Regionali #SAR2014 | Il mio sostegno per un voto consapevole


Francesco Pigliaru è il miglior candidato alla presidenza della Regione in campo, e credo che sia un vero elemento di speranza nel quadro politico regionale, e non solo. Parla di temi concreti, è credibile perché conosce ciò di cui parla ed è consapevole che dalla crisi che stiamo attraversando se ne esce solo tutti insieme. Una crisi da cui si esce se investiamo sull’istruzione e sulle pari opportunità come punti di partenza fondamentali.

Cominciamo il domani infatti non è solo uno slogan, ma esprime la profonda volontà di cambiare pagina anche rispetto ad un vecchio modo di far politica legato alle appartenenze, per realizzare una cura del bene collettivo basata sulla riduzione delle disuguaglianze e sullo spirito di iniziativa dei sardi, finora anestetizzati e disillusi da assistenzialismo e promesse elettorali mancate.

Ma una persona sola al comando non basta. Lo sappiamo bene. Il compito che spetta a Francesco Pigliaru è un profondo cambiamento del funzionamento della Regione per affrontare la crisi che vede un giovane su due senza lavoro, e per riorganizzare una amministrazione regionale inefficiente. Per questo sarà importante eleggere consiglieri regionali competenti e in netta discontinuità con chi negli ultimi anni è stato seduto nei banchi di via Roma.

Le liste del PD hanno provocato molte critiche per via della candidatura degli indagati nello scandalo dei fondi dei gruppi. Il partito che vorrei ancora non esiste, lo stiamo costruendo, ma c’è ancora strada da fare. E proprio per questo ho deciso di dare il mio voto all’onestissimo Massimo Pusceddu. Non si offendano gli altri – la cui onestà non intendo mettere in dubbio – ma mi ha impressionato la storia di Massimo: amministratore fin da giovanissimo, che ha dedicato una vita alla politica vissuta come servizio. Come faccio a dargli questo patentino di onestà? Con una prova empirica, che invito anche tutti voi a fare: provate a chiedere di lui nel suo paese, Settimo San Pietro (di cui è stato sindaco amatissimo), e a tutte le persone che hanno incrociato con lui la loro vita politica e professionale: non troverete chi non lo stima tra chi lo conosce. Un test importante e con un risultato rarissimo, in particolare nella politica di oggi.

Massimo Pusceddu

Io l’ho conosciuto da poco (per questo prima di sostenerlo ho voluto informarmi tra chi lo conosce meglio di me) e quel che mi ha colpito di più è stata la sua umiltà e la sua passione per quei temi a cui ha dedicato la sua attività (il buon governo del territorio e del paesaggio, la migliore efficienza dei servizi ai cittadini per l’area vasta e la trasparenza amministrativa). E, rispetto alla politica e al ruolo di consigliere regionale, ho molto apprezzato la sua critica netta, ma pacata, al comportamento autoreferenziale delle correnti del PD che lavorano più per la loro cordata che non per un progetto comune (nella mia esperienza da consigliere comunale del capoluogo mi è sempre sembrato assurdo non avere praticamente nessuna relazione istituzionale con il gruppo PD in consiglio regionale perché non appartenente a questa o quella sensibilità).

Cappellacci, Murgia, Pigliaru. Saranno elezioni molto importanti quelle del 16 febbraio, e mi fa riflettere il fatto che secondo i sondaggi la metà degli elettori ancora non ha deciso per chi votare. Può essere l’occasione per sfruttare le prossime settimane per informarsi maggiormente e fare una scelta consapevole, sia per il candidato presidente che per il consigliere a cui dare la fiducia attraverso il voto. Quello che credo fortemente è che non è vero che sono tutti uguali. Come ho scritto, io voterò Massimo Pusceddu. Ma sono contento che nelle liste del centrosinistra, al fianco di Pigliaru, ci siano tanti candidati che offrono una speranza concreta per il futuro della Sardegna.

Tra loro penso in particolare da una donna e ad un amico.

Considerando la vergogna dello scrutinio segreto sulla legge elettorale approvata dall’attuale consiglio regionale che, nei fatti, limiterà notevolmente la presenza femminile tra gli eletti, questa volta  – più che altre – capisco chi vuole dare come segnale politico l’unica preferenza ad una donna. In quel caso consiglio la lettura del bel manifesto di impegni di Grazia Maria De Matteis, ottima candidata del PD.

E finisco con un enorme in bocca al lupo a Francesco Agus che, a trent’anni, sta dimostrando di essere uno dei pochi candidati ad aver deciso da subito di puntare sui temi concreti con entusiasmocompetenza e creatività (perché per cambiare il mondo è importante essere attivi, motivati e creativi!) e che rappresenta la netta continuità con il progetto di cambiamento che stiamo portando avanti a Cagliari con Massimo Zedda. È candidato con SEL, e sono convinto che con loro continueremo la preziosa e proficua collaborazione fondata sulla condivisione di obiettivi fondamentali per la Sardegna.

“A questa sinistra non burocratica, dell’alternanza e non del compromesso, dei diritti (senza perifrasi), delle battaglie sociali, delle soluzioni rinviate da sempre guardiamo con convinzione e insistenza in molti: insofferenti verso tutti gli apparati ma convinti che ci voglia un partito che mobiliti, coinvolga, informi, faccia partecipare, decida con ‘metodo democratico.”

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