In piazza per Civati e il centrosinistra di piazza del Carmine


La foto famosissima dello studente che si oppone al passaggio di un plotone di carri armati in Piazza Tienanmen rappresenta la lotta contro la tirannia.  A tutti riporta alla mente emozioni particolari. A me ricorda il tema del mio esame di maturità: argomento “la piazza”.

Era il 2001. Erano anni in cui in piazza di si gridava che “un altro mondo è possibile”. Anni in cui i movimenti di tutto il mondo si ritrovavano a Porto Alegre, Seattle, Genova per cercare di dare risposte a una società che stava venendo rivoluzionata dalla globalizzazione.

Ancora oggi le piazze – luogo di incontro per eccellenza – sono luoghi fortemente politici: piazza Taksim a Istambul, piazza Tahrir a Il Cairo, la piazza occupata di Wall Street a New York, Puerta del Sol a Madrid e Placa Catalunya a Barcellona con l’acampada dagli indignados, piazza Syntagma ad Atene in cui si è scaricata la violenza contro il fallimento del sistema politico ed economico della Grecia. E le centinaia di piazze in cui milioni di cittadini si riversarono sabato 15 febbraio 2003 per la più imponente manifestazione dell’opinione pubblica mondiale indetta per la pace e contro la guerra in Iraq.

Piazze che dimostrano che c’è tanta voglia di partecipazione, in particolare da parte dei più giovani che non è affatto vero essere menefreghisti e disinteressati dalla politica: sono milioni i giovani italiani che si occupano costantemente del bene collettivo. Solo che lo fanno attraverso le associazioni e il volontariato, non attraverso i partiti. Non si fidano più.

Civati alla Stazione Marittima di Cagliari - foto di Dietrich Steinmetz
Civati alla Stazione Marittima di Cagliari – foto di Dietrich Steinmetz

Penso ora a questa grande piazza coperta che è la Stazione Marittima dove ci troviamo adesso, trasformata grazie all’impegno di tanti volontari in un grande “motore di speranza” ben diverso dal solito “parallelepipedo blu” che siamo abituati a vedere  da via Roma al centro del porto. Perchè le cose cambiano.

E penso a Piazza del Carmine  (una piazza a poche centinaia di metri da qui che Pippo probabilmente non conosce). Penso a quando solo due anni e mezzo fa la cosiddetta rivoluzione arancione invadeva un’intera città al grido di “ora tocca a noi” dopo l’elezione del sindaco Massimo Zedda.

Un grido scandito da democratici di tutti i partiti del centrosinistra. Gli stessi democratici che vedo qui oggi, tantissimi, in questa Stazione Marittima. Un popolo che i partiti così come sono strutturati oggi non riescono a contenere. Un popolo a cui Pippo Civati fa continuo riferimento.

Un popolo che sarebbe bello sempre più spesso vedere lottare insieme per cambiare un mondo in cui gli interessi della conservazione delle rendite di posizione hanno narcotizzato la nostra vitalità, la nostra voglia di indignarci e impegnarci, e – talvolta – sembra abbiano drogato il senso stesso del fare politica come servizio disinteressato.

Il Partito Democratico di Pippo Civati che abbraccia Romano Prodi e Stefano Rodotà è una casa ospitale in cui in tanti ci sentiremmo a nostro agio.

L’entusiasmo ce l’abbiamo. Il coraggio lo stiamo dimostrando. Ora tocca a tutti noi essere contagiosi e dimostrare che un altro PD è davvero possibile!

Vedi il mio intervento dal minuto 55′

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