Perchè voto Renzi – work in progress | Jacopo Fiori


Jacopo Fiori, 23 anni, è attualmente segretario del Circolo PD Copernico di Cagliari

Renzi

Sono il coordinatore di un circolo del PD che si chiama Copernico, e che si chiama così perchè l’idea di fondo è che in politica bisogna rovesciare il quadro, per cui al centro non ci sono i partiti (la terra) ma c’è forse il sole, cioè il calore proveniente dall’elettorato, cioè dai bisogni,dalle esigenze e dalle speranze dei cittadini. Ecco in queste primarie ho provato a capire chi tra i candidati ha quest’idea di politica, chi capisce che il Partito Democratico è un mezzo e non il fine dell’attività politica.

Voto Renzi perchè il discorso sulle radici non mi convince per niente: perchè quando innesti l’ulivo col garofano, la margherita e la quercia rischi che ti esca fuori una pianta mostruosa, e a quel punto è pure difficile sfrondarla con la falce e raddrizzarla col martello. Anche perchè io ho 23 anni, e sono uno dei c.d. “prima tessera PD”. La mia storia non è sovrapponibile né allo scudo crociato né alla bandiera rossa, le mie radici politiche sono ben salde al Lingotto di Torino, là dove è nato il PD. E da là in poi ho sempre voluto guardare al domani, preoccuparmi più del futuro che della storia. “Forward.” se vogliamo essere alla moda.

Voto Renzi perchè la sua idea della funzione dei partiti politici è la più simile alla mia. Renzi ha in mente la forma di governo che io ritengo più auspicabile. Un sistema bipolare,  con due grossi partiti, uno di centrosinistra (il PD) e uno di centrodestra; un sistema basato sull’alternanza e sulla trasparenza e la conoscibilità da parte dei cittadini sia del governo che determinano con le elezioni, che del programma che da questo governo sarà attuato. E immagino dei governi di legislatura, che rimangano in piedi per almeno 5 anni senza essere soggetti a ribaltoni, trasformismi, e ai veti e ai ricatti dei partitini dello zero virgola che hanno affossato anche il governo Prodi. Voglio abbandonare la prima repubblica (dove peraltro hanno assunto linfa “le radici”) e proiettare questo Paese in un’epoca in cui la forma di governo sia più simile a quella di alcune tra le principali democrazie occidentali.

Insomma, mi piace l’idea di partito a vocazione maggioritaria, che possa ottenere la maggioranza dei voti degli italiani e che possa governare senza dover fare accordi con i sedicenti moderati né con i sedicenti liberali (la carta di intenti parla di terreno di collaborazione con le forze del centro liberale. Casini, Giorgio Oppi, Totò Cuffaro, quei politici insomma), semplicemente perchè essendo un partito pluralista i veri moderati e i veri liberali li avrebbe al suo interno, e potrebbe rivolgersi direttamente ai tanti elettori moderati e liberali senza dover passare dallo step delle alleanze improbabili.

Voto Renzi perchè il primo avversario politico che voglio sconfiggere si chiama PdA, partito degli astensionisti. E siccome intorno a me vedo un sacco di amici delusi e poco fiduciosi nella politica penso che si debba trovare il modo per restituirgli questa fiducia smarrita. Senza accanimento terapeutico, ma con la medicina giusta: un’azione politica lineare e trasparente, raccontata con un linguaggio comprensibile anche per chi a scuola non ha studiato politichese. Ecco a me sembra che Renzi, applicando queste regolette banali, stia riuscendo a far si che anche molte persone che avevano smesso di votare, o che esprimevano voti di protesta, stanno tornando ad abbinare nei loro ragionamenti le parole politica e credibilità.

LINGUAGGIO-APPROCCIO-APERTURA

Non posso non notare la differenza tra chi mette al centro dei propri discorsi i termini “futuro, giovani, merito” e chi parla di “radici, operai, conflitto sociale”. E’ una questione di approccio: da una parte vedo un tentativo di allargare gli orizzonti del csx, di creare una constituiency delle riforme, come suggerisce l’economista Tommaso Nannicini nel suo “non ci resta che crescere”, rivolgendosi a tutti quei gruppi svantaggiati presenti oggi in Italia; dall’altra vedo il tentativo di “conservare” il voto dell’elettorato tradizionale di sinistra, secondo lo schema tipico del PCI e del PDS della rappresentanza del “blocco sociale di riferimento”. Ecco quell’approccio mi sembra incompatibile con quello che prima ho indicato come principale compito di un partito di csx: rivolgersi a tutto l’elettorato con un particolare occhio di riguardo per chi ora ha meno tutele e prospettive di futuro rispetto agli altri, giovani e donne in primis.

