Una targa per Gramsci nel Corso Vittorio Emanuele


E’ di queste settimane la notizia che a New York, nel Bronx, un artista svizzero, Thomas Hirschhorn, sta realizzando un grande monumento di arte pubblica dedicato ad Antonio Gramsci. Il Gramsci Monument è un’installazione che fin dalla sua costruzione vuole essere un luogo di incontro e di confronto per la cittadinanza.
Gramsci Monument New York 
A Cagliari alcuni consiglieri comunali del PD, recependo la richiesta dei commercianti del Corso Vittorio Emanuele, hanno depositato, poco fa, un Ordine del Giorno per dedicare una lapide in ricordo di Antonio Gramsci che a Cagliari abitò nel palazzo situato nel Corso Vittorio Emanuele II, al civico 149.

Primo firmatario il consigliere comunale Fabrizio Marcello che afferma: “pochi cittadini e pochi turisti non sanno che un grande intellettuale come Gramsci abitò nella nostra città, esattamente nel Corso Vittorio Emanuele: in tal senso una lapide o meglio ancora un monumento ne celebrerebbe il ricordo sia per i cittadini che per i turisti” 

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Ordine del giorno

del Consiglio Comunale di Cagliari

Premesso che:

Tra le intenzioni dell’amministrazione comunale rientra quella di ricordare e di tramandare la memoria della città e dei suoi abitanti, promuovendo, di Cagliari, l’identità culturale anche attraverso la storia.

Molte case e palazzi sia pubblici che privati hanno infatti ospitato importanti personaggi: Antonio Gramsci, politico, filosofo, giornalista, linguista e critico letterario italiano, è uno di questi ed ha vissuto e studiato a Cagliari.

Considerato che

Il capoluogo sardo, in quel tempo, era una cittadina particolarmente vivace dove si diffusero i primi fermenti sociali che influirono notevolmente sulla sua formazione sia sul piano culturale che caratteriale.

E Gramsci, nel 1929, dedicava dal carcere le sue riflessioni alla cultura delle classi popolari, ed al folklore inteso come studio delle concezioni del mondo e della vita di quelle “classi strumentali e subalterne”. Il tutto è ribadito nel “quaderno 27” che pubblica anche osservazioni sulla lingua, sulla riscoperta del dialetto, della letteratura popolare e sulla filosofia spontanea; sul senso comune, sulla coesistenza di forme diverse di coscienza sociale, dunque di culture diverse diremmo noi oggi.

Considerato che

 Gramsci a Cagliari, abitò in un palazzo situato nel Corso Vittorio Emanuele 149, ma pochi cittadini e turisti ne sono al corrente.

Cagliari, negli anni, ha onorato varie volte la figura di Antonio Gramsci. Ad esempio nel settantacinquesimo anniversario della sua morte, quando il sindaco Massimo Zedda ha ricordato il 27 aprile 2012 il grande intellettuale con la posa di una targa sulla facciata dell’ex Liceo ginnasio Dettori, nell’omonima piazzetta, dove Gramsci studiò dal 1908 al 1911.

Sempre il 27 Aprile, ma nel 1977, la città di Cagliari ricordò Gramsci quando l’allora sindaco Salvatore Ferrara ospitò il Segretario del Partito Comunista Italiano Enrico Berlinguer nel palazzo civico, dalla finestra al secondo piano che si affaccia sul Largo Carlo Felice e commemorò il grande politico e filosofo, a quarant’anni dalla sua morte.

Il CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO

 A dedicare, a questo grande intellettuale, una targa-ricordo possibilmente nella facciata dello stabile sito nel Corso Vittorio Emanuele II, al civico 149 o, magari, su un solido supporto antistante lo stesso, in modo da tramandare ai cittadini, ai turisti quindi ai posteri, il ricordo di Antonio Gramsci ed i suoi profondi legami con la nostra città. 

 

I consiglieri proponenti:
Fabrizio Marcello
Fabrizio Rodin
Davide Carta
Matteo Lecis Cocco Ortu
Guido Portoghese
Marco Murgia
Tanino Marongiu

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One thought on “Una targa per Gramsci nel Corso Vittorio Emanuele

  1. Va benissimo la targa per Gramsci. E l’ occasione mi consente di richiamare l’attenzione su una forse anche più grave dimenticanza soprattutto da parte dei cagliaritani, smemorati e ingrati, nei confronti del loro forse più illustre concittadino. Francesco Cocco-Ortu Sr che tanto fece per la sua città e per i cagliaritani, oltre che per la Sardegna e tutti i sardi, e rese loro onore per il suo lungo e coerente impegno civile e politico nel Parlamento e nel Governo nazionali (dove raggiunse ruoli di alta responsabilità e prestigio) contribuendo incisivamente alla crescita economica e civile dell’Italia unita e particolarmente all’affermazione dei valori e delle idee democratiche e liberali fino a difenderli con tutte le sue forze, ultra ottantenne, da Presidente dei gruppi Democratici-liberali e da Decano della Camera e Ministro di Stato contro l’avanzante fascismo, scontrandosi con il RE Vittorio Emanuele III e contro molti suoi amici e colleghi che tentennavano, pagando con la sconfitta elettorale nel 1924 alla guida del listone antifascista e poi con l’isolamento, la successiva umiliazione da parte del vittorioso Regime e infine con la morte avvenuta nel 1929 nella totale dimenticanza anche tra i suoi concittadini. Dimenticanza che non fra gli storici ma di fatto persiste ancora colpevolmente e incredibilmente tra i cagliaritani e i sardi.
    A parte la strada, poi neanche di rilievo, nella città dove nacque e visse e operò a lungo e di cui fu anche per molti anni amministratore e sindaco, di Francesco Cocco-Ortu Sr. non esiste alcun minimo segno di ricordo e di riconoscenza. Questa di Gramsci sarebbe dunque anche l’occasione perché i cagliaritani e i sardi ponessero un segno di ricordo del loro grande e illustre concittadino, magari proprio come per Gramsci che solo vi soggiornò, con una targa-ricordo possibilmente nella facciata dello stabile sito nel Corso Vittorio Emanuele II al civico 86, dove nacque e visse a lungo lui con la sua famiglia, magari ricordando anche l’altro e più giovane Francesco Cocco-Ortu Jr., che ugualmente la nacque, visse e morì giovane nel 1969 in quello stesso stabile, e pure lui fece tanto per Cagliari e rese onore e lustro ai suoi concittadini con l’opera e l’impegno civile politico e intellettuale svolto per il bene del dell’Italia e pure lui come il nonno per l’affermazione dei valori e delle idee liberali e democratiche nel Parlamento e nell’agone politico nazionale dalla caduta del fascismo fino alla sua morte avvenuta prematuramente.

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