Bersani, si parte per un lungo viaggio insieme. Prossima tappa #primarieparlamentari ?


“Questo viaggio lo facciamo assieme, non c’è l’uomo solo al comando, si governa con un popolo. Grazie per quel che avete fatto ma ancor di più grazie per quel che farete nella battaglia comune.” 

Con queste parole chiude Bersani il suo primo discorso da candidato premier del centrosinistra, legittimato da 3 milioni di cittadini che hanno scritto la pagina più bella della politica che ricordi negli ultimi anni: nel momento in cui la crisi economica, i populismi e gli scandali legati agli interessi personali con cui si è amministrata la “cosa pubblica” hanno esasperato i cittadini stimolandone la disaffezione per i partiti  decine di migliaia di volontari e milioni di italiani si sono incontrati nei seggi di tutto il Paese.

Il Partito Democratico insieme a Sinistra Ecologia e Libertà e al PSI hanno coraggiosamente scelto di rispondere con le primarie alla crescente sfiducia nei partiti che è evidenziata dai sondaggi. Una strada intrapresa e da cui non possiamo tornare indietro, cominciando a organizzare da domani le primarie per i parlamentari, perchè se andiamo a votare con le liste bloccate, a scegliere i candidati da inserire in quelle liste per il centrosinistra dovranno essere milioni di elettori democratici e non pochi capibastone.

Tutte le campagne elettorali hanno momenti alti e momenti meno esaltanti, inutile tornare ora su polemiche e divisioni che hanno scaldato gli animi nelle ultime ore [su Valigia Blu Dino Amenduni ci suggerisce alcune riflessioni sulla campagna elettorale e il rapporto  con i media].

Quello che oggi per me è chiaro è che il centrosinistra per poter governare l’Italia deve iniziare con convinzione ad andare a parlare all’Italia che è rimasta fuori dai gazebo. E deve dimostrare concretamente che quella necessità di cambiamento e di rinnovamento sottolineata da Pierluigi Bersani nel discorso di ieri sarà sostanziale e non di facciata.

Ho fiducia nel fatto che sarà così, e voglio dire ai tanti che con la sconfitta di Matteo Renzi vedono più difficile la possibilità di un’Italia diversa (e che magari già pensano di “rifugiarsi” nel movimento di  Grillo) che ora tocca a tutti noi di dare sostanza al percorso di rinnovamento della politica che abbiamo intrapreso con queste primarie. Perchè le primarie non sono una puntata al casinò in cui chi vince prende tutto il banco, ma sono l’inizio di un processo che ha bisogno del contributo di ogni elettore e attivista per essere il motore di un cambiamento per l’Italia, dai circoli alle amministrazioni, dai luoghi di lavoro alle piazze delle nostre città.

La politica è fatta anche di persone per bene che, avendo tempo da dedicare, provano a immaginare di costruire una comunità all’altezza dei propri sogni.

Perchè abbiamo l’entusiasmo, il tempo, la libertà e, soprattutto creatività, come hanno dimostrato su tutti i Marxisti per Tabacci in questa campagna elettorale.

Per ri-partire il passo migliore sarà mettere a regime gli strumenti di partecipazione che i partiti di centrosinistra hanno previsto: dalle primarie (organizziamoci per quelle per i parlamentari) ai referendum interni (per definire la posizione politica rispetto ad alcuni temi importanti).

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Vi lascio con i due discorsi di ieri notte: per primo, meritatamente, quello di Matteo Renzi – 10 minuti – che dovrebbe far riflettere tanti di noi, e poi quello di Pierluigi Bersani – 15 minuti – che ci ricorda che ora dobbiamo vincere, ma non a qualsiasi prezzo, non possiamo vincere raccontando favole perchè poi non si governa.

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