Registro unioni di fatto, per Cagliari un atto importante


Bel dibattito in Consiglio Comunale sull’istituzione del Registro delle unioni di fatto e convivenze, la maggioranza dimostra il suo valore, con interventi tutti di alto peso politico e umano. Consiglio a chi è interessato al tema e alla politica cittadina di seguire il dibattito appena sarà caricato sul sito del Comune.
Di seguito il mio intervento in aula, più ampio rispetto al titolo forte di Casteddu online, e a cui ha risposto indirettamente il consigliere Piras (PdL) che nel suo intervento si è scagliato contro la mancanza di rispetto e ostentazione di due uomini o due donne che si baciano in pubblico.

Approvato con 25 voti favorevoli, tra cui oltre a tutto il centrosinistra anche i voti di Fuoco (Fli), Lai (Ancora per Cagliari) e Casu (Psd’az).

 

Perchè è un provvedimento importante l’istituzione del registro delle unioni di fatto e convivenze?

Perché dimostra che questa amministrazione non vuole lasciare indietro nessuno, che questa amministrazione è attenta e accogliente verso le minoranze e chi oggi è discriminato (come la comunità LGBT), che questa amministrazione trasforma i punti del suo programma di governo in azioni concrete.

Sergio Chiamparino, quando 2 anni fa Torino ha istituito l’analogo registro, segnalava come come le unioni di fatto “non sono più considerate una patologia, ma una fisiologia del nostro Paese”. L’ISTAT lo scorso anno ha fotografato come cambia la famiglia italiana, registrando che 12 milioni di persone (il 20% della popolazione) vivono in quelle che sono definite nuove forme familiari: single e monogenitori non vedovi, coppie non coniugate; con 6 milioni di italiani che hanno sperimentato una convivenza nella propria vita. Stiamo parlando della realtà che ci circonda.

E mi piace pensare che anche Cagliari oggi, nel suo piccolo, contribuisce a inviare un segnale forte nei confronti della politica nazionale (al prossimo governo e parlamento) affinchè l’Italia abbandoni l’elenco dei Paesi che non hanno ancora alcuna legislazione che regolamenti le unioni civili, siano esse eterosessuali o omosessuali. In ordine alfabetico: Albania, Bulgaria, Bielorussia, Bosnia Erzegovina, Cipro, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Moldavia, Principato di Monaco, Montenegro, Polonia, Repubblica di Macedonia, Romania, Russia, Repubblica di San Marino, Serbia, Slovacchia, Ucraina, StatoVaticano. Scorrendo l’elenco percepiamo come forse esiste una relazione tra riconoscimento dei diritti civili e sviluppo economico e sociale di una nazione.

Tornando a Cagliari, è importante che il Comune dichiari (art. 1) di promuovere il pubblico rispetto delle unioni di fatto favorendone l’integrazione e lo sviluppo nel contesto sociale, culturale ed economico anche attraverso l’adozione di atti che consentano l’accesso ai benefici che l’amministrazione comunale riconosce in materia di diritto alla casa e ai servizi sociali.

E sottolineo l’importanza delle azioni sul piano culturale perchè viviamo in una città in cui la stampa continua ad associare ai temi dei diritti degli omosessuali foto degne di un giornaletto pornografico (come ha fatto l’Unione oggi) e in cui diffusamente quando si parla di gay, lesbiche e transessuali partono sorrisini e ammiccamenti che trasudano di una cultura omofobica.

Saluto pertanto molto favorevolmente questo regolamento a cui con cura abbiamo lavorato come maggioranza, con il presidente della commissione Filippo Petrucci, con il vicesindaco Piras, con il sindaco e tutta la giunta. Un regolamento che esprime vicinanza e attenzione verso quelle coppie che per diversi motivi non possono accedere all’istituzione del matrimonio, ma che rappresentano “formazioni sociali che concorrono alla costruzione del bene comune attraverso il prendersi cura stabilmente uno dell’altro, come realizzazione della persona e al tempo stesso come contributo alla vita sociale in termini di solidarietà e condivisione” [Aggiornamenti Sociali 06, 2008].

Spero per questo che non sia oggi la sola maggioranza ad approvare questo regolamento, ma tutto il consiglio comunale a votare favorevolmente.

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