ZTL 0-24, il caso dell’area blu di Sassari


Mentre a Cagliari il confronto tra l’assessore Coni e il comitato di quartiere ABTanti di Villanova ha fatto rallentare il processo di pedonalizzazione del quartiere, in commissione trasporti abbiamo avuto l’audizione di Italo Meloni, consulente per la mobilità del Comune di Sassari, che ci ha parlato del progetto dell’area blu di Sassari.

Con diversi spunti che sono molto interessanti per il caso di Cagliari, dove la discussione si sta radicalizzando su posizioni estreme che hanno portato l’amministrazione, per il momento, a procedere solo all’attivazione dei controlli per la ZTL pre-esistente.

Il processo di pedonalizzazione del centro storico di Sassari è in gestazione da tempo, ed è partito con importanti interventi di rifacimento dei sottoservizi e delle pavimentazioni.
L’amministrazione ha dotato tutto il fronte dell’area pedonale di parcheggi di attestazione interrati ai margini del centro storico in modo che le auto potessero accedere marginalmente: emiciclo Garibaldi, piazza Fiume (unico all’interno del centro storico), l’ex mercato e il comparto edilizio con la sua dotazione di 1600 parcheggi.
Il centro storico di Sassari è un centro storico in cui sono localizzate molte attività di servizio (università, provincia, prefettura, banco di Sardegna, centro commerciale cittadino) all’interno di un rettangolo ci circa 800 metri di lato. Tutti gli studi e piani redatti dall’amministrazione in questi anni (PUC, Piano Strategico, Piano dei trasporti) hanno indicato come obiettivo primario prioritario la pedonalizzazione del centro storico.

Con l’Area Blu si è attivata ora una ZTL 0-24 del centro storico.

Quando si procede con l’istituzione di una Zona a Traffico Limitato il primo punto è stabilire il perchè la stiamo facendo: quali obiettivi vogliamo raggiungere con quella ZTL e in quelle determinate fasce orarie. Il comune di Sassari aveva due obiettivi:

  1. voleva evitare che le strade del centro storico fossero utilizzate come strade di attraversamento tra i due versanti della città,
  2. voleva evitare che il centro storico venisse utilizzato come bacino di parcheggio.

L’invadenza delle auto era molto pressante (marciapiedi stretti, macchine parcheggiate a spina di pesce da tutte le parti) in un centro storico che viveva in modo differente i diversi momenti della giornata, con residenze, servizi diurni e locali notturni per i giovani.

Si è accompagnata l’Area Blu con  una politica della tariffazione della sosta molto amichevole nei confronti degli utenti che ancora non utilizzavano i parcheggi interrati che erano utilizzati solo per il 20%: tariffe per frazioni di ora nei parcheggi in struttura (20 minuti), convenzione con il gestore privato affinché  si paghi solo 1 euro dalle 13 alle 16 e la notte dalle 20 alle 9 del mattino, per incentivare l’afflusso dei giovani.

Fino all’istituzione dell’Area Blu i mezzi di trasporto pubblico non riuscivano a passare nel centro storico; ora, con la ristrutturazione delle linee, nelle strade interne di attraversamento passano gli autobus ed è stato previsto un pollicino interno. Gli utenti del trasporto collettivo sono aumentati del 25%.

Tramite lo studio dei modelli è stato verificato cosa sarebbe successo una volta interdetta la circolazione, dimostrando che nel momento in cui si fornisce un parcheggio esterno, il traffico verso il centro storico sarebbe stato intercettato prima di entrare. Le macchine di proprietà di chi abitava dentro erano molto poche: 600 macchine dei residenti.

Tutta l’operazione è stata accompagnata da un’ottima  campagna di comunicazione (logo, slogan e uscite sulla Nuova Sardegna) e da manifestazioni culturali per rivitalizzare il centro storico.

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9 thoughts on “ZTL 0-24, il caso dell’area blu di Sassari

  1. Il comitato che Lei critica è proprio come quello che invece Lei auspica, molte persone,molto diverse tra loro, attive, motivate, creative, non semplici pedine manovrate da leader carismatici..
    Rinnovo l’invito, venga a conoscerci di persona, non basi i suoi giudizi sul sentito dire, sono certa che sarà contento di ricredersi.

