Bilancio 2015-2017: sulla programmazione, Betile e comunicazione


Siamo alla quarta discussione del bilancio di previsione e per chi fa politica e amministra questa fase è molto importante (anche se spesso è sottovalutata) e richiede molta attenzione e molta serietà. La fase tra la programmazione e la realizzazione, tra la teoria e la pratica che non è semplice affrontare per la complessità burocratica purtroppo tipica del nostro Paese e che stanno iniziando ad aggredire il governo regionale e quello nazionale.

Il Bilancio che andiamo ad approvare si basa sul Documento Unico di Programmazione che è la convincente risposta a una delle esigenze principali della politica e della cittadinanza attiva, nel clima generale di sfiducia che stiamo vivendo. Questa esigenza è quel che gli studiosi chiamano accountability: il rendere conto del proprio operato.

Il Documento Unico di Programmazione (DUP) ha l’obiettivo di far conoscere i risultati che il Comune si propone di conseguire anno per anno e nel triennio, e di valutare il grado di effettivo conseguimento dei risultati della rendicontazione.

Il Documento parte da una fotografia dell’esistente e poi articola le dichiarazioni programmatiche in indirizzi, obiettivi strategici e programmi operativi divisi per missione. Dalla fotografia viene fuori una città che dal punto di vista demografico invecchia e in cui aumentano notevolmente le presenze migratorie.

A questo proposito oggi è uscito un interessante articolo sul contesto demografico della nostra città e di tutta l’area vasta, realizzato grazie ai dataset messi a disposizione dell’amministrazione in formato open data. Dopo anni di decrescita demografica è stato invertito il trend nel comune di Cagliari come nel resto dei comuni della città metropolitana.

tratto da: abitaresociale.net "Il contesto demografico dell’Area Vasta di Cagliari, futura Area Metropolitana"
tratto da: abitaresociale.net “Il contesto demografico dell’Area Vasta di Cagliari, futura Area Metropolitana”

La piramide delle età è molto esplicita evidenziando come l’invecchiamento della popolazione sia una delle sfide principali per chi si occupa di politica e di politiche urbane.

tratto da: abitaresociale.net "Il contesto demografico dell’Area Vasta di Cagliari, futura Area Metropolitana"
tratto da: abitaresociale.net “Il contesto demografico dell’Area Vasta di Cagliari, futura Area Metropolitana”

Per questo motivo è importante la fase che stiamo avviando nel campo delle politiche sociali con la programmazione triennale del PLUS in un dialogo che coinvolgerà ancora una volta tutto il mondo del terzo settore, del volontariato e del privato sociale.

Sui lavori pubblici il vicesindaco Marras ha ben descritto la visione di città dietro la spesa di 287 milioni di euro che comprende il grande lavoro di pianificazione sui fondi europei che sta portando avanti l’assessore Cadeddu sul quartiere di Is Mirrionis (fondi POR Sardegna – Investimento Territoriale Integrato) e sui temi della smart city, dell’innovazione sociale e dell’agenda digitale (fondi PON Metro).

Chiudo con una riflessione personale esplicitando una sensazione di smarrimento tra quanto leggo nei documenti ufficiali che sta approvando l’amministrazione e alcune discussioni sulla stampa.

Sembra che sia flebile relazione tra quanto si discute e si approva nell’aula di via Roma e il dibattito nei partiti e nell’opinione pubblica che può essere fecondo per indirizzare scelte e decisioni importanti per la nostra città.

Leggo che più di sei cagliaritani su dieci (62,3% in un sondaggio tra i lettori dell’unione sarda ovviamente, quindi senza pretese statistiche) sono oggi favorevoli al Betile. Mi fa riflettere non poco questo sondaggio perché ho pensato che se quella stessa opinione pubblica si fosse trasformata nel 2008 in pressione civica nei confronti della classe politica nelle aule di via Roma forse la nostra città oggi avrebbe già un aspetto diverso. Quando la discussione era nel campo del possibile e quel consiglio comunale ha deciso scelleratamente di rinunciare all’accordo di programma da 220 milioni di euro già sottoscritto dal presidente della Regione, Renato Soru, e dal sindaco di Cagliari, Emilio Floris (sconfessato in aula dalla sua stessa maggioranza). In quel momento una battaglia per il Betile avrebbe potuto portare risultati concreti e avrebbe avviato già nel periodo pre-crisi economica quel cambiamento che Cagliari sta conoscendo in questi anni nonostante una situazione economica difficile per le casse pubbliche come per quelle della maggior parte dei cittadini.

Oggi mi sembra una discussione davvero fuori contesto: il Betile era un intervento che non andava disgiunto dal grande masterplan di Rem Koolhass che parallelamente al museo avrebbe migliorato le condizioni di vita all’interno delle case del quartiere di Sant’Elia.

betile

Credo che stimolare la pubblica opinione sia importante per maturare scelte consapevoli. E credo che sia utile che l’amministrazione offra alla cittadinanza gli elementi di base per una discussione seria. Nei documenti ufficiali queste informazioni ci sono (il DUP ne è un chiaro esempio), ma troppo spesso queste informazioni restano relegate alla conoscenza di noi consiglieri comunali.

Per questo credo che questo bilancio debba contenere un maggior impegno sulla comunicazione affinche la cittadinanza tutta sia maggiormente coinvolta e informata rispetto alle decisioni che il Comune costantemente compie sempre nell’ottica del bene comune e della città pubblica.

Scarica il Documento Unico di Programmazione 2015-2017

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