Piano culturale, #architettura e #paesaggio protagonisti a Cagliari


Buone notizie per il mondo dell’architettura a Cagliari: a distanza di 3 anni dell’ultima edizione del Festarch che ha abbandonato Cagliari per volontà della giunta Cappellacci, l’amministrazione comunale decide di trasformare il Ghetto degli ebrei in Laboratorio urbano e del paesaggio dedicando così un importante spazio culturale ai temi riguardanti l’architettura contemporanea e il suo rapporto con lo spazio pubblico, il tessuto storico e il paesaggio.


Un’ottima notizia la volontà di creare uno spazio che si ispira agli Urban Center di BolognaGenovaTorino,Milano e di altre città italiane, proprio in contemporanea alla fase di adeguamento del PUC al PPR, in modo da allargare il dibattito sul futuro della città rispetto alle solite cerchie di tecnici ed esperti, integrando le attività di ricerca e divulgazione portate avanti dalla facoltà di architettura.

Questa una delle novità annunciate dall’assessore Puggioni nell’affollata assemblea al teatro Massimo, in cui è stato presentato il Piano comunale per le politiche culturali. La gestione del Ghetto degli ebrei, come quella degli altri centri comunali, sarà assegnata attraverso procedure a evidenza pubblica, nel rispetto delle linee guida sulla finanza di progetto, tramite una gara in due fasi accompagnata e monitorata costantemente dal Ministero per i Beni Culturali.

Non faccio parte della commissione cultura e, non essendo questi atti passati per il consiglio comunale, seguo con curiosità e interesse la nascita del Piano comunale per le politiche culturali come tanti altri cittadini, osservatori e commentatori.

Credo che il fatto che l’amministrazione abbia deciso di dotarsi di un Piano comunale per le politiche culturali sui cui contenuti ci si può confrontare è sicuramente positivo.  A quanto ho visto positivo è il processo che ha portato alla redazione del piano, proposto in bozza due mesi fa dopo le audizioni pubbliche del mondo delle associazioni e degli operatori culturali e modificato grazie alle oltre 60 integrazioni proposte da cittadini e operatori che hanno contribuito all’attuale stesura. Positiva è la concezione di un piano non immutabile ma aperto a integrazioni e aggiornamenti, un piano che costruisce un quadro che propone finalità e indirizzi e dentro il quale il politico abdica al suo ruolo di direttore artistico. Positivo il riconoscimento dato dal MIBAC che ha deciso di accompagnare il comune di Cagliari nella predisposizione dei bandi e nelle successive fasi della procedura di assegnazione, ulteriore garanzia, se mai ce ne fosse bisogno, di affidabilità e trasparenza per tutti i soggetti che vorranno partecipare.

Ora è il momento dell’azione e della creazione di reti tra coloro che si occupano di questi temi per presentare un progetto credibile e soprattutto che sia in grado di dare a Cagliari e all’area vasta un luogo nei fatti aperto a tutte le realtà anche informali che questi anni stanno lavorando sulla città e coinvolgente per i cittadini curiosi e interessati al futuro della propria città.

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