Bologna. Civati. Questione di fiducia #teniamobotta


Io vengo dalla Sardegna, in cui domenica scorsa un elettore su due non è andato a votare alle elezioni regionali. Un sardo su due non si fida del fatto che la politica possa fare qualcosa per migliorare le sue condizioni di vita. Non si fida che i politici abbiano a cuore l’interesse collettivo prima dei propri interessi particolari.

Però domenica scorsa in Sardegna abbiamo dato una bella dimostrazione: il centrosinistra esiste e quando si presenta unito e con candidati credibili e competenti vince. Il centrosinistra sardo (nettamente opposto al centrodestra) ha vinto trainato da Francesco Pigliaru, stimato professore universitario che in un mese ha girato la Sardegna per raccontare un metodo di lavoro basato sulle competenze e non sulle appartenenze e una politica che mette al centro l’istruzione e la pari opportunità.

E le elezioni di domenica scorsa hanno dimostrato anche che quando amministri con serietà, sobrietà e coerenza non solo non perdi la fiducia dei cittadini ma riesci ad aumentarla. Perché a Cagliari dove amministriamo da due anni e mezzo con il sindaco Zedda i consensi del centrosinistra sono aumentati rispetto alle scorse elezioni.

Massimo Zedda viene spesso criticato perché non comunica abbastanza: ha scelto come metodo quello di non parlare per slogan ma di lavorare, realizzare le cose e raccontarle quando tutti possono toccarne la concretezza nella vita quotidiana. Perché i cittadini sono stanchi di promesse non mantenute, di parole che non si trasformano in azioni coerenti, di politici non coerenti. Dove coerenza non è non cambiare mai idea ma essere conseguenti con i fatti rispetto a ciò che si dice.

Civati Ulivo

Perché sto raccontando questo qui a Bologna oggi? Perché quello che stiamo facendo con Pippo Civati nel centrosinistra e nel PD è dimostrare ai nostri elettori che c’è un altro modo di fare politica per cui la coerenza è un elemento su cui rifondare il rapporto di fiducia ormai incrinato tra politica e cittadini.

Anche noi in Sardegna in queste ore abbiamo consultato tanti nostri elettori e simpatizzanti, coinvolgendoli attraverso Morpheus e riunioni partecipatissime nei territori. Un confronto serio, sofferto e ricchissimo che non è frequente nel PD. Opinione larga è che sia difficile votare la fiducia a questo governo di larghe intese, ma opinione prevalente è quella di restare a lavorare per cambiare il Partito Democratico, in cui tentare di essere costruttori di fiducia con i nostri compagni di viaggio, dentro e fuori dal partito.

Fiducia al governo Renzi?

Ci vorrà tempo e pazienza in un partito in cui il gruppo dirigente ha finora ghettizzato chi dissente e umiliato le minoranze che non si adeguano.

Ci vorrà tanto impegno e coraggio per costruire un partito accogliente per i tanti che oggi da fuori e da dentro ci guardano con speranza.

Per fortuna l’entusiasmo non ci manca e abbiamo iniziato a costruirlo in un modo bellissimo. Andiamo avanti!

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