10 cose per cui l’amministrazione Zedda mi rende orgoglioso


Questo fine settimana la maggioranza avrebbe dovuto avere una importante riunione a oltranza per condividere il lavoro che aspetta i diversi assessorati nei prossimi mesi. Per l’improvviso aggravamento delle condizioni di salute di Emanuele Sanna si è deciso di rinviare l’incontro e ho approfittato di queste ore per fare un po il punto di questo primo anno e mezzo di amministrazione, ripensando alle 10 cose per cui sono stato (e sono ancora) orgoglioso di far parte di questa maggioranza di centrosinistra. Un elenco parziale, incompleto, che parte dal mio punto di vista e che non vuole (né può) essere totalizzante di quanto fatto, ma che rappresenta un punto di partenza per una riflessione sul nostro operato. Aspetto di leggere i commenti e le vostre 10 cose!

  1. Mobilità sostenibile: pedonalizzazione, piste cliclabili e corsie preferenziali
  2. Consulta elettiva degli stranieri
  3. Open Data
  4. Cultura, discontinuità e innovazione
  5. Mozione consumo del suolo
  6. Trasparenza nomine e scrutatori
  7. Macrostruttura e personale, efficienza e motivazione
  8. Pianificazione e visione d’area vasta
  9. Sant’Efisio e sobrietà
  10. Serietà e impegno

1) Uno dei campi in cui i cambiamenti sono più visibili è quello della mobilità. Importante è la scelta netta e chiara per il potenziamento del trasporto pubblico locale con il tracciamento delle corsie preferenziali e la battaglia per recuperare i fondi per la metropolitana leggera (avendo definitivamente abbandonato la malsana idea del centrodestra di costruire una metro sotterranea) che consentirà di diminuire drasticamente le oltre 150.000 auto che ogni giorno invadono la città dall’hinterland. Insieme al trasporto pubblico novità sono le prime piste ciclabili concepite non più come mere passeggiate domenicali ma come sistema di trasporto alternativo all’automobile e integrato con gli altri mezzi. Infine la strada verso la pedonalizzazione del centro storico e un nuovo piano (anche tariffario) per i parcheggi, finora considerati un diritto imprescindibile di ogni cittadino, concezione oggi insostenibile per la nostra città.

2) Cagliari ha scelto di rispondere da un lato alle esigenze di una parte sempre più consistente di abitanti, finora mai considerati dalla pianificazione e dalla politica cittadina, dall’altro alla lentezza dei legislatori nell’assegnare diritti sacrosanti ai cittadini stranieri residenti stabilmente in Italia con l’istituzione della Consulta degli Stranieri . La scelta coraggiosa è stata di creare una consulta elettiva per la quale ogni cittadino straniero residente a Cagliari è chiamato a esprimere il proprio voto. In un periodo di crisi acuta della rappresentanza e di fiducia nella classe politica il solo fatto di portare alle urne il 15 novembre una buona percentuale di votanti è una sfida che abbiamo deciso di lanciare alla possibilità di una convivenza fruttuosa tra le diverse persone che si trovano (per scelta o per necessità) a trascorrere questa parte della propria vita a Cagliari. Una sfida che è sottolineata anche dal progetto InsideOut/L’Italia sono anch’io che queste settimane sta animando le strade della città. Progetto per il quale han messo la faccia consiglieri di tutti i gruppi politici.

3) Al nostro arrivo in via Roma molti uffici comunali comunicavano via fax e diversi dirigenti non utilizzavano ancora la posta elettronica. Oggi il comune di Cagliari, dopo un eccellente lavoro fatto per il censimento dello scorso anno, ha pubblicato il primo set di dati del Bilancio in formato aperto e interoperabile, percorrendo la strada dell’informatizzazione e degli open data che con l’assessore Piras avevamo intrapreso già lo scorso anno a Trento, passando dagli annunci alla concretezza in tempi certi. Allo studio c’è il regolamento del procedimento amministratiovo che attraverso il fascicolo informatico renderà tracciabile ogni processo e procedimento aumentando così il controllo sulla macchina burocratica.

