Per il Poetto non serve il gioco delle parti


Sull’Unione Sarda è stata pubblicata la mia replica alla lettera aperta di Tavolacci (che potete leggere qua). Spero sia utile per farsi un’idea più completa su cosa stia accadendo rispetto al Poetto.

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Il rischio di cadere nella trappola di un confronto in cui ognuno gioca la propria parte di maggioranza e opposizione è forte. E credo che questo sia stato uno dei motivi principali della crisi in cui versa oggi il nostro Poetto: una politica che mette davanti gli interessi di parte rispetto all’interesse collettivo.

Esperienza drammaticamente diffusa è quella di amministrazioni che collaborano solo se di colore amico e che non si preoccupano di costruire processi virtuosi guardando oltre le scadenze elettorali. In questo gioco delle parti leggo anche la lettera aperta di Massimiliano Tavolacci che tenta la spericolata impresa di apparire estraneo a una vicenda che rischia di compromettere l’attività imprenditoriale di una vita intera per troppe famiglie cagliaritane. Estraneo e senza responsabilità pur avendo rivestito un ruolo centrale nella destra che ha amministrato la città di Cagliari per 4 lustri e che oggi ha un importante ruolo politico nell’assessorato regionale chiave per la risoluzione dell’affaire Poetto.
Importante è porre attenzione su alcuni fatti.

Il dossier per la demolizione dei chioschi che risultavano abusivi è stato il primo fascicolo sul tavolo del sindaco Zedda all’indomani dell’insediamento, per una vicenda complessa, da anni non risolta e che ha portato addirittura al rinvio a giudizio di Emilio Floris per abuso d’ufficio e falso ideologico.
Per il centrosinistra al governo il Poetto è stato da subito una priorità.
Da una parte abbiamo iniziato una corsa per salvare il finanziamento per il lungomare (12 milioni di euro che rischiavamo di perdere a causa di un progetto carente in particolare nella relazione con gli altri strumenti di pianificazione). E venerdì presenteremo alla città il progetto vincitore dell’appalto integrato complesso per la riqualificazione dei 4 km del lungomare.
Dall’altra abbiamo lavorato a tappe forzate all’approvazione delle linee guida per la redazione del Piano di Utilizzo dei Litorali in cui abbiamo definito gli obiettivi che conciliano le esigenze di salvaguardia naturalistica e ambientale con la volontà di rendere il Poetto vivo per 12 mesi, consentendo ai chioschi di operare tutto l’anno.

Il consiglio comunale ha adottato il PUL il 31 ottobre scorso (unico comune tra quelli che stanno seguendo la procedura di VAS) e attende ora il completamento dell’iter con le osservazioni e il passaggio in Regione.

Parallelamente abbiamo avviato gli incontri con gli operatori economici e ricordo bene come da subito non si siano create illusioni: fino all’approvazione definitiva del PUL abbiamo chiesto uno sforzo anche economico per smontare i baretti a fine stagione, utilizzando strutture prefabbricate che si potessero rimuovere il più agevolmente possibile. Per una o, più probabilmente, due stagioni.
Purtroppo in quel momento è iniziato un dannoso braccio di ferro con la Regione, che ha convinto i concessionari a non smontare i baretti con i risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti. E la giurisprudenza che dà ragione alla strada indicata dal Comune (come dimostrato anche dalla recente sentenza del Consiglio di stato).

Non ricerco qui colpe in una o nell’altra amministrazione, ma è un dato di fatto che anche quando si è deciso di trovare una soluzione bipartisan con una legge per regolamentare la fase transitoria, qualcosa è andato storto per le valutazioni della giunta regionale.
La leale collaborazione è un principio cardine della nostra convivenza democratica

. In particolare in un sistema complesso come quello italiano in cui la burocrazia ha assunto dimensioni abnormi se manca la leale collaborazione nel confronto tra

le istituzioni viene meno quel patto sociale che porta i cittadini a fidarsi di loro e di un sistema di regole condiviso.
Caro Massimiliano ripartiamo da qua. Perchè i nostri concittadini non si meritano una campagna elettorale permanente sulla loro pelle. Ripartiamo dalle reciproche responsabilità nel supportare il processo di approvazione del PUL. Con collaborazione, leale.

L’Unione Sarda, lunedì 24 giugno 2013

Unione Sarda

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E allego il materiale consegnato alla stampa per raccontare come si trasformerà il lungomare con il progetto vincitore del concorso di progettazione.

IMG_6A_ecologico

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One thought on “Per il Poetto non serve il gioco delle parti

  1. Si può essere molto d’accordo, poco d’accordo, abbastanza d’accordo, abbastanza contrario, leggermente contrario, assolutamente contrario col contenuto di quanto riferito da Matteo, ma non si potrà dire che il link è carente di trasparenza, chiarezza e comprensibilità. Mi auguro di vederlo realizzato, questo progetto.

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