Relazione sull’attività della Giunta Zedda 2014 | L’intervento di Tanino Marongiu (PD)


Una delle buone pratiche che il sindaco Massimo Zedda e il presidente Ninni Depau hanno inaugurato è la discussione dell’attività annuale della giunta comunale (come previsto dall’art. 29 dello Statuto Comunale). A quanto mi dicono i miei colleghi più anziani una prassi introdotta dalla nostra amministrazione e che è molto utile per fare il punto sulle cose fatte (tante!) e sulle prospettive di miglioramento (che non mancano mai). E un modo per rendersi conto in maniera consapevole del lavoro che stiamo portando avanti per la nostra città

Avremo modo nei prossimi mesi di analizzarla bene (anche alla luce della volontà del neo segretario cittadino Nicola Montaldo di rilanciare le attività del PD a Cagliari),  e riporto qua l’intervento del mio compagno di banco Tanino Marongiu (PD), con tutta la sua esperienza di “consigliere più anziano” dell’aula.

Relazione sull’attività della Giunta comunale di Cagliari 2014

Tanino Marongiu (PD)

 

 

L’attività di questa Amministrazione Comunale deve essere valutata innanzitutto inquadrandola nel contesto generale in cui si muove l’economia nazionale, europea ed internazionale.
A fronte di dati drammatici, possiamo affermare che questo Comune ha fatto il suo dovere nei settori in cui maggiormente la crisi colpisce la generalità dei cittadini, ed in particolare i ceti più deboli, e cioè nel confermare per quantità e qualità i servizi erogati.

Nei principali capoluoghi di provincia italiani si è dovuto procedere a tagli consistenti: nei trasporti, nei servizi agli anziani, ai disabili, ai non autosufficienti, nella scuola, negli asili nido e chi più ne ha più ne metta.

A Cagliari, nonostante i tagli dei trasferimenti statali agli enti locali e al welfare, non è stato intaccato nessuno di questi servizi.

È indubbio che si possa fare sempre di più e meglio, ma è deprimente ascoltare critiche gratuite e talvolta false quando tutti insieme noi amministratori dovremmo vogare insieme verso il traguardo del bene comune.

Dagli studi liceali riemerge alla memoria il giuramento degli amministratori agli ateniesi:

“Prometto di restituirvi Atene migliore di come me l’avete consegnata!”

Noi amministratori di maggioranza, con in testa il Sindaco, abbiamo assunto un patto d’onore con i cagliaritani per restituirgli una città migliore e saremmo felici di agire in questa direzione anche con i colleghi della minoranza.

Invece si devono ascoltare in quest’aula e poi leggere amplificate sulla stampa locale affermazioni false.

Si ha l’impudenza di affermare che Cagliari perde circa 2000 residenti all’anno! È totalmente falso. Da almeno 5 anni i saldi dei flussi di popolazione residente nel comune di Cagliari sono positivi. Negli ultimi tre anni con una media di 500 unità in più ogni anno, e nonostante i saldi negativi tra natalità e decessi dovuti all’invecchiamento degli abitanti.

Cagliari è in controtendenza, come dimostrano le ricerche del Censis che raffronta il ventennio tra i censimenti 1991 e 2011, da cui emerge che Torino, Milano, Genova, Bologna, Roma, Napoli, Bari e Palermo hanno avuto cali percentuali dal 3,3% di Milano al 10,4% di Genova e 10,1% di Napoli.

Secondo l’ultimo rapporto SVIMEZ (maggio 2014) i comuni meridionali con più di 150 mila abitanti hanno subito una brutale flessione di 421mila residenti, cioè il 12,9%. Cagliari non è tra queste città, nonostante che, come evidenziato dal prof. Marzio Barbagli, professore emerito di Scienze Statistiche dell’Università di Bologna, il Mezzogiorno e la Sardegna registrano i più bassi indici di natalità in Italia.

Perchè allora, in mezzo alla più lunga crisi economica della storia repubblicana, intossicare con falsi messaggi mediatici una crisi dilagante insistendo sui minori introiti che la diminuzione della popolazione genera sulle casse comunali e acuisce quindi lo stato sociale?

Anziché compattarsi e lavorare unitariamente per trovare rimedi sempre più efficaci per temperare una crisi che pare inarrestabile, ogni spunto è buono per alimentare la guerra tra poveri.

