Ma dove sono i democratici cagliaritani?


Non era propriamente la Festa Democratica ma sono state due giornate  che rappresentano la prima tappa di un percorso di ascolto e approfondimento che porterà il Partito Democratico e il suo Gruppo consiliare nei quartieri della città. La cornice scelta dalla segreteria cittadina del PD era perfetta, logisticamente e politicamente, in linea con le scelte culturali della nuova amministrazione Zedda: il Ghetto degli Ebrei, che secondo il nuovo Piano Culturale Comunale diventerà presto un vero e proprio Laboratorio urbano e del Paesaggio per la città di Cagliari.

Ma insieme alla serenità data dai tramonti sulla città e al clima con cui eletti, dirigenti e militanti si sono confrontati sul futuro della nostra città, quello che mi rimane è una grossa preoccupazione per lo stato di salute de la capacità di generare interesse del PD cagliaritano. In una città per la prima volta amministrata dal centro sinistra (e in cui si giocheranno le sorti del prossimo governo regionale) le Serate delle Idee sono state la prima ampia occasione di confronto sui temi del governo della città e la risposta dei cagliaritani è stata tiepida (a voler vedere il bicchiere mezzo pieno). Dopo un anno e mezzo di governo il partito che è l’architrave della maggioranza in Consiglio Comunale sembra aver aumentato la distanza dai suoi stessi iscritti e dai suoi circoli che non si sono, nei fatti, sentiti coinvolti in questa iniziativa.

La segreteria cittadina si è impegnata a creare un programma davvero interessante e ricco di incontri politici e culturali, gli iscritti al partito e soprattutto i cittadini cagliaritani hanno disertato il Ghetto. Chi ha partecipato a dibattiti, incontri e reading musicali sa il valore della proposta messa in campo. E racconterà agli amici che il PD sta lavorando sodo per cambiare profondamente questa città, che è fortemente sentita la necessità di una maggiore comunicazione di quanto succede in comune, che i cittadini hanno bisogno di luoghi in cui confrontarsi con chi hanno eletto per amministrare Cagliari.

Per me il momento più emblematico di una crisi esistente (ma anche superabile con buona volontà e impegno) è stato l’appuntamento “I Circoli incontrano i Consiglieri comunali sull’attività svolta per la città” a cui abbiamo partecipato in 20 persone (sì venti!) tra cui 5 consiglieri comunali, 1 provinciale, 1 regionale, 1 deputato, 1 segretario di circolo (1 su 6!!) alcuni dirigenti di partito e una decina di militanti ed elettori.

Non sto scrivendo queste poche righe per cercare colpe e responsabilità (quelle se le assumerà chi di dovere rileggendo gli errori fatti come stimolo per migliorare), ma per riflettere insieme su come coordinare l’azione di noi eletti con i cittadini alla luce di una dolorosa assenza (al di fuori dei periodi elettorali) dell’attività costante di alcuni circoli territoriali che privano iscritti ed elettori della possibilità di fare politica e confrontarsi con la prima amministrazione di sinistra di Cagliari, e che davvero crede nella partecipazione. E’ arrivato il momento di cambiare decisamente passo, e per farlo occorre l’impegno di tutti i democratici. Chi è disponibile?

Gramsci Ri-visitato (In a mood for Dylan) di Giacomo Casti e Marco Noce – reading di alcuni brani della vita di Antonio Gramsci di Peppino Fiori accompagnato dalle canzoni di Bob Dylan. Uno dei momenti più emozionanti delle Serate delle Idee
Annunci

4 thoughts on “Ma dove sono i democratici cagliaritani?

  1. dove siete ? …. le persone che abitano nei quartieri marina ( dove io abito ) castello , stampace ecc….. non hanno mai visto nessuno del PD .. e il PD in questo modo nascosto come una famiglia malata a mettere in riga chi vuole esprimere il suo parere … non avrà consensi …. io sono fiduciosa che prima o poi le persone di sinistra inizieranno a fare ( non a parlare ) delle iniziative con la gente . Molte persone di sinistra in varie occasioni chiedono che si avvii un dialogo con gli indipendentisti .. per esempio con Claudia Zuncheddu che dimostra tutti i giorni di volere il bene della Sardegna … o qualcuno pensa sbagliando che queste persone possano allearsi e condividere il programma della destra ? basta così ……

  2. bravo matteo !
    è apprezzabile questo tuo dolcemente accanirti perché la politica sia veramente politica (da polis) e sopratutto lo sia come servizio (da servi)…personalmente te ne sono grato come democratico non Democratico… ti posso assicurare che cagliari è piena di tantissimi democratici che purtroppo non si sentono rappresentati con orgoglio dai pochi Democratici… non sembri un gioco di parole…la realtà é che…sopratutto i reduci ( seri) dalle guerre disarmate e pacifiche combattute nel ’68 e impegnati ( seriamente e senza paghe) negli anni 80 e 90 in ruoli istituzionali…conclusa giustamente quella stagione ( perchè così deve essere) e lasciato il campo ad altri (perchè così dovrebbe essere sempre)…oggi hanno difficoltà a capire …non i tuoi scritti…peraltro ricolmi di verità…e di amarezze condivise…ma…perchè non si lasci il campo a chi é fresco di idee e di gioventù e…quindi portatore novità e di progettualità vera moderna…permettendo ai nuovi renzi (perchè quello attuale è già passato) di proporre antidemocrazie e antiservizio in politica…
    allora, matteo, ti prego di continuare ad arrenderti alla vera politica-servizio e non lasciarti trascinare da quella di molti Democratici per i quali…non ho parole…e non ne meritano…fai durare il tuo tempo per almeno due legislature…la prima per capire…la seconda per capire di più e tornare a fare il tuo mestiere lasciando ad altri il posto …io purtroppo ancora una volta non potrò votare i Democratici e… lo puoi immaginare bene perchè…
    abrazo…pino

