Ti risvegli 30enne e in una Cagliari in cui gli stranieri vogliono partecipare


Quando vedi che oltre 500 persone decidono di mandarti gli auguri di compleanno ti rendi conto di come oggi la tua vita sia piena. E di come sia impegnativo dare a tutti l’attenzione che meritano e che vorresti. La cosa che sicuramente vorresti fare è rispondere a uno ad uno per ringraziare e soprattutto sapere come (e spesso dove) sta vivendo questa parte di cammino della sua vita. Sperando che presto i vostri percorsi tornino a incrociarsi. E’ proprio vero quello che dice Antonio Spadaro SJ che la rete è un “ambiente” che molti di noi hanno scelto di abitare, così come tutti gli altri ambienti diversi in cui trascorriamo le giornate. E che oggi il mondo e le nostre relazioni sono continuo cambiamento grazie anche a internet e ai social network.

30 candeline

 

Ripensi allora a quest’ultimo anno, il trentesimo compiuto proprio oggi, in cui gli impegni sono notevolmente aumentati arricchendo una vita già piena e in cui l’entusiasmo per ogni nuova giornata da costruire fortunatamente è ancora alto. E pensi anche a quello che rischi di perdere nei giorni in cui gli appuntamenti si accavallano e le cose da fare, sempre urgenti, prendono il sopravvento. “Non tralasciare le cose importanti per quelle urgenti” mi consiglia un amico. Importante è fermarsi di tanto in tanto per mettere ordine e (ri)stabilire priorità.

Questo post è per ringraziare davvero tutti di cuore, e per ricambiare condividendo una riflessione su un bellissimo segnale di speranza per la Cagliari che sta cambiando davvero sotto i nostri occhi, e che forse a molti è passata inosservata:

mentre gli elettori italiani sono sempre più sfiduciati dalla politica, gli stranieri che vivono a Cagliari da anni senza mai essere stati considerati cittadini cagliaritani dalla politica hanno una grande voglia di partecipazione.

Prove di democrazia a Cagliari: stranieri in fila per votare al seggio di via Santa Margherita per le elezioni della Consulta

Quest’anno per la prima volta la nostra città ha dato il diritto di voto agli stranieri che vivono fianco a fianco con noi ma che esercitano diritti di cittadinanza dimezzati. Il segnale di speranza che vedo luminoso è la grande partecipazione a questo momento di democrazia: nel momento in cui in Sicilia un cittadino su due perde la fiducia nella rappresentanza democratica, qua a Cagliari sono andati a votare in un uggioso giovedì di novembre quasi 1500 cittadini stranieri, 1 su 3 degli aventi diritto al voto. Eleggendo così 15 rappresentanti della consulta degli stranieri che affiancherà noi consiglieri comunali nelle tematiche che riguardano l’immigrazione.

So che per molti può sembrare una notizia di scarso rilievo (i problemi e le cose importanti sono ben altre). Ma per chi come me oggi ha scelto di occuparsi del bene comune è davvero confortante vedere delle risposte concrete e consapevoli all’allargamento dei diritti e alla necessità maggiore partecipazione alla vita della comunità.

Da domani si riparte per un nuovo anno in cui spendersi insieme per un mondo più sano ed umanizzante (diverso quindi da quello che stiamo vivendo queste ore!).

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One thought on “Ti risvegli 30enne e in una Cagliari in cui gli stranieri vogliono partecipare

  1. l’articolo lo condivido e seguo il tuo impegno con inteesse. Certamente scegliere tra l’urgenza e l’importanza il problema si pone. Ma, correndo…..
    Rosanna Rossi

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