Una casa per le associazioni, prove tecniche di auto-organizzazione


Una casa per le associazioni” è stata una delle richieste che più spesso sono arrivate a tutti noi consiglieri in questi primi anni di esperienza amministrativa e di ascolto. Perchè  il mondo dell’associazionismo è vivo e vitale anche a Cagliari, quel mondo fatto di socialità, gratuità e impegno in cui sempre più persone si rifugiano per tentare di cambiare un mondo che purtroppo ci piace sempre meno. Associazioni di volontariato, associazioni culturali, ambientaliste, collettivi di giovani professionisti, artisti, studenti, anziani. Sono centinaia in città. Segno di una grande energia positiva. Poi ci sono quelle create ad hoc per crearsi bacini elettorali (e sono le uniche che alcuni consiglieri comunali conoscono) ma sono convinto che siano assolutamente una minoranza per la mia personale percezione. 

Il Comune di Cagliari le ha ascoltate tutte, con numerose lunghe audizioni, poi è passato all’azione: prima rivedendo il regolamento per l’assegnazione dei contributi (dando a tutti pari opportunità di accedervi e premiando la qualità dei progetti presentati) e ora trovando un grande spazio da dedicare alle associazioni e alla creatività.

Una  scuola elementare dismessa in via Zucca, a Pirri, che l’assessore Puggioni insieme alla sua maggioranza ha deciso di destinare a casa delle associazioni. La prima a Cagliari, un esperimento pilota da seguire con attenzione.

23 aule, di circa 45 mq, sono state messe a bando per singole associazioni o raggruppamenti che le prenderanno in gestione per due anni dietro la presentazione di un progetto per attività culturali o di spettacolo.

Le associazioni pagheranno un canone che sarà composto da una quota fissa (100€/mese per ripagare le spese delle utenze) + una quota variabile da reinvestire nella gestione della scuola. Tale quota variabile potrà essere abbattuta fino al 80% in cambio di controprestazioni sociali per il quartiere e per la collettività. I primi mesi potranno essere abbuonati dal comune in cambio dell’impegno delle associazioni per la pulizia e smaltimento/riutilizzo della struttura.

La priorità sarà data alle attività performative dal momento che nella struttura è presente un Auditorium da 150 posti che potrà essere preso in affitto dalle associazioni (5 €/ora per le prove, 10 €/ora per spettacoli).

La gestione degli spazi comuni (ingresso, corridoi, sala mensa, bagni), del teatro e della palestra sarà assunta dal condominio (entità di cui faranno parte le 23 associazioni e che sarà coordinata da un capocondomino scelto dalle stesse associazioni con modalità che si decideranno insieme).

Un’esperienza di autogestione stimolata da una pubblica amministrazione che dimostra la voglia di sperimentare nuovi modelli di collaborazione.

La sperimentazione di una auto-gestione comune degli spazi è molto interessante e può portare moltissimi vantaggi se ben avviata. Per questo la fase di avvio è fondamentale ed è importante che sia accompagnata dall’amministrazione. In questa fase si deciderà una prima organizzazione di funzionamento del condominio, con regole condivise e modalità di convivenza per attività e associazioni che potranno essere molto diverse tra loro. Il Comune è importante che accompagni nella prima fase questo processo perchè quello che si sta costituendo è una comunità in cui è fondamentale che tutti si sentano corresponsabili del progetto di autogestione. In mancanza di questo si rischia che ognuno svolga solo il suo, considerando le altre associazioni e il Comune come controparti, delegando al capocondomino tutte le rogne senza riuscire a prevederne nè evitarle.

Sembra una differenza da poco ma è fondamentale per la riuscita di un progetto  di questo genere che anche le dinamiche tra le associazioni siano nuove, basate più sui principi del confronto creativo (che porta tutti a essere corresponsabili attivi delle scelte) che delle tradizionali assemblee che decidono a maggioranza e in cui la responsabilità è completamente delegata a terzi.

Importante sarà per noi ragionare sul trasporto pubblico e stimolare il CTM a inserire una fermata per la scuola di via Zucca in modo che questo luogo, oggi poco conosciuto ai più risulti facilmente raggiungibile, rendendo così tangibile la volontà dichiarata dalla nostra amministrazione di non trascurare nessuna parte di città e di investire anche nelle periferie.

In futuro, una volta che la sperimentazione sarà avviata, è interessante anche ragionare sulla concreta possibilità di avere un punto ristoro negli spazi della mensa proprio all’ingresso della scuola e studiare la possibilità di adibire il grande giardino che la circonda ad orto urbano del comune di Cagliari, in modo che si intreccino anche attività diverse destinate ad associazioni di tipo differente, e che la scuola sia effettivamente vissuta pienamente.

Nei giorni in cui tanti ragazzi stanno affrontando il primo vero esame della loro vita è bello pensare come le nostre città possano ripartire anche fisicamente dalle scuole, sempre più aperte alla città e alla cultura non convenzionale.

Tempo fino al 9 agosto per presentare la domanda per l’assegnazione di un’aula con la presentazione di un progetto culturale che sarà valutato da una commissione di esperti. Per ora il Comune ha messo a disposizione i suoi tecnici per un sopralluogo alla scuola di via Zucca ogni giovedì mattina. Per il momento, passate parola.

Scarica il bando

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2 thoughts on “Una casa per le associazioni, prove tecniche di auto-organizzazione

  1. Spero che il Comune non si fermi alle sole attività culturali e di spettacolo. Esistono decine di Associazioni di Volontariato che si occupano di problemi sociali, spesso sostituendosi all’Ente Pubblico. La prego di valutare, ad esempio, la scuola dismessa tra via Rossini, via Boito e via Donizetti dove è presente la Circoscrizione. A vista si contano almeno 40 serrande di finestre e se corrispondessero ad altrettante stanze potrebbe dare una boccata di ossigeno ad altre Associazioni che hanno come scopo il campo sociale. Io sono il Presidente del Telefono Amico Cagliari, presente in città dal 1971, che attualmente opera in una stanzetta della succitata scuola.
    Sarei felice di poter esporre la mia idea. Grazie per l’attenzione.

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