maria Goretti funge da asse di collegamento per i due principali blocchi residenziali di via Trexenta e via Sanna e lungo la quale si innestarono i servizi connessi alla residenza. Nel progetto originario la preponderanza dei servizi commerciali erano assolti dal mercato posto in posizione baricentrica rispetto ai due blocchi di edificato residenziale, in un’area di servizi che comprendeva anche le scuole e gli spazi sportivi. Il quartiere oggi è carente di attività commerciali con la chiusura del mercato e la crisi delle attività lungo la via Santa Maria Goretti (“linea di faglia” tra realtà differenti come sottolineato da uno dei gruppi che ha lavorato nel quartiere per il progetto di Cagliari Capitale Europea della Cultura). Solo negli ultimi anni la presenza settimanale del mercato “Campagna Amica” della Coldiretti sta sopperendo a questa mancanza e, insieme al lavoro dell’EXME e all’attività culturale di chi ha scelto di coinvolgere gli abitanti del quartiere (i progetti Mano, CantiereAperto e l’associazione Donne e Mestieri di Santa Teresa per citarne alcuni) rappresentano un importante germe di cambiamento per Santa Teresa.

Un cambiamento che può partire soprattutto dagli spazi pubblici:  la biblioteca comunale che sempre più si sta aprendo al quartiere e alla città, la scuola media Dante Alighieri,  l’EXME (ex mercato), riconvertito recentemente in un centro sociale proficuamente gestito da Domus De Luna, l’ex scuola di via Maria Goretti già presente negli anni 50, oggi utilizzata come spazio per associazioni. La parrocchia di San Giuseppe, nonostante si trovi all’interno del territorio del quartiere, rappresenta una realtà aperta soprattutto ai quartieri di San Giuseppe e Parteolla.

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L’approvazione del parere preventivo è una gran bella notizia che da idealmente seguito ai ragionamenti sul quartiere iniziati nel 2006 grazie al progetto Europan e mai concretizzati dall’amministrazione.

Per Cagliari è l’occasione per avviare un progetto partecipato per la realizzazione del nuovo spazio verde del quartiere che potrà essere l’occasione per coinvolgere insieme oltre agli abitanti delle case popolari di Santa Teresa anche quelli del quartiere limitrofo di Barracca Manna e di via Toti, oltre che i fruitori della Parrocchia di San Giuseppe. Un processo patecipativo che può arrivare a coinvolgere gli abitanti per definire una nuova funzione pubblica – culturale e sociale – anche per la ex scuola di via Santa Maria Goretti, che oggi ospita alcune associazioni ma che nei fatti non è ancora un luogo di socialità aperto alla comunità.

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