4) Nel campo della cultura sono due le parole che caratterizzano l’azione della nuova amministrazione: discontinuità e innovazione. Discontinuità rispetto a un passato fatto di assessore-direttore artistico e contributi assegnati con enorme discrezionalità per passare a un modello in cui i contributi si assegnano in base a una chiara griglia che tiene in conto la validità del progetto da finanziare oltre ad altri 20 fattori di valutazione e in cui il comune ha scelto di programmare le proprie politiche culturali dotandosi di un Piano per la gestione degli spazi culturali della città. Innovazione nella scelta delle modalità di assegnazione degli spazi pubblici attraverso la finanza di progetto che vede Cagliari pioniere nel campo e coadiuvato dal Ministero dei Beni Culturali, essendo il primo caso pilota in Italia di comune che cerca una terza via rispetto alle assegnazioni fatte finora e le gestioni interne, ben spiegato da Alessandro Hinna in questo video:

 

5) In urbanistica la direzione finora intrapresa è chiara:  volontà di adeguamento di tutti gli strumenti di pianificazione e intanto concessione di deroghe solo a fronte di un palese e importante vantaggio per la collettività. In particolare, in consiglio comunale per l’idea di sviluppo della nostra città, oltre alle dichiarazioni programmatiche, è stata importante l’approvazione all’unanimità della mozione sul censimento degli immobili vuoti nella nostra città, propedeutica ad avere dei dati certi su cui basare le prospettive di crescita urbanistica della città, orientate verso il recupero e la riqualificazione dell’esistente piuttosto che al consumo di nuovo territorio al di fuori dell’ambito urbano.

6) Primo regolamento approvato dal consiglio comunale è quello relativo alla trasparenza per le nomine negli enti e società controllate e partecipate del comune di Cagliari, segno della volontà di abbandonare il criterio della lottizzazione per basare le scelte sulla competenza. Su proposta mia, di Marco Murgia e del gruppo PD, per la prima volta il consiglio comunale ha discusso su un tema apparentemente secondario (se non addirittura terziario) ma che sottende anche’esso allo stesso principio: le modalità con cui vengono nominati gli scrutatori. Per la prima volta apertamente ci si è schierati contro la lottizzazione anche degli scrutatori da parte dei consiglieri comunali a favore di un sorteggio pubblico che ridia a tutti i 7.500 iscritti all’albo la possibilità di svolgere questo servizio pur non avendo l’accozzo o l’amico in comune. Non si è ancora arrivati all’ufficializzazione di questo cambio di rotta, ma sono fiducioso che per le prossime elezioni non assisteremo alla spartizione dei posti da assegnare ad amici, fedeli ed elettori. E sono orgoglioso che sia stato il gruppo del PD quasi al completo ad avanzare questa proposta.

7) Troppo facile scagliarsi contro la burocrazia e i fannulloni dipendenti pubblici se molti servizi per i cittadini ancora sono poco efficienti. Troppo facile e anche scorretto. Perchè la politica ha il dovere di mettere nelle condizioni gli oltre 1.500 dipendenti del comune di Cagliari (esatto, non credo che siamo a corto di personale!) di lavorare al meglio. Finora non è stato così dal momento che non esisteva nessuna valutazione dell’operato di dirigenti e posizioni organizzative (il cui numero era lievitato negli “anni Farris”) che di default prendevano sempre il massimo possibile di incentivi. Con pazienza e attenzione, dopo un anno di rodaggio della macchina, si è proposta una nuova macrostruttura che ottimizzasse servizi e dirigenti, dando corpo a uffici fondamentali che finora erano solo sulla carta come l’Ufficio per le Politiche Comunitarie. Si è diminuito il fondo di incentivi per i dirigenti e ridistribuendolo tra i funzionari e utilizzando il PEG quale effettivo strumento cardine per la pianificazione e la valutazione dell’operato dei singoli servizi dell’amministrazione, mirando così a valorizzare le competenze e il merito.

8) Dopo oltre 5 anni di inerzia il Comune ha deciso di mettere mano al proprio Piano Urbanistico Comunale e a tutti gli altri strumenti di pianificazione per adeguarli alle direttive del PPR, del PAI e degli altri piani sovraordinati. Il Comune ha ritenuto prioritario ritornare a sedersi insieme agli altri comuni dell’area vasta per programmare insieme il proprio territorio, consapevoli che solo una visione di area metropolitana può dare a Cagliari la possibilità di competere in Italia e in Europa. L’approvazione del Piano Strategico Intercomunale è il primo passo concreto in questa direzione, tracciata anche dal consiglio comunale che all’unanimità ha votato una mozione per spingere la Regione verso la costituzione della Città Metropolitana di Cagliari, non più capitale del Mediterraneo ma capoluogo di regione e di area vasta.

