Domani non voterò per il PUL e per il Cagliari al Sant’Elia


Il dovere di rendere conto agli elettori delle proprie azioni politiche è fondamentale nella mia idea di politica. Nei giorni in cui la situazione politica è confusa a tutti i livelli istituzionali (per essere buoni) sento di dover spiegare alcuni miei comportamenti di questo caldo agosto per i quali più di uno mi avete chiesto conto. Non per scaricare responsabilità, ma semplicemente per spiegarne le motivazioni.

La prima è l’azione che politicamente sembrerebbe più rilevante: domani non voterò la delibera di ri-adozione della variante urbanistica sul Poetto funzionale all’approazione del PUL e la concessione dello stadio Sant’Elia al Cagliari Calcio per farlo giocare in città la prossima stagione. Due delibere importanti, che danno una svolta a due dei temi più controversi in cui la nostra amministrazione ha lavorato per mettere ordine e trovare soluzioni sostenibili nel tempo.

aula consiglio comunale

SULLA VARIANTE URBANISTICA. Rispetto all’idea della precedente variante – che era di trasformare le parti dell’arenile in cui insisteranno i chioschi in zone GHL (trasformandole da zone di salvaguardia a zone di servizi generali) – la scelta concordata con la Regione è stata quella di rettificare il confine della zona H (ampliandola nel tratto tra “prima fermata” e “Ospedale marino” e riducendola leggermente fino al confine con Quartu Sant’Elena) e di attestare i chioschi lungo la viabilità di piano in previsione, localizzando i servizi e le aree di sosta attrezzate nella sezione del lungomare da disciplinare mediante il PUL.

 

SULLO STADIO SANT’ELIA. Voteremo in aula la concessione dello Stadio Sant’Elia al Cagliari Calcio per un anno (in attesa del concorso per una ristrutturazione importante dello stadio) secondo la convenzione che nei ripetuti incontri tecnici tra Comune e Società è stata delineata. Con l’impegno del Comune a effettuare lavori, circoscritti alla tribuna centrale, per 500 mila euro, e l’impegno del Cagliari a occuparsi dei restanti lavori funzionali al rilascio delle autorizzazioni per giocare.

Due delibere che condivido in pieno ma che non potrò votare perchè il consiglio comunale, su richiesta dell’opposizione, è stato aggiornato a domani, quando non si pensava ci sarebbe dovuto essere consiglio. Complice una chiusura disordinata dello scorso consiglio comunale che ha mandato il presidente in confusione, facendogli aggiornare il consiglio a giovedì quando tutta la maggioranza gli diceva che non ci sarebbero potuti essere molti consiglieri. Una bella responsabilità quella di fare un consiglio con all’ordine del giorno due atti così importanti in una data in cui serviranno anche i voti della minoranza per approvarle. Nel clima (a dire il vero un po’ stucchevole) di pacificazione che abbiamo respirato in occasione del bilancio, credo però che non ci saranno problemi ad avere i voti  necessari per approvarle da parte dei consiglieri di minoranza più responsabili.

Io non sarò in aula perchè precedentemente avevo preso l’impegno a dedicare un po di tempo di quest’estate al silenzio e alla formazione. Sarò pertanto a Selva di Val Gardena (BZ) dove parteciperò al corso organizzato dai gesuiti per riflettere su “Che società vogliamo? Testimonianze e proposte”, insieme al gesuita Silvano Fausti e all’ex magistrato Gherardo Colombo.

Questo è il motivo per cui fino al 18 agosto sarò un po’ assente in una fase importante per la politica regionale: salvo colpi di scena dell’ultimo minuto domani entro le 19 saranno presentate le candidature alle primarie di centrosinistra per la presidenza della Regione. Con il passo indietro di Renato Soru credo sia importante individuare un candidato che sia davvero di rottura rispetto a chi ha lavorato per cancellare la nostra scorsa esperienza di amministrazione regionale e che rappresenti la necessità degli elettori di politici nuovi e competenti. Un candidato che si troverà a dover raccogliere 5.000 firme nelle 8 provincie sarde entro il 2 settembre per potersi presentare.

