Perchè Marinella Boi sarà un buon segretario per il PD di Cagliari


Da sabato a giovedì i 6 circoli cittadini del Partito Democratico andranno a congresso per eleggere il successore di Yuri Marcialis alla guida del PD cittadino.

Per Cagliari è una bella notizia perchè il PD in città può finalmente uscire dal torpore in cui è piombato negli ultimi anni, nonostante per la prima volta nella storia il centrosinistra sia al governo della città: impressionante come siano scomparsi due circoli storici e come gli iscritti siano stati così poco coinvolti nella vita politica cittadina. Il PD di Cagliari ha la responsabilità di invertire la rotta da subito.

I candidati in campo sono Nicola Montaldo (in continuità politica con Yuri Marcialis) e Marinella Boi, coordinatrice del circolo La Palma.

Marinella mi conosce fin da quando portavo i calzoncini corti e ho sempre potuto apprezzare il suo impegno civico nella professione e nelle associazioni della cosiddetta “società civile”. In questi mesi è impegnata con entusiasmo con un gruppo di giovani professionisti del suo quartiere nel lancio dell’esperienza della Social Street La Palma, segno che al primo posto per Marinella c’è l’attività di vicinato e la riscoperta del valore della fiducia e delle relazioni personali.

Come ha raccontato in una recente intervista, è uno di quei democratici che ha preso la prima tessera di partito proprio nel PD, una “nativa PD” come dicono gli addetti ai lavori, che esce quindi dalla logica exDS/exPPI che ancora in parte blocca la crescita di un vero Partito Democratico.

Marinella Boi - Campagna MLCO

Da coordinatrice di uno dei pochi circoli che in città continua a fare attività, Marinella è sempre stata in prima linea nell’organizzazione di volantinaggi e iniziative per coinvolgere i cittadini, spesso la prima ad arrivare e l’ultima ad andar via.

Generosità, accoglienza e affetto sono le parole con cui la descrive oggi una nuova iscritta al partito… credo che se fossero più valorizzate nel partito democratico si riuscirebbe a invertire l’esodo di tesserati che – purtroppo – in gran parte sono persone che hanno perso la fiducia nel fatto che i partiti possano essere uno strumento per migliorare la vita di tutti, non solo la condizione economica di pochi.

Marinella Boi FestUnità 2014

 

La sfida che attende Marinella è ambiziosa, ma se non la lasciamo da sola possiamo diventare un piccolo esempio di un partito per cui vale ancora la pena di spendersi.

Coraggio Marinella! Cambiamo adesso. Cambiamo davvero.


Se ancora non siete convinti (perchè la scelta di un segretario cittadino è una scelta importante) questo è il manifesto programmatico che Marinella Boi ha allegato alla sua candidatura.

Con la straordinaria vittoria  delle elezioni Europee, che hanno portato in Italia il PD al 40,8% e Renato Soru a prendere 180mila preferenze nel nostro collegio, il Partito Demcratico sta vivendo una fase di grande popolarità e attrattiva nei confronti dei cittadini italiani. In un momento di grande crisi di fiducia nei confronti dei partiti è l’unico partito che parzialmente regge l’urto della disaffezione rispetto alla politica, in particolare dei giovani.
Il PD è oggi un partito solido come consenso ma che ha bisogno di crescere dal punto di vista della capacità collettiva di eleborazione politica e di valorizzazione del pluralismo che lo contraddistingue, con una particolare attenzione anche verso le minoranze.

Fatto il partito è il momento di fare i democratici.

Il partito cittadino di Cagliari dovrà essere un luogo vivace e accogliente, in cui i cittadini potranno trovare un luogo aperto e stimolante per fare attività politica.
Uno dei limiti riscontrati nell’esperienza della prima giunta di centrosinistra di Cagliari è stato proprio il ruolo dei partiti come accompagnamento e stimolo dell’azione amministrativa. La consiliatura attuale vede il PD come pilastro della maggioranza consiliare (12 consiglieri su 24) e della giunta Zedda, e sta dimostrando come una nuova classe dirigente cittadina si sia affacciata nella scena politica. In questi primi tre anni sono stati impostate le scelte amministrative che in questi ultimi due anni di mandato dovranno dare i propri frutti. E’ innegabile il fatto che siano necessari altri 5 anni di continuità amministrativa  per poter portare a termine il lavoro impostato sulla mobilità, sui lavori pubblici, sulla cultura, sul turismo e su tutti i campi in cui il cambiamento è innegabilmente in atto.

Vincere le prossime elezioni comunali.

Obiettivo principale del PD in questi ultimi due anni sarà quello di preparare la vittoria del centrosinistra nelle prossime elezioni comunali.  Avrà il compito di far conoscere il lavoro svolto attraverso i propri circoli, di migliorare l’azione politica là dove si ravvisano mancanze ma soprattutto avrà la responsabilità di costruire attraverso il coinvolgimento dei propri iscritti ed elettori i punti del programma elettorale con cui la coalizione di centrosinistra si presenterà nel 2016 all’appuntamento elettorale.
E’ fondamentale infatti preparare la prossima vittoria elettorale consolidando la consapevolezza dei cittadini rispetto alla buona amministrazione messa in campo durante il mandato del sindaco Zedda e con una ambiziosa proposta programmatica per i prossimi 5 anni di governo cittadino.
Nel prossimo programma elettorale alcuni temi saranno cruciali, e il PD non deve aver paura di prendere posizione:
lo sviluppo urbanistico di Cagliari e della città metropolitana che sia basato sulla valorizzazione ambientale del nostro territorio, sulla riqualificazione dell’esistente e con una forte azione rispetto sulle aree in dismissione che ancora gravano su Cagliari,
la cultura come base di trasformazione della città,
i trasporti come mezzo per cambiare gli stili di vita quotidiana,
un nuovo sistema di welfare e di collaborazione con il terzo settore,
l’università come ricchezza e opportunità.

