Su Tuvixeddu ed il Gattopardo | Sebastiano Dessì


Pubblico la nota di Sebastiano Dessì, consigliere comunale di SEL, che convintamente condivido su una vicenda che davvero sta a cuore dell’opinione pubblica di centrosinistra (in meno di 24 ore più di 1.000 accessi sul blog per leggere la delibera incriminata!)

Ho letto con interesse l’articolo di Todde sulla Nuova.

Pubblico il link all’articolo di Biolchini, che condivido e che è utile per recuperare e leggere, a chi ancora non l’avesse fatto, sia l’articolo di Todde che quello pubblicato da Matteo Lecis Cocco Ortu sul suo blog, dove fra l’altro viene riportata la delibera “incriminata”.

Dato per assodato che esiste la libertà di ognuno ad esprimere le proprie opinioni sul mondo, posso anche considerare che sia una risorsa avere un “pubblico” attento e critico, perché questo aiuta più della “claque”.

Esiste il diritto di critica, ma esiste anche la differenza fra critica costruttiva e accuse denigratorie. Fermo restando che anche le seconde sono lecite, credo che almeno parte dell’articolo di Todde rientri nella seconda categoria.

Sullo stadio – che a detta di Todde come maggioranza di centrosinistra a Cagliari vorremmo demolire – si dice proprio una cosa falsa, perché in Consiglio ho sentito esprimersi tutta la maggioranza – Sindaco in testa – proprio in maniera opposta;

Non so quale sia l’aspetto del futuro campus universitario che spinge Todde a definirlo un obbrobrio anche questo giudizio appare buttato là;

Sul parcheggio sotto Castello, ancora, si parla in anticipo di qualunque proposta non dico esecutiva ma almeno di massima;

Sul cuore dell’articolo – Tuvixeddu appunto – mi sembra che il grido di al lupo al lupo sia stato lanciato in maniera un po’ impropria, ma anche in questo caso meglio avere una opinione pubblica attenta e casomai aguerrita che silente e distratta su questi temi.

Quello che proprio non riesco ad apprezzare è il tono, di chi già ha deciso cosa succederà e che tanto nulla è cambiato, o meglio gattopardescamente tutto è cambiato per non cambiare niente.

C’è un giovane sindaco, una maggioranza di centrosinistra per la prima volta alla guida della città, composta da persone in gran parte alla prima esperienza istituzionale, eppure solo gli ingenui non capiscono – secondo Todde – che gli interessi che muovono l’Amministrazione sono gli stessi e che il cemento ancora e sempre comanda in città.

Non lo apprezzo, non solo non lo condivido, credo che sia troppo facile, gratuito e autolesionista.

Credo che dovremmo ripartire da un riconoscimento reciproco di buona fede per poter costruire quella “idea nuova di città” di cui anche Todde parla. Altrimenti finiamo per cannibalizzarci ancora prima di iniziare.

Solo che questo non è Tommasi di Lampedusa, ma è Tafazzi.

Sebastiano Dessì, consigliere comunale Sinistra Ecologia e Libertà

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4 thoughts on “Su Tuvixeddu ed il Gattopardo | Sebastiano Dessì

  1. Io spero solo che ormai i cagliaritani abbiano raggiunto la consapevolezza del valore del patrimonio che si ritrovano a possedere e delle potenzialità assolutamente uniche che Tuvixeddu-Tuvumannu rappresentano.
    Potenzialità che nessun progetto edilizio può valorizzare.
    Spero che la politica trovi gli strumenti migliori per riparare quelle smagliature che ogni situazione buorocratica e giuridica possono presentare, facendo scelte precise e rigorose, e sicuramente anche difficili.
    Chiedo agli amministratori di Cagliari di vedere il futuro di Tuvixeddu come una risorsa che può avere una funzione enorme all’interno di quello che sta accadendo oggi nell’area del Mediterraneo, dopo la cosiddetta rivoluzione del Nord Africa.
    Quello che è accaduto nel Nord Africa ancora non sappiamo dove porterà. Abbiamo però visto popolazioni che si sono liberate dalle dittature per chiedere la democrazia. E’ sicuro che nei prossimi decenni il Mediterraneo sarà una delle aree più importanti di tutto il pianeta , un centro in cui avverranno scambi economici e culturali fondamentali per il mondo intero.
    La Sardegna e Cagliari si trovano al centro di tutto questo, come un ponte ideale tra l’ Africa e l’Europa, e Tuvixeddu-Tuvumannu sono la testimonianza millenaria dei rapporti che i popoli del Nord Africa hanno avuto con la Sardegna.
    Credo che queste siano le basi per pensare e progettare il futuro di Cagliari e dei suoi colli Tuvixeddu-Tuvumannu.
    Questo discorso potrebbe apparire utopico o visionario; a me sembra invece molto concreto, realistico e soprattutto conveniente. Di certo sarebbe un investimento ben più conveniente che continuare a mortificare quella zona di Cagliari con qualche palazzotto o parcheggio o strada in più.
    La TUTELA INTEGRALE dei colli Tuvixeddu-Tuvumannu è l’unica rassicurazione che i cittadini di Cagliari (e non solo) chiedono a questa giovane amministrazione comunale.

  2. Quello che dice Cristina rappresenta i nostri interessi e dovrebbe informare l’azione politica, senza renderla troppo subalterna, nei limiti del possibile, ad interessi e pratiche che hanno reso la nostra città un posto costantemente imbruttito.
    Tuttavia, sono abbastanza sconvolto dall’arroganza di questo consigliere comunale di SEL, che peraltro, venendo da quel partito, non mi sorprende. Quindi il signor Dessì ha la potestà di decidere quale sia la critica costruttiva e quella distruttiva (che lui chiama in modo veramente classicamente stalinista “accuse denigratorie”). Benissimo: secondo quale principio si pongono limiti alla democrazia in questo modo? E con quale autorità il signor Dessì stabilisce che cosa sia distruttivo e che cosa, invece, costruttivo?
    Io capisco che egli sia abituato a schierarsi e, una volta schierato, a spegnere ogni opinione e ogni critica. Bene, sappia che molti suoi elettori non sono così, e soprattutto sappia che per un democratico, quale lui non sembra essere, la critica è una fonte preziosissima di “altri punti di vista” sempre utili a calibrare l’azione politica, proprio perché provengono da gente che non è schierata a prescindere, e che osserva a partire dalle proprie vite di cittadino, e non dal palazzo del potere. E sappia che dopo otto mesi sulla bilancia si comincia a mettere non solo quello che si è fatto, ma anche quello che non piace, come ad esempio l’improbabile risultato delle farsesche assemblee con gli abitanti del centro storico, conclusesi con… la conferma dello statu quo in quanto a regole della mobilità, ecc.

  3. D’accordo, ma a me piacerebbe, aldilà delle rassicurazioni su altro, avere rassicurazioni forti su Tuvixeddu e la difesa del PPR, adeguando il PUC al PPR e mettendosi in testa che, se si fanno le cose in nome della tutela del “bene comune” (anche paesaggistico e naturalistico, oltre che archeologico) non ci sono risarcimenti da pagare da parte del Comune (mentre molti continuano a parlare di dover risarcire e dunque dover fare compromessi cementizi). Io andrei anche oltre e verificherei se non ci sia possibilità di liberarci degli ecomostri costruiti mentre si continuava a discutere, a ricorrere e controricorrere, ecc. ; e se non sia il caso di chiudere cantieri ancora aperti, ecc. ecc. In nome del fatto che quell’area va protetta nel modo più esteso possibile (come da sentenza del Consiglio di Stato).

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