L’ultima azione che vorrei spiegare è il non essere intervenuto il giorno della direzione cittadina del PD in cui si è votata (anche se ancora non si è capito bene chi l’ha votata e addirittura se è stata votata) la risoluzione con cui si dice che il PD prende le distanze dalla Giunta di Cagliari e dal suo operato evidenziando addirittura “la significativa mancanza di condivisione nell’azione amministrativa che ha creato uno scollamento tra l’azione del Sindaco e della sua Giunta e quella del Consiglio e dei Partiti di maggioranza” fino a sostenere nei fatti esternamente il suo operato e i suoi provvedimenti “in base alla loro rispondenza con il programma e coi bisogni prioritari della città”. Come se il PD da oggi avesse intenzione di agire solo con un’azione di verifica e controllo nei confronti della Giunta, non lavorando e collaborando per costruire insieme le politiche che ci siamo impegnati insieme a  realizzare.
Non sono intervenuto perchè in un primo momento è stato chiesto di ascoltare i delegati in direzione (a dire il vero pochi rispetto all’elenco che si trova nel sito del PD Cagliari) e di colpo mi sono sentito fuori luogo. Ho sentito una serie di interventi che mi sarei aspettato sentire nella direzione di un partito all’opposizione e non in uno che Cagliari la sta amministrando per la prima volta nella sua storia. Sono rimasto senza tante parole perchè nei circoli che frequento e tra i cittadini che incontro la percezione di quello che sta accadendo in città è quasi opposta. Non dico che va tutto bene, ci mancherebbe! Ci sono criticità ma in genere viene apprezzato il modo serio e competente con cui si stanno affrontando i problemi. I baretti stanno riaprendo e abbiamo appaltato i lavori per ridisegnare pedonale l’intero lungomare Poetto, il Cagliari tornerà a giocare al Sant’Elia, Cagliari è stata candidata a Capitale europea della cultura e parteciperà in prima linea alle attività dell’EXPO2015, nel triennio si sono programmati 340 milioni di euro di opere pubbliche costituendo un golbal service che finalmente in maniera unitaria e tempestiva potrà rispondere alle esigenze delle manutenzioni cittadine, a Pirri sta venendo creata la prima casa delle associazioni autogestita, il comune stanzia 2 milioni di euro per l’informatizzazione del servizio edilizia privata e viene premiato per i progressi nella trasparenza e negli open data. Si sta soprattutto lavorando a ricreare un clima di fiducia tra i semplici cittadini e l’amministrazione dando a tutti le stesse possibilità di accedere ai servizi. La situazione può essere migliore ma non siamo all’anno zero. Mi è stato rimproverato di non aver fatto sentire una voce diversa in direzione, ma davvero sono stato spiazzato dalle posizioni pressochè unanimi degli intervenuti. Forse anche gli altri che non hanno parlato non era in accordo con loro, ma non credo lo sapremo mai. Credo però che se la situazione è effettivamente quella sentita in direzione e riassunta nella “risoluzione finale” occorre parlarne e discutere a lungo in tutti i circoli e con i nostri elettori, per capire se davvero “si stava meglio quando si stava peggio” come mi è sembrato quasi di capire lunedì. Meglio di prima non ci basta diceva Filippo Petrucci in campagna elettorale, beh.. effettivamente le aspettative che avevamo erano altissime. Ma non credo sia serio valutare l’operato della nostra amministrazione avendo come  termine di paragone le aspettative (altissime, appunto) che avevamo tutti noi, ma piuttosto è importante valutarlo avendo davanti le dichiarazioni programmatiche che ci siamo impegnati a realizzare. E se le rileggete oggi, vedete che la strada intrapresa è quella giusta.

Buona estate a tutti, un abbraccio

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