Direzione regionale: una lunga attesa democratica


La politica ha i suoi riti e le sue liturgie. Difficili da capire (e sicuramente da cambiare, per colmare la frattura tra il PD e il suo popolo) ma che caratterizzano un partito in cui – per fortuna – il metodo democratico è la bussola per le scelte importanti.
La direzione regionale di Oristano ha dimostrato come i suoi dirigenti, pur con mille errori, sono riusciti ad ascoltare la base democratica che chiedeva un passo indietro a Francesca Barracciu per motivi di opportunità politica dopo lo tsunami giudiziario che sta travolgendo il consiglio regionale.

E’ vero che nei due giorni di convocazione dell’organismo il dibattito esplicito è stato limitato, ed è vero che Francesca ha scelto di non parteciparvi se non per la breve comunicazione in cui ha condiviso le sue difficoltà personali in seguito all’avviso dei garanzia arrivatole il giorno dopo la vittoria delle primarie. Ha scelto di ricevere nella stanza in cui si è ritirata a riflettere le delegazioni del partito, quella della segreteria nazionale e delle varie sensibilità, per tentare di trovare una soluzione che mettesse l’interesse del PD, del centrosinistra e della Sardegna davanti alle aspirazioni personali di questo o quel candidato. Una scelta contestata ma – forse – comprensibile per la difficile situazione in cui si trovava la candidata in pectore. Una sua libera scelta, ulteriore segnale, per me, che la sua candidatura era ancora legata a un modo di fare politica e intendere il partito che poco rappresenta il cambio di verso che i 3 milioni di elettori hanno chiesto al PD l’8 dicembre.

Mi ha colpito invece, e credo che sia la vera ricchezza del Partito Democratico, la reazione dei 68 delegati, che hanno pazientemente aspettato per due giorni decisioni responsabili, garantendo il numero legale dell’organismo fino alla fine della direzione regionale.
Una lunga attesa vissuta dai democratici presenti con pazienza, con tanta voglia di confronto e con rispetto per il momento importante e per le difficoltà anche personali che stanno vivendo molti compagni in queste ore. La discussione ha evidenziato una posizione pressochè unanime nel chiedere a Francesca un atto di generosità per il bene della Sardegna, nel momento in cui il centrosinistra è al bivio tra una Caporetto e una possibile vittoria. Tutti gli interventi hanno chiesto chiarezza e responsabilità nei confronti del nostro elettorato e mi ha colpito il fatto che siano stati soprattuto interventi di dirigenti donne, a dimostrare che non c’è nessuna “questione maschile” dietro la richiesta di un passo indietro a Francesca. Ha chiuso gli il dibattito Thomas Castangia chiedendo di riflettere sulla frattura profonda di credibilità creatasi tra il PD e la società e di non tornare indietro rispetto alla decisione del 2009 di non concedere deroghe ai 2 mandati e di non sottovalutare la necessità di chiarezza nei confronti delle alleanze: ci candidiamo ad essere nettamente alternativi al centrodestra e non sarebbe politicamente sostenibile correre insieme al Psd’Az che è corresponsabile di alcuni dei fallimenti politici del governo Cappellacci.

Verso le 23,35 il segretario Silvio Lai ha annunciato la decisione di Francesca Barracciu di rimettere la propria candidatura nelle mani della stessa direzioneche nei prossimi giorni sarà chiamata a individuare un nuovo candidato con cui portare avanti il programma con cui il centrosinistra (unito) risponderà ai disastri creati dallo s-governo regionale di Cappellacci.

Sarà la direzione regionale a individuare chi in pochissimo tempo avrà il compito di ricostruire quanto questi mesi si è incrinato. Queste ore saranno importanti per la Sardegna e servirà calma e lucidità perchè sono convinto che ci meritiamo di meglio di quanto la politica ci ha offerto questi ultimi 5 anni.

Matteo Lecis Cocco Ortu

Foto di Laura Pisano, accompagnata da questo bel commento “Un ringraziamento sincero ai delegati della direzione regionale che tutti hanno avuto la voglia, la passione e la pazienza di restare e discutere fino alle 00.15 del 31 dicembre. Una generosità e una lealtà strenui che neppure tante ore di attesa prima discussione e ancora attesa snervante hanno piegato. Il gesto generoso di Francesca Barracciu non ha vanificato il loro tempo.”
 

Annunci