A Cagliari la Consulta elettiva degli immigrati: “Lungimiranza, non fretta”


Non è stata una seduta come le altre quella di ieri in Consiglio Comunale. Sarà stato perché all’ordine del giorno c’era il tema della consulta elettiva degli immigrati su cui ho lavorato molto in prima persona. Sarà stato perché per la prima volta mi è sembrato che il dibattito sia effettivamente stato di buon livello, sul tema concreto che stavamo affrontando.

In un periodo in cui sempre meno cittadini dichiarano di fidarsi dei partiti e la politica è spesso vista come un mero gioco di piccola e grande bottega, Cagliari cerca di fare la sua parte per riscattarla, dimostrando che ancora può essere in grado di offrire una prospettiva di futuro diverso e migliore rispetto grigio presente che stiamo vivendo. Maggioranza e gran parte dell’opposizione hanno votato un regolamento che dichiara a gran voce che per l’amministrazione di Cagliari la voce degli immigrati conta. Perché è assurdo pensare di voler amministrare una città tenendo consapevolmente al di fuori una fetta dei propri cittadini, come è stato fatto finora.

Nel mio intervento mi son chiesto perché, oltre al significato simbolico per una città che accoglie e ascolta le esigenze dei propri fratelli stranieri, è lungimirante che la nostra amministrazione, in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando, decida di tener conto dei cittadini stranieri presenti in città attraverso l’istituzione della consulta “nell’interesse dell’intera cittadinanza”.
Perché l’immigrazione è un fenomeno complesso: non si può parlare genericamente di “immigrati” ma occorre affrontarne la diversità di esperienze, di progetti migratori e di esigenze specifiche.
Perché è un fenomeno che varia con una rapidità impressionante: nella nostra città le presenze straniere regolari sono passate dalle 1577 (0,92%) del 2000, alle 2976 (1,85%) del 2005 fino alle 5593 (3,57%) del 2010 [dati pubblici e disponibili per tutti aggiornati al 31 dicembre 2010, nonostante le lamentele del PdL]
Perché sul fenomeno c’è una grande ignoranza (da parte di noi consiglieri sicuramente), e la consulta può aiutare a conoscere meglio una realtà oggi poco conosciuta.
Una politica basata su consapevolezza e lungimiranza, non sulla fretta come ha cercato di far intendere l’opposizione (in questo voto divisa come non mai).

Una buona prassi politica di questo centrosinistra che, lasciando alle spalle ogni divisione di partito, ha seguito un percorso che credo possa essere da esempio per quella politica che riesce a riaccendere l’entusiasmo dei cittadini: una proposta nata da diverse mozioni del centrosinistra nelle passate consiliature, entrata nel programma elettorale della coalizione e nelle dichiarazioni programmatiche del sindaco, stimolata dal lavoro di un consigliere (Sebastiano Dessì ha consultato più di 80 associazioni per arrivare a una prima formulazione del regolamento), continuata con un grande incontro pubblico promosso da un gruppo consiliare (SEL) da cui è nata una proficua condivisione con la maggioranza per migliorare la bozza prima di arrivare in commissione (ancora rngrazio i prof. Fulvio Venturino e Roberto Cherchi che nell’ombra della rete hanno dato un prezioso contributo con un’attività che oggi chiameremmo quasi di crowdsourcing). Una ampia discussione in commissione con l’accoglimento di alcuni emendamenti dell’opposizione. Dibattito lungo e sereno in aula e una approvazione con 29 voti a favore, due astenuti e due contrari (PdL).

L’aula di via Roma ha fatto questo importante passo, ora tocca a tutti i cittadini e realtà sociali che hanno a cuore una Cagliari davvero accogliente e in cui le diversità siano vissute come ricchezze fare la propria parte nella sensibilizzazione e divulgazione del ruolo e dell’importanza della consulta come strumento per promuover e favorire la partecipazione dei cittadini stranieri all’Amministrazione Locale.

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3 thoughts on “A Cagliari la Consulta elettiva degli immigrati: “Lungimiranza, non fretta”

  1. Grazie per questo lavoro Matteo e tutta l’Amministrazione. E’ una questione di umanità, troppo importante perché Cagliari si tirasse indietro dopo l’esperienza di Napoli. Spero che a breve inizieranno anche le discussioni riguardanti gli spazi di culto, in particolare attinenti le richiesti della comunità musulmana. Proprio la consulta potrebbe essere il motore di ciò, ma forse sarebbe anche il momento di anticiparla in vista della sua elezione.

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