  3. Grazie Tarcisio, hai colto il senso di questo post. E mi fa piacere che sottolinei la luce che hanno rappresentato questi due giorni in una attività di partito regionale sempre meno incisiva, mentre un governo regionale con dolo e incompetenza sta continuando a smantellare quanto di buono il centrosinistra aveva fatto per la Sardegna gli scorsi anni (ultime vittime eccellenti di questi giorni il Master and Back e, a brevissimo, toccherà al Piano Paesaggistico Regionale). Forse è la minor esperienza con tanti di voi che mi porta a voler puntare alto perchè la fase politica che stiamo vivendo a Cagliari come centrosinistra è unica e, credo, irripetibile e vorrei vedere il nostro partito che se ne senta maggiormente responsabile e protagonista. In questi 3 anni di militanza ho sperimentato che il partito riesce a coinvolgere giovani e meno giovani rispolverando entusiasmo e voglia di partecipare, l’ho sperimentato concretamente, per questo il dispiacere aumenta vedendo che a causa di personalismi e scarsa collaborazione verso un obiettivo comune non si riesce ad avere gli stessi risultati. E, a Cagliari, l’obiettivo comune è oggi amministrare la nostra città con serietà, competenza e ascolto dei cittadini, cambiando profondamente consuetudini e dinamiche di potere legate più a interessi particolari che al bene della collettività. E, come immagini, è un percorso lungo e difficile ma che (come ha ricordato Obama nell’ultimo discorso) non ci deve spaventare perchè porta in un posto migliore.

  4. ‎…Matteo esprime una condivisibile preoccupazione, su cui occorre confrontarsi immediatamente con spirito aperto alla critica costruttiva, ma anche con una volontà vera di uscire da personalismi che non sono presenti solo negli organismi esecutivi cittadini, ma anzi appartengono ad una cultura politica, che non condivido, e che vedo diffondersi anche nei gruppi dirigenti dei circoli. Non è mio intento polemizzare con compagni che stimo, perciò mi fermo qui. Io ho visto due serate intense per partecipazione e qualità delle discussioni, sia politiche che culturali. Dopo mesi di assoluta assenza del partito, anche cagliaritano, siamo riusciti a far discutere insieme al sindaco Zedda il nostro gruppo comunale, abbiamo riesumato da un letargo che sembrava definitivo il nostro segretario regionale, ha battuto un colpo, forse due, il capogruppo regionale, ha persino ammesso qualche responsabilità il nostro segretario provinciale.Abbiamo messo insieme un canovaccio che per i prossimi mesi impegna partito, l’insieme del partito, e il gruppo comunale, ma anche quello regionale, o almeno il suo capogruppo, ad un impegno ritenuto strategico e decisivo nella città ma non solo per la città, bensì per l’intera regione. A me non sembra poco, se mi guardo intorno e vedo un gruppo dirigente regionale inesistente se non per un’attività tutta autoreferenziale e incapace di prendere posizione sulla più grande crisi economica della Sardegna che sta smantellando non una o due aziende, bensì un modello industriale ormai insostenibile. Con questi due giorni, non di festa, ma di iniziativa abbiamo dato un segno di vitalità politica che mancava in città da tempo, ma abbiamo reso un servizio all’intero partito in questa regione, visto che negli ultimi mesi, mentre infuriava e infuria il tema della perdita di posti di lavoro, il nostro partito ha fatto notizia sul tema solo perchè ha aggiunto qualche dipendente all’elenco dei cassintegrati. E’ vero, si poteva fare di più e meglio, coinvolgendo di più e meglio. Ne sono convinto, e l’ho detto senza reticenze negli organismi di cui faccio parte. Il dissenso è giusto e sempre legittimo, ma deve essere incanalato in una discussione politica, non può diventare il linciaggio verso chi, forse commettendo errori, mette in campo l’azione politica. Sabato mattina eravamo in venti ( non li ho contati, ma mi fido di Matteo ). Eppure quell’iniziativa, per la qualità della discussione, per me rappresenta la sintesi migliore del nostro progetto politico per la città. Mancavano i segretari, mancavano i circoli, c’erano meno della metà del nostro gruppo comunale ( qualcuno proprio non si è mai visto ), ma io ho visto gettare le basi di un nuovo patto tra il partito e le rappresentanze istituzionali, patto che ha motore proprio nella preoccupazione che non è solo di Matteo, Pierandrea, Giovanni, ma anche di Tarcisio, Yuri, Pietrina, Laura, Marinella, Luisella, Ignazino, Ignazio, Carlo,Davide, Ninni, Giampaolo..ecc..ecc..ecc.. .Mi sembra, se non ho capito male, che nel suo importante contributo critico anche Matteo questo lo riconosca. Termino questo mia noiosa nota rassicurando Giovanni Oliveri. Forse quando su FB
    parla di dirigenti che chiusi nel fortino di via Emilia decidono per tutti e non ripongono le sedie, si riferisce al regionale del partito, dove peraltro da tempo immemorabile pare non si veda nessuno. Domenica mattina, per portare via arredi e vettovaglie dal ghetto, per cinque ore hanno lavorato il segretario cittadino, il tesoriere, due compagni e… persino un segretario di circolo. E’ vero, forse non hanno avvisato i tanti (sic) compagni che sarebbero stati disponibili, ma posso assicurare che si sono fatti un bel culo..da soli..!!..Un abbraccio fraterno..Tarci..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...