9) Dalla rinuncia ai biglietti gratuiti per lo stadio e per gli spettacoli ai tagli agli sprechi, la sobrietà portata alla ribalta nazionale da Mario Monti era già stata la cifra distintiva della nuova amministrazione cagliaritana, per chiara volontà del sindaco Zedda e del presidente del consiglio Depau. Esempio virtuoso e delicato è stata la Festa di Sant’Efisio, passata da essere la voce di spesa che assorbiva due terzi dell’intero budget dell’assessorato al Turismo a un esempio di come il ritorno alla semplicità e alla tradizione per la principale festa della nostra città abbia risposto ottimamente alle esigenze dei cittadini cagliaritani.

10) La serietà con cui si sono affrontate le emergenze, che non sono mancate, in questo primo anno e che in gran parte sono derivate dall’inazione delle scorse giunte Floris: il caso dello stadio Sant’Elia e del rapporto con Cellino, gli abusi dei baretti del Poetto e delle tribune dell’anfiteatro romano, i continui incendi che molestavano quotidianamente Mulinu Becciu provenienti da un campo Rom in cui le condizioni di vita erano inumane nonostante le centinaia di migliai di euro investite negli ultimi anni. Tutte questioni affrontate in maniera seria, non demagogica, non alla ricerca del facile consenso immediato ma nella consapevolezza di voler trovare una soluzione, a volte anche impopolare, a problemi incancreniti da una connivenza tra potere politico e illegalita. Una serietà e impegno evidenti nella qualità degli interventi in aula dei consiglieri di maggioranza, che più di una volta mi hanno reso orgoglioso di far parte di una coalizione unita dall’interesse per il bene comune e dalla responsabilità grande che ci è stata affidata dai nostri concittadini.

Queste le 10 cose che mi rendono orgoglioso. L’ordine è casuale e probabilmente ne ho dimenticato alcune, ma intanto mi interessa sapere cosa ne pensate voi, e quali sono le cose che percepite voi come positive tra le tante a cui stiamo lavorando.

PS: ovviamente non penso che in città vada tutto bene, le difficoltà ci sono e le cose da fare sono tante. Non vuole questo essere un post autocelebrativo ma uno stimolo a ragionare su come sta lavorando questa amministrazione partendo dalle buone notizie, perchè di notizie cattive è pieno il mondo e spesso fanno più notizia sui mass media

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4 thoughts on “10 cose per cui l’amministrazione Zedda mi rende orgoglioso

  1. Anche io sono contento e soddisfatto di questo anno di buona amministrazione, e molto! Il mio elenco, però, sarebbe diverso dal tuo. Innanzitutto avrei aggiunto il registro delle unioni civili (anche se ha qualche limite, soprattutto nella forma).
    Delle cose che individui, però, ci sarebbero da fare alcune puntualizzazioni (tanto per essere obiettivi e non autocelebrativi, quale è il tuo intento, come scrivi). Non mi soffermo troppo su ciascuna: non ne ho il tempo e personalmente odio i post logorroici dei lettori dei blog! Quindi, brevemente e schematicamente:
    1) il censimento degli immobili è purtroppo ancora un buon proposito. Doveva essere una delle prime azioni del Patrimonio (insieme allo studio – fatto! – dei bilanci, ovviamente), ma a distanza di 16 mesi ancora di questo elenco non se ne sa nulla. E le associazioni in cerca di casa aspettano…
    2) occhio a nominare la cultura! La griglia è stata fatta, quando avrò 32 minuti mi guarderò Hinna ;-), ma com’è che gli operatori culturali sono tutti incazzati neri?
    3) sulle nomine, è sulle prime pagine dei giornali l’ultima. Forse il tuo post è, come dire, intempestivo? Speriamo bene. Su quelle degli scrutatori possiamo parlarne: il principio che enunci è assolutamente condivisibile.
    4) sui Rom forse qualche errore è stato fatto. La prima – indecente – reazione del sindaco di San Sperate mi ha fatto pensare: “ma l’avranno sentito, prima?” Sembrava caduto dalle nuvole! Eppoi la strategia di comunicazione: gli argomenti per rispondere e – scusami e ti prego di farmi passare il termine – smerdare l’Unione c’erano. L’ex Pandemonium non era la reggia dipinta dal Grande Formato. Ma il Comune aveva il dovere di dirlo, e non di aspettare la mini inchiesta di Casteddu Online che ha svelato a tutti la realtà dei fatti. Cioè, proprio a tutti no: meglio sarebbe stato finire sulle pagine dello stesso giornale. Almeno quei razzisti dei miei familiari l’avrebbero smessa di dire fesserie durante i pranzi domenicali di questa estate. Giuro che ho mangiato amaro.
    In ogni caso e per tutto il resto: viva Zedda, viva MatteoLecis (tuttattaccato) e forza Chiagliari (nonostante Cellino)

