Com’è andata ad Albinea? Benone! Le cose cominciano a cambiare


Per raccontarvi questi due giorni in Emilia prendo in prestito le parole del mio amico Gianluigi che con me è stato al campeggio di Albinea.

La sensazione era quella di sentirsi tutti democratici, e non ex qualcosa. La sensazione era quella di sentirsi a casa, dentro un contesto dove si parlava di contenuti, esperienze amministrative di altissimo livello, elaborazioni qualificate e accompagnate dalla giusta informalità e anche da un pizzico di ironia e autoironia. Abbiamo parlato e ci siamo confrontati nel merito delle questioni, senza alcun approccio ideologico: difesa del suolo, diritti civili, smaltimento dei rifiuti ed ecologia, occupazione e aspetti fiscali, open data e nuovi linguaggi, giovani e imprenditoria etc…E soprattutto ci si sentiva dentro ad una comunità che ha interesse ad un identità di partito e ad un idea di società piuttosto che ad una corrente politica. E l’obiettivo è quello di costruire questa identità e questa idea di società democratica attraverso il coinvolgimento degli iscritti e degli elettori con i referendum. Insomma: le primarie sui temi e non sulle persone.

Tornando a casa e sembra che il nostro partito e i nostri alleati non abbiano proprio capito che servono proposte politiche e non alleanze per risollevare l’Italia dalla crisi in cui ci ha portato la politica di questi ultimi vent’anni (altro che alleanze con l’UDC!!!).

Per quello ti si apre il cuore quando quando vedi che nel PD c’è chi lotta per un partito davvero democratico (non quello dello spettacolo imbarazzante dell’Assemblea Nazionale di sabato scorso).  C’è chi lancia l’appello a tutti gli uomini e le donne democratiche e di buona volontà per aprire la stagione referendaria del PD (ai sensi dell’art. 27 dello Statuto):

Cinque quesiti per evitare che gli elettori si consegnino definitivamente alle cinque stelle.

Cinque temi forti su fisco, diritti e matrimoni civili, ambiente, spesa pubblica e governo del Paese, da definire e precisare insieme, sotto il solleone, come un Sudoku democratico. Per poi passare all’azione, già da domenica.

Cinque referendum proposti e presentati dagli iscritti sulle questioni di sostanza (oh, yes), scritti e presentati in punta di diritto e quindi non precludibili, a cui potranno partecipare tutti gli elettori del Pd.

Cinque punti chiari per definire come sarà il progetto politico del nuovo centrosinistra.

Altro che un partito che entra in fibrillazione solo quando ci sono da fare nomine e occupare posti di potere (come lo dipingono i giornali). Perchè nel Partito Democratico c’è chi vuole trasformare il Pd nel partito degli elettori che avrebbe sempre dovuto essere, chi vuole trasformare la retorica della partecipazione in qualcosa di reale e di concreto, puntando dritti alla sostanza.

Qua maggiori info sui cinque referendum democratici per davvero.

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