Riattivare i circoli, ripensare l’organizzazione

Negli ultimi anni in città sono scomparsi 2 circoli storici (il circolo del centro storico “Emilio Lussu” e il circolo “Berlinguer” di via Leopardi). In una città in cui si amministra e in cui si crede valido il ruolo dei partiti come indicato nella nostra Costituzione è necessaria una nuova impostazione. Evidentemente i sei circoli cittadini immaginati al momento della fondazione del partito cittadino nelle aree di riferimento territoriale delle vecchie circoscrizioni sono inadeguati alla situazione attuale del partito in città: a fronte dei 1162 iscritti al PD di Cagliari nella maggior parte dei circoli territoriali non esiste più una massa critica sufficiente per farli lavorare in modo politicamente efficace e anche economicamente sostenibile. Contemporaneamente sono sorti in città diversi circoli tematici che rischiano di vivere in modo slegato rispetto al partito cittadino.
Occorre una grande fase di ripensamento collettivo dell’organizzazione dei circoli in città che tenga infatti conto anche delle difficoltà economiche del partito in seguito alla cancellazione del finanziamento pubblico. Meno circoli territoriali, più libertà di iniziativa e azione politica per gli iscritti e più rapporto con i consiglieri e la giunta comunale.

Un sano rapporto con i propri eletti.

Il partito cittadino dovrà instaurare una proficua collaborazione con i propri rappresentanti nelle istituzioni. Il gruppo consiliare e la segreteria cittadina dovranno lavorare in stretta correlazione, considerando la differenza dei ruoli e valorizzando le competenze presenti.
Il doppio livello di assemblea e direzione cittadina dovrà essere ripensato per evitare una duplicazione degli organismi poco produttiva nella efficacia pratica: gli ultimi anni  le convocazioni degli organismi dirigenti cittadini sono state troppo sporadiche per essere uno strumento di reale direzione politica rispetto al governo cittadino.
La segreteria cittadina (di cui faranno parte i segretari di circolo), in collaborazione con gli altri livelli del partito, convocherà riunioni tematiche tra gli eletti PD a Cagliari a tutti i livelli (municipalità, comune, regione e Parlamento) e sarà proattiva nella costituzione di un livello di coordinamento metropolitano del partito, con gli amministratori PD di tutti i comuni che entreranno a far parte della città metropolitana.

Un partito partecipato

Nonostante la sfiducia verso i partiti la voglia di partecipazione è tanta: il partito cittadino di Cagliari dovrà essere in grado di intercettarla e riannodare i fili della fiducia. Referendum e consultazioni tra iscritti ed elettori saranno uno strumento da affiancare alle assemblee per coinvolgere i democratici nell’elaborazione delle posizioni politiche del partito.
Occorre cambiare la modalità delle assemblee, andando oltre la lodevole volontà della scorsa segreteria comunale di aprire tutte le assemblee anche agli elettori, per sperimentare modalità in cui il coinvolgimento di tutti sia reale e in cui chi riveste ruoli di responsabilità nel partito (consiglieri comunali, di municipalità, assessori, rappresentanti negli organismi dirigenti) abbiano il diritto/dovere di rendicontare sul proprio operato e di ascoltare le esigenze della base.

La comunicazione e un partito accogliente per i giovani

Il PD cittadino dovrà essere presente in tutti i luoghi in cui si svolge la vita dei nostri concittadini: riappropriamoci delle piazze per fare le iniziative, dei luoghi pubblici e dei luoghi virtuali. Il sito internet dovrà essere il luogo trasparente in cui tutti gli iscritti potranno trovare tutte le informazioni relative al partito in città e in cui potranno avere un filo diretto con i propri dirigenti e i propri rappresentanti nelle istituzioni.
Uno sforzo particolarmente importante il PD cittadino dovrà farlo nei confronti dei giovani, che con il loro entusiasmo e la loro passione rappresentano le migliori speranze per un reale rinnovamento. Il PD a Cagliari parte da una base di iscritti molto incoraggiante: quasi un iscritto su cinque ha meno di 30 anni (grazie al lavoro fatto in questi anni dai Giovani Democratici). Il partito dovrà impegnarsi per offrire a loro e ai giovani (studenti e universitari per primi) un luogo per formarsi dal punto di vista politico e sociale, con l’organizzazione di iniziative come il Laboratorio di Partecipazione Politica che vadano a intercettare anche i giovani interessati alla politica nelle scuole e nelle università. Per questo gli spazi della sede di via Emilia, a pochi metri dalla mensa universitaria, sono una opportunità incredibile se verranno aperti alle attività di studio e socializzazione dei giovani.

Un partito accogliente è un partito che sia in grado di creare fiducia in primo luogo al suo interno, tra i propri iscritti e tra i gruppi politici che lo animano. Per questo lo sforzo principale della prossima segreteria sarà quello di programmare tutte queste attività nel modo più collegiale possibile, senza tralasciare l’importanza dei momenti di aggregazione e socialità.

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