  2. Premetto che ho votato Massimo Zedda e lo rivoterei ancora. Permettimi una sincera riflessione su questo post: mi sembrano risultati dignitosi ma obiettivamente di piccolo cabotaggio. Su obiettivi ben più qualificanti per un’Amministrazione comunale, quali il traffico, i rifiuti e la pulizia della città, il lavoro e lo sviluppo, i servizi sociali mi sembra che la nostra città non sia cambiata molto da un anno e mezzo a questa parte. Ma ci sono ancora tre anni buoni. In bocca al lupo!

  3. Buongiorno

    Son convinto che prima di elaborare questo scritto non è passato dal Poetto. Nel caso sarebbe passato tutto l’entusiasmo. Non a caso la parola Poetto è presente solo una volta in tutto il testo.
    Lì, nel Poetto, la storica spiaggia dei Centomila, avete fallito. Un fallimento che può essere stagionale, è vero, ma negli affari ciò che si perde non si può recuperare. Chioschi bar che il sabato pomeriggio hanno fatto al max 40 comande non si è mai visto. Non è colpa della crisi, non è la mancanza di moneta, ma è colpa di un’amministrazione che non ha voluto guardare verso sud, verso il suo Golfo, verso la sua unica vera industria. Voi in primis non avete creduto nella nostra cartolina. Un sindaco giovane, un consiglio giovane, assessori tecnici e iper preparati non son riusciti a gestire in tempo il problema/opportunità Poetto. I lavori di rinnovamento dei chioschi son partiti in ritardo. Abbiamo dovuto subire un’emergenza/non emergenza amianto. Non abbiamo gestito la questione sabbia vecchia che continua a vagare per la carreggiata del lato mare. Nel frattempo quella terra misto residui di molluschi e mitili continua a render torbida un’acqua che anni fa ci non ci faceva invidiare i Caraibi. Un altro esempio banale, non abbiamo tentato di dare una potata alle palme del lungomare. “Una specialità le palme di Cagliari. Hanno le foglie grigie.” Sarebbe bastata una giornata di lavoro di massimo due operai, ma vi siete persi in un bicchiere di acqua salmastra.
    Ho voluto parlare del Poetto perché mi sta a cuore il Poetto, perché lo vivo, perché lo vivevo di notte quando vi era vita. Perché mi capita di andare in posti dove non hanno 1/5 di ciò che abbiamo noi ma ti offrono 10 volte tanto. Sappiamo che il PUL è in arrivo, sappiamo che varie imprese di progettazione e di esecuzione sono già pronte per gli anni futuri, ma sarebbe bastato poco, davvero poco, per non perdere un’estate e soprattutto per non far perdere un’estate alle imprese che vivono di solo Poetto. I problemi che vi sono, in parte li avete ereditati (e questo non può essere una scusa) ma prima di autocomplimentarvi, aspettate che sia la cittadinanza tutta a complimentarvi con voi, per rispetto e per la sacralità della missione politica che la cittadinanza vi ha posto tra le mani.

    Cordiali saluti

    Corrado

  4. Caro Compagno e collega condivido questo post: alla faccia di chi dice che la giunta di centro sinistra non ha fatto nulla.

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