Sicuri che la giunta Zedda dia il via libera al cemento?


Quale stupore questa mattina nel leggere su la Nuova Sardegna a proposito della nuova amministrazione comunale che “nulla cambia mai neppure se muta il vento. La prova malinconica che da qualunque parte soffi è sempre lo stesso vento già usato e scaduto.”

Quante inesattezze in quell’articolo che in poche ore ha portato una grande preoccupazione in tantissimi cittadini che si sono sentiti traditi da una giunta che in barba alle dichiarazioni programmatiche del sindaco di solo pochi mesi fa decide di scatenare “una slavina di cemento” sulla città, distruggendo parte del suo patrimonio abbattendo il Sant’Elia!

Tutto parte dalla delibera n. 1 dell’11 gennaio 2012 in cui pare sia scritto che “per devozione al piano urbanistico si costruirà a pochi metri dalle tombe”. Ma allora vediamo cosa dice questa delibera scandalosa che in sostanza serve per riportare in capo al Sindaco, e non ai tecnici comunali (come pretendeva la Regione), le decisioni da prendere nella fase di copianificazione con Soprintendenza e Regione.

Premettendo che le condizioni finanziarie e urbanistiche in cui ci è stata consegnata la città sono a dir poco precarie, ecco il testo della delibera passata in commissione urbanistica e che arriverà in consiglio comunale le prossime settimane.

Deliberazione della Giunta N. 1

OGGETTO: ATTIVITA’ EX ART. 49 N.T.A. P.P.R. – LINEE DI INDIRIZZO – PROPOSTA AL CONSIGLIO COMUNALE

LA GIUNTA COMUNALE

Premesso:

  • che il Consiglio Comunale, con deliberazioni n° 59 del 05.11.2002 e n° 64 del 08.10.2003, rispettivamente pubblicate sul B.U.R.A.S. del 18.02.2003 e del 20.01.2004, ha approvato in via definitiva il Piano Urbanistico Comunale ed il Regolamento Edilizio;
  • che con deliberazione del 5 settembre 2006 n° 36/7 la Giunta Regionale ha approvato il Piano Paesaggistico Regionale, emanato con Decreto del Presidente della Regione del 07.09.2006, n° 82 e pubblicato sul BURAS del 08.09.2006;
  • che nelle norme di attuazione del P.P.R. suddetto, l’articolo 48 definisce le “Aree caratterizzate da edifici e manufatti di valenza storico culturale”, e che le stesse vengono distinte in “beni paesaggistici” e “beni identitari”, meglio specificati entrambi nell’allegato 3 delle Norme di Attuazione medesime;
  • che il successivo art. 49 detta le prescrizioni normative da applicare alle aree di cui al punto precedente prescrivendo per i beni sopracitati, sino all’adeguamento del PUC al P.P.R., una fascia “di tutela” di larghezza minima di m. 100 dal perimetro esterno del bene;
  • che, ai sensi dell’art. 49 sopra citato, tale fascia “di tutela”, inizialmente imposta della dimensione non inferiore ai 100 mt., deve essere analiticamente individuata e normata, d’intesa con la Regione ed il competente Ministero per i Beni e le attività Culturali (MIBAC), in sede di adeguamento del PUC al P.P.R.;
  • che successivamente la RAS ha approvato la Legge Regionale del 4.08.2008, n.13 con la quale oltre a chiarire quali sono i beni paesaggistici tutelati e disciplinati dal Piano Paesaggistico Regionale, stabiliva all’art. 2, per la ridefinizione delle fasce di tutela, la procedura, che si concludeva con una determinazione del Direttore Generale della Pianificazione Urbanistica della RAS, a mezzo della quale sono stati ridefiniti i perimetri cautelari dei beni paesaggistici e identitari;
  • che, con riferimento alla norma suddetta, sono stati costituiti appositi Tavoli Tecnici convocati per l’esame dei beni elencati nel “Mosaico” – BURAS 20 maggio 2008;
  • che al fine di definire, in coerenza con quanto disposto dalla L.R. n. 13/2008, le analisi relative alla delimitazione analitica ed alla disciplina di tutela delle fasce di rispetto dei Beni Paesaggisti sono state espletate le attività di studio mediante incontri di Tavoli Tecnici tenutisi tra i competenti Enti: la Regione Autonoma della Sardegna, il Comune di Cagliari, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Sardegna e la Soprintendenza per i Beni Architettonici, il Paesaggio, il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico della Sardegna;
  • che le suddette attività si sono concluse con la emanazione, da parte della R.A.S. di apposite determinazioni come previsto dall’iter dettato dalla citata L.R. n.13/2008;
Atteso
  • che restano ancora da delimitare e disciplinare alcuni beni paesaggistici ricadenti nel territorio del Comune di Cagliari per i quali si rende necessario espletare l’iter di cui all’art. 49 delle N.d.A. del P.P.R.;