Altra perla comunicativa attiene alla TARI che a Cagliari risulta la più alta della Sardegna e tra le più alte in Italia. Non mi stancherò di ricordare a quest’aula e ai cagliaritani, che le passate amministrazioni hanno omesso, per scelta calcolata e opportunistica, di non applicare la TIA, per cui questa amministrazione ha dovuto fare un salto triplo dalla TARSU alla TARI, ed è ovvio, lampante e macroscopico che gli importi sono risultati più gravosi e onerosi per i cagliaritani.

Forse il Sindaco non è abbastanza efficace nella comunicazione per coloro che alle doti gestionali preferiscono l’abilità nel raccogliere consenso, cioè specialisti nell’anteporre la forma alla sostanza, la demagogia alla realtà!

Pensavo fosse arrivato il momento per giudicare il Sindaco e la sua Giunta non per quello che dice, o per come lo dice, ma per quello che ha fatto e ancora farà di qui alla fine del suo mandato.

E a questo riguardo, dopo la sua analitica esposizione ed elencazione di dati e di fatti, arricchiti dalle puntuali e propositive osservazioni dei colleghi di maggioranza che sono già intervenuti nel dibattito, mi limiterò ad alcune brevi considerazioni.

Avendo quindi apprezzato i risultati e i traguardi conseguiti da tutti i suoi assessorati, ed invitandola ad accogliere gli spunti e i suggerimenti avanzati e proposti dai miei colleghi, vorrei soffermarmi sulla cornice di insieme in cui la sua amministrazione ha fin qui operato per restituire, come già detto, una Cagliari migliore ai suoi concittadini.

Lei ha improntato la Sua consiliatura pensando da subito a una grande trasformazione della città che, pur restituendo al centro storico e commerciale l’antico e meritato splendore – come pure tra poco al simbolo cagliaritano per antonomasia, il Poetto – non ha trascurato di pensare alle periferie dove vive la stragrande maggioranza dei cagliaritani.

Era una svolta attesa da anni che si inquadra per altro nel disegno che da alcuni anni sta promuovendo in Italia e all’estero un’archistar della fama e del valore di Renzo Piano, che ha fatto dei “rammendi” delle periferie un perno centrale della sua attività.

Si è partiti con il piede giusto scegliendo un quartiere particolarmente difficile come Sant’Elia e i cui primi visibili risultati con la realizzazione del Lungomare e della Piazza del Lazzaretto hanno già raccolto l’incondizionato gradimento dei cagliaritani.

Si sta proseguendo con l’ITI “Is Mirrionis” nell’ambito di un POR-FESR che mira ad un insieme di interventi integrati e intersettoriali di riqualificazione di quest’altro vasto quartiere che per molti anni è stato sinonimo di degrado sociale.

Lo sforzo e l’ambizione è quello di rendere questi quartieri parti vive della città intensificando gli sforzi in questo progetto di rammendo che può innescare la loro rigenerazione attraverso cantieri, mestieri nuovi, micro-imprese, start up e creando così nuova occupazione.
Anche il presidente Renzi riprendendo questo concetto del “rammendo” intende dedicare importanti risorse sotto la supervisione governativa finalizzate a riqualificare le periferie urbane.

In quest’ottica e in questo quadro occorre proseguire ed intensificare i rapporti con l’Agenzia Regionale per l’Edilizia Abitativa al fine di ampliare l’offerta di alloggi popolari e ristrutturare il patrimonio di edilizia abitativa pubblica.

Il nostro paese ha un patrimonio di edilizia residenziale pubblica fatiscente e in diminuzione mentre lo stock del social housing (cioè edilizia popolare o convenzionata forniti in cooperazione con il privato) è, in rapporto alla popolazione, il più basso d’Europa ad eccezione di Ungheria e Grecia.

In conclusione, nell’esprimere l’apprezzamento convinto verso l’operato di ogni singolo Assessore sul quale ho ritenuto di non soffermarmi per l’ampia ed esaustiva relazione svolta dal Sindaco ed implementata come già ricordato dagli interventi di molti miei colleghi, rivolgo un caldo invito a proseguire sulla strada tracciata per arrivare alla fine di questa consiliatura con il completamento delle tante opere già iniziate e degli altri progetti e programmi che sono a buon punto di elaborazione.

Tanino Marongiu

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