METODI

Matteo Renzi ha sempre avuto un approccio tipicamente liberal; coerentemente liberal, da quando ha ottenuto l’attenzione dei rilfettori nazionali sino ad oggi ha tenuto la barra del timone ferma, andando così sempre nella stessa direzione, con una linea economica chiara.

Di certo lo stesso non si può dire della “bersanomics”, una linea economica sfumata a tal punto da individuarsi forse in quella di un Damiano o un Fassina (il responsabile economico della segreteria Bersani), forse in quella di Colaninno o Enrico Letta (capocorrente del PD con una linea piuttosto liberal, ma che appoggia il segretario) o forse a metà tra le due.

E Renzi la sua coerenza l’ha dimostrata anche nel 2011, l’anno dei referendum, quando al seguire Di Pietro e Vendola sul referendum populista sull’acqua (che poi era in realtà anche sugli altri servizi pubblici locali, come ha precisato anche la Corte Cost) ha preferito sostenere la posizione del NO, mostrando chiaramente che la sua bussola non era certo rappresentanta dal consenso immediato.

Insomma Renzi lo voto anche perchè semplifica e chiarisce i posizionamenti all’interno del PD, come mi ha fatto notare Ivan Scalfarotto.

Se uno sceglie MR lo fa perchè sta aderendo a una proposta politica chiara. Ed è una cosa rara in un partito che non riesce mai ad esprimere una linea comprensibile dagli elettori, poter capire con semplicità e sulla base delle proposte politiche da che parte stare.

E’ una cosa rara e particolarmente innovativa in un partito in cui i maggiori capicorrente in modo compatto hanno scelto di sostenere il segretario, più per bilanciamenti interni e alchimie elettorali che non per effettiva adesione a una proposta politica chiara.

Voto Renzi anche perchè quando si è parlato di regole per le primarie la sua posizione è sempre stata di massima apertura e di favor nei confronti della più ampia partecipazione possibile.

E può sembrare solo un dettaglio però io mi chiedo se non rischi di perdere credibilità chi si candida a guidare un paese rallentato e ingarbugliato dal disordine e dalla schizofrenia delle nostre leggi  se quando deve stilare delle banalissime regole per una consultazione popolare come quella delle primarie riesce a complicare e rendere macchinoso il processo come è avvenuto in questa occasione.

Scelgo MR perchè ha dimostrato di avere fiducia nei cittadini e nella loro buona fede, senza paventare rischi di brogli e di inquinamento del voto da parte delle organizzazioni della parte politica a noi avversa (rischi peraltro pressochè nulli come dimostrano gli studi di chi ha approfondito questi temi con un approccio scientifico, come il prof Venturino dell’ Uni di Cagliari). Ed è un cambio di prospettiva fondamentale:

Matteo Renzi ha capito che è la politica che deve dimostrare di meritare la fiducia dei cittadini e non i cittadini che devono dimostrare di meritare la fiducia dei partiti che organizzano le primarie.

Voto Renzi perchè ha fatto una campagna elettorale all’attacco, come piace a me, rischiando e mettendosi in gioco, facendo esclusivamente leva sulle energie che è riuscito a mobilitare; ha condotto una campagna elettorale volta non tanto a dimostrare che la proposta politica degli altri è peggiore, come troppo spesso in questi anni ha fatto la sinistra, bensì che la sua è migliore, come si addice a un csx moderno, che giochi per vincere 3 a 0  e non per arrivare alla fine dei supplementari sullo 0-0 affidandosi poi alla lotteria dei rigori.

Voto Renzi perchè mi fa incazzare che sia spesso attaccato per via di erodere il consenso elettorale del cdx. Io in questa capacità ci vedo un grande merito, di certo non un problema. Anche perchè al fatto che gli elettori di csx abbiano un più alto livello di moralità rispetto a quelli del cdx ho smesso di crederci da un bel pezzo. Gli elettori sono elettori, e scelgono di volta in volta. Caso mai ci sono proposte politiche di csx o di cdx e sono quelle a essere più o meno convinvcenti, più o meno ben fatte, più o meno condivisibili.

E sinceramente come metodo di ricerca del consenso preferisco mille volte quello di chi ricerca i propri voti tra tutte quelle persone capaci di rileggere criticamente le proprie scelte passate che non quello di chi semina tra chi vota in base a un’appartenenza, e raccoglie anche tutti i voti dei tanti tifosi (che ci sono anche dalla nostra parte) che votano un simbolo solo perchè in continuità con una tradizione.

Non l’ho manco riletta, quindi scusate per gli erroriVISIONE.

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2 thoughts on “Perchè voto Renzi – work in progress | Jacopo Fiori

  1. Voto Matteo Renzi perché noi della vecchia guardia DOBBIAMO lasciare il timone a voi che leggete il presente e siete in grado di costruire un futuro che non sia dopato dai condizionamenti si una classe politica miope e NON-disinteressata.

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