  2. ‘Se vuoi cambiare il mondo, devi attivare le persone. Soltanto il concorso di moltissime persone molto diverse tra loro, quando si incanala in una direzione comune, riesce a produrre cambiamento. E il cambiamento sarà tanto più profondo quanto più queste persone saranno attive, motivate, creative, non semplici pedine manovrate da leader carismatici..’

    Alberto Cottica | Wikicrazia, 2010

    Questa citazione si trova a piè di pagina del suo blog, non le sembra che le posizioni da Lei espresse nell’articolo sulla ZTL la contraddicano? E pensa che incanalare l’opinione di tante persone diverse in un’unica comune direzione sia una faccenda di poche settimane?

  3. Tu sai che chi ha fatto quell’immagine voleva rappresentare la radicalizzazione dello scontro tra abitanti e amministrazione? … orsù via questa l’hai presa da un gruppo su facebook dove i residenti si confrontano e scherzano, ridono dei problemi per non piangere, ed allo stesso tempo propongono soluzioni. Tutto ciò con un livello di partecipazione e condivisione che l’amministrazione non sogna neanche. Inizia a confrontarti tu per primo, ad esempio hai pubblicato quest’articolo sul gruppo “Cagliari Pedonale” la prossima volta pubblicalo anche sul gruppo “ABtanti di Villanova”… cosi per dimostrarci che tu non sei per la radicalizzazione dello scontro.
    Cordiali saluti
    AM

  4. Mi trovo ancora a doverLa contraddire, anche il comitato chiedeva e continua a chiedere che la ztl 24 ore sia consentita in zona pedonale solo ai residenti in zona pedonale. Mi spiego: non ha senso lasciar transitare e sostare un residente della piazza Kennedy nella via Sulis. Non è stata una nostra richiesta, ma a parer mio, una sbadatezza nella compilazione dell’ordinanza, come diverse altre da noi scovate e fatte correggere all’ultimo momento. Dico sbadatezza perchè non ho le prove che certe sciatterie siano volute. Inoltre gli ABtanti hanno ben chiare da molto tempo le misure che devono assolutamente essere approntate PRIMA di pedonalizzare un’area di quasi nove ettari, per cui i ritardi di cui Lei parla sono dovuti a ragioni del tutto differenti, per esempio l’inadeguatezza delle telecamere, l’impossibilità di trovare parcheggi alternativi e in numero e aree adeguate, la fallita trattativa con APCOA, la mancanza di un piano per la mobilità pubblica all’interno del quartiere, e molte altre che non sto qui ad elencarle. Spero quindi che il buon esempio di Sassari, sia per quanto riguarda la chiarezza che la diffusione del piano, possa essere seguito anche a Cagliari, anche se forse sarebbe stato meglio approntare un regolamento prima e non dopo l’entrata in vigore della chiusura.
    Riguardo alla vignetta, so che l’Assessore Coni, persona di grande spirito, ne porta sempre una copia con sè, divertendosi a mostrarla agli amici e dimostrando di averne colto l’intento assolutamente pacifico. Considerarla segno di una radicalizzazione dello scontro non è certo l’interpretazione più corretta.
    Di nuovo La saluto cordialmente e resto a disposizione per chiarire le finalità dell’azione del gruppo di cui faccio parte da ormai due anni.
    Silvia Monaci

