Politica di Ferragosto, ville con piscina e arroganza dell’informazione


Questa che vi sto per raccontare è una storia incendiaria, una bomba lanciata con la catapulta verso il muro della disinformazione.

Incipit di un bell’articolo per quanti distratti sotto l’ombrellone hanno sentito tanti discorsi su Rom, ville, piscine senza capire bene quello che stesse succedendo. Questo ferragosto a Cagliari è successo qualcosa che è molto più grave di una (dis)informazione irresponsabile. Qualcosa che rende ognuno di noi più responsabile davanti all’informazione al tempo di internet, cercando di approfondire le notizie andando oltre i titoli sensazionali usati come manganelli o insegne luccicanti per vendere qualche copia in più.

Il progetto di inclusione sociale per i Rom sgomberati dal vergognoso campo sulla 554 (che a inizio consiliatura abbiamo visitato in sopralluogo e sul quale abbiamo approvato una chiara mozione di indirizzo) era stato illustrato e ampiamente discusso nella seduta del consiglio comunale dell’11 luglio scorso, grazie ai contributi di tutti coloro che stanno condividendo la strategia del Comune di Cagliari per venire a capo di questo annoso problema mai risolto dalle precedenti amministrazioni: dal prefetto di Cagliari (Giovanni Balsamo) all’assessore regionale alla sanità (Simona De Francisci), dal presidente della provincia (Angela Quaquero) al direttore della Caritas (don Marco Lai), dalla comunità Rom (rappresentata da Saltana Ahmetovic) all’arcivescovo di Cagliari (mons. Arrigo Miglio).

Una seduta di consiglio (che potete vedere in streaming sul sito del Comune con gli interventi di quasi tutti i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, e ben sintetizzata nel sito di MegliodiPrimaNonCiBasta) in cui era parso evidente come la politica davanti alle emergenze da il meglio di sé, portando avanti strategie nuove operando in sinergia con le diverse istituzioni coinvolte, senza guardare il colore politico ma avendo a cuore una risoluzione dei problemi condivisa.  Per il bene di tutti i cittadini cagliaritani, di etnia rom o campidanese che siano.

Fa male vedere una certa stampa (che si autodefinisce indipendente) che, anzichè dare spazio a quanto di bene ci sia nell’inferno che abitiamo tutti i giorni, usa la propria posizione dominante per lanciare messaggi razzisti (a detta del segretario nazionale dell’Ordine dei Giornalisti) e di divisione sociale basati su informazioni parziali e tendenziose. Dimostrando un’arrogante potenza mediatica coinvolgendo nella propria personale campagna contro l’amministrazione cagliaritana oltre a Unione Sarda e Videolina anche il TG5 e StudioAperto.

Su giornali online, blog e social network le smentite e i tentativi di chiarimento si sono diffusi rapidamente, come anticorpi che anche nei giorni di ferragosto hanno tentato di debellare la parziale informazione urlata dal gruppo Unione Sarda. Non so quanto efficaci nei confronti di un’opinione pubblica che quotidianamente fa i conti con la peggiore crisi affrontata negli ultimi decenni, ma che stimolano una riflessione sull’importanza non solo di fare buone politiche ma anche di comunicarle adeguatamente. Il compito di trovare una risposta efficace è di tutti noi.

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