  5. Un incipit decisamente infelice, che denota una grande ignoranza a proposito del tema trattato. Tanto più grave perchè lei è un membro della commissione preposta alla gestione dello stesso. Vede, invece che prendersela con un gruppo di cittadini che hanno evidenziato alle varie amministrazioni le problematiche dell’inesistente progetto messo in atto a freddo a Cagliari, dovendosi vivere le conseguenze sulla pelle quotidianamente, dovrebbe meditare sulle differenze dei due modi di affrontare il ” problema”, : a Sassari si è progettato, simulato, discusso,predisposte tutte le opere ritenute necessarie (vedi parcheggi e regole d’ingresso) e solo dopo si è partiti, peraltro con una zp a macchia di leopardo e prevalentemente riguardante piazze o singole vie , a Cagliari l’unico documento esistente che riguarda prospettive di modifiche di questo tipo è il PUM del 2009, che spero lei e i suoi colleghi abbiate letto, ebbene in quel documento molto accurato, non si è mai parlato di pedonalizzare Villanova, ma solo delle strade a conosciuta rilevanza commerciale, per tutto il resto si rimanda a studi ulteriori e sempre evidenziando le difficoltà in assenza di un numero adeguato di parcheggi nelle aree limitrofe. Cosa si è fatto a Cagliari ? Si è messo da parte il PUM. non si è progettato, non si è simulato ne discusso nulla e soprattutto non si è predisposto un bel nulla ma si è ben pensato di chiudere al transito (residenti inclusi) un’area grande una volta e mezzo tutta la ZTL sassarese. E la ZTL? a Villanova si apre nelle ore di maggior traffico! Il PUM grida vendetta ! E per tutta questa fiera di assurda incongruenza – a voler essere teneri con i vari attori – lei se la prende con noi ? Che coraggio !
    Marco Masala
    Comitato ABtanti di Villanova

  6. Caro matteo, l’articolo è molto interessante ma permettimi di dirti che l’incipit è completamente sbagliato. se il processo và a rilento prima di imputare responsabilità ai cittadini (che chiedono soltanto ciò che gli abbiamo promesso, sia io che te, ovvero partecipazione) sarebbe opportuno guardarci dentro e ragionare se non sia proprio questo il primo atto su cui tutti noi dobbiamo fare una seria autocritica. mancano cassonetti, manca il porta porta, chi come noi ha una sede culturale deve pagare un facchino per trasportare 5 sedie nella propria sede, alcune attività commerciali sono in ginocchio ed iniziano a saltare i posti di lavoro. posso continuare altri dieci minuti se vuoi. se ci fossero delle analogie con sassari non le puoi cercare nel quartiere di villanova (dove di tutti i servizi che ci sono nel centro storico di sassari non c’è nemmeno l’ombra). Sai cosa siamo riusciti a fare? cosa è la nostra pedonalizzazione? mettere degli orari in un cartello, istituire divieti e sanzionare i trasgressori. e per fare questo non c’è bisogno di una grande scienza e nemmeno di essere docenti universitari.
    ovviamente se vuoi un parere di una persona favorevole alla pedonalizzazione ci possiamo incontrare.
    a presto
    matteo murgia

  7. Signor Lecis Cocco Ortu, si informi prima di dare al Comitato ABtanti di Villanova la colpa della pochezza di un progetto che, a differenza di quello di Sassari da Lei riportato, fa acqua da tutte le parti, è stato portato avanti con superficialità, fretta e sciatteria per dare il contentino a quelli che sono bravi solo a fare gli ambientalisti nel cortile degli altri e ha lasciato i residenti alle prese con le difficoltà di sempre moltiplicate per dieci. La aspettiamo per un confronto costruttivo.
    Silvia Monaci
    Comitato ABTANTI DI VILLANOVA

    1. Gentile Silvia, grazie per la precisazione e l’invito al confronto. Se ho deciso di pubblicare l’esperienza di Sassari è proprio per essere di stimolo a quanto con fatica si sta tentando di fare a Cagliari. La “colpa” – se di colpa vogliamo parlare – l’ho imputata al radicalizzarsi dello scontro evidenziato, ad esempio, da immagini come quella che ho inserito nell’articolo. E’ un dato di fatto che il confronto dell’amministrazione con gli abitanti stia rallentando il processo di pedonalizzazione, ma la partecipazione è comunque una ricchezza: da una parte richiede tempo, dall’altra porta a soluzioni più efficaci e condivise. In commissione trasporti l’indirizzo del consiglio comunale era di procedere a ztl 0-24 per andare verso la pedonalizzazione, mentre dal confronto dell’esecutivo con i comitati di cittadini (sia pro che contro) si è per il momento optato per una soluzione di più basso profilo.

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