Atteso altresì:

  • che, relativamente al bene paesaggistico localizzato dal P.P.R. nel comparto Tuvixeddu- Tuvumannu e classificato come “aree caratterizzate da preesistenze con valenze storico- culturali”, il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1366 del 03/03/2011, ha ritenuto legittima la individuazione disposta dalla R.A.S. su detto territorio, comparto peraltro già oggetto del verbale n° 1 del 16/101997 della Commissione Provinciale per la tutela delle bellezze naturali della Provincia di Cagliari con il quale si proponeva l’apposizione del vincolo paesaggistico ex L. 1497/39 sul comparto Tuvixeddu-Tuvumannu;
  • che nella stessa sentenza il Consiglio ha precisato che la “regolamentazione definitiva dell’area è rinviata ad un’intesa tra Comune, Regione e MIBAC” ai sensi dell’art. 49, secondo comma, delle N.d.A. del P.P.R.;
  • che la Regione Autonoma della Sardegna, con nota del 31-05-2011, in ottemperanza alla suddetta sentenza del Consiglio di Stato ha attivato, invitando i suddetti Enti interessati, le procedure indicate nel richiamato art. 49, secondo comma, delle N.d.A. del P.P.R.;

Considerato

  • che, per quanto sopra indicato, appare opportuno procedere con le attività indicate nel richiamato art. 49, secondo comma, proposte dalla R.A.S. per il bene paesaggistico riguardante il comparto Tuvixeddu-Tuvumannu e per i restanti beni ancora non disciplinati;

Dato atto:

  • che, al fine di dare attuazione alle procedure suddette, risulta necessario partecipare ad incontri da tenersi tra il Comune, la Regione ed il MIBAC;
  • che con le suddette attività si determinerà la disciplina da applicare nelle fasce di tutela per i beni in argomento;
  • che i rappresentanti degli Enti suddetti devono essere muniti di delega atta a esprimere le volontà dell’Amministrazione che gli stessi rappresentano;

Atteso:

  • che il bene paesaggistico riguardante il comparto Tuvixeddu-Tuvumannu, imposto con il Piano Paesaggistico Regionale si estende anche alle aree a contorno delle stesse così come individuate nell’allegata planimetria sotto la lettera “A”;
  • che per le aree comprese nel vincolo occorre valutare la compatibilità delle previsioni del PUC vigente con la disciplina dello stesso vincolo al fine di definire le relative norme di tutela integrale e condizionata;

Ritenuto:

  • che per i beni paesaggistici di cui all’elenco denominato “Elenco dei Beni Paesaggistici Esterni al Centro Storico – Mosaico del PPR”, per i quali il P.P.R. stesso genericamente individua una fascia di tutela non inferiore ai 100 metri dal perimetro del bene, in linea di principio, si possa prevedere:
    • che la fascia di tutela integrale possa essere fatta corrispondere con la superficie del bene sottoposto a vincolo ministeriale;
    • che il perimetro di cento metri della fascia di tutela condizionata possa essere ridotto, compatibilmente con il criterio della fruibilità del paesaggio dettata dai principi ispiratori del P.P.R., senza compromettere la tutela stessa del bene e che la disciplina delle tutele dovrà in ogni caso tener conto delle destinazioni urbanistiche individuate dal P.U.C.;
  • che per quanto riguarda la definizione della disciplina del bene paesaggistico definito “aree caratterizzate da preesistenze con valenza storico culturale” individuato nel comparto “Tuvixeddu-Tuvumannu”, occorre tener conto degli elementi seguenti:
    • i beni paesaggistici, quali la “Grotta della Vipera” ed altri per i quali sono state già completate le procedure di “copianificazione” ai sensi dell’art. 2 della L.R. 13/2008;
    • le diverse classificazioni della zonizzazione urbanistica del P.U.C. presenti all’interno della perimetrazione del bene paesaggistico;
    • l’individuazione puntuale delle aree effettivamente caratterizzate da preesistenze con valenza storico culturale rispetto a quelle prive di tali requisiti;Considerato:

• che, al fine di esprimere la volontà dell’Ente rappresentato negli incontri da tenersi tra il Comune, la Regione ed il MIBAC, indicati in premessa, si rende necessario fornire le linee di indirizzo per le attività riguardanti:

  • i beni paesaggistici ancora da disciplinare, meglio individuati nell’elenco denominato “Elenco dei Beni Paesaggistici Esterni al Centro Storico – Mosaico del PPR”, che si allega alla presente deliberazione sotto la lettera “B” del quale costituisce parte integrante e sostanziale;
  • il vincolo paesaggistico del comparto “Tuvixeddu-Tuvumannu”, come individuato nelle Tavole del Piano Paesaggistico, che lo classifica “aree caratterizzate da presistenze con valenze storico-culturali” dell’Assetto Storico Culturale

Visto il parere favorevole in ordine alla regolarità tecnica espresso dal Dirigente del Servizio Pianificazione del Territorio Ing. Riccardo Castrignano, ai sensi dell’art. 49, comma 1 del T.U.E.L. (D.lgs 18.08.2000, n.267);

DELIBERA

di dettare, per le aree individuate nella planimetria allegata sotto la lettera “A”e per le attività inerenti gli incontri da tenersi tra il Comune, la Regione ed il MIBAC, indicate in premessa, le seguenti linee di indirizzo:

 per i beni paesaggistici ancora da disciplinare meglio individuati nell’elenco denominato “Elenco dei Beni Paesaggistici Esterni al Centro Storico – Mosaico del PPR”; già allegato alla presente deliberazione sotto la lettera “B”:

o che la fascia di tutela integrale possa essere fatta corrispondere con la superficie del bene sottoposto a vincolo ministeriale;

o che il perimetro di cento metri della fascia di tutela condizionata possa essere ridotto, compatibilmente con il criterio della fruibilità del paesaggio dettata dai principi ispiratori del P.P.R., senza compromettere la tutela stessa del bene e che la disciplina delle tutele dovrà in ogni caso tener conto delle destinazioni urbanistiche individuate dal P.U.C.;

per il bene paesaggistico riguardante il comparto “Tuvixeddu-Tuvumannu”, come individuato nelle Tavole del Piano Paesaggistico, che lo classifica “aree caratterizzate da preesistenze con valenza storico culturale” dell’Assetto Storico Culturale occorre tener conto, tra gli altri, dei seguenti elementi:

o beni paesaggistici, quali la “Grotta della Vipera” ed altri per i quali sono state già completate le procedure di “copianificazione” ai sensi dell’art. 2 della L.R. 13/2008;

o le diverse classificazioni della zonizzazione urbanistica del P.U.C. presenti all’interno della perimetrazione del bene paesaggistico;

o l’individuazione puntuale delle aree effettivamente caratterizzate da preesistenze con valenza storico-culturale rispetto a quelle prive di tali requisiti;

– di dare mandato al Sindaco per lo svolgimento delle attività inerenti gli incontri da tenersi tra il Comune, la Regione ed il MIBAC, come indicate in premessa, che per le relative funzioni operative si avvarrà del competente Servizio Pianificazione del Territorio;

– di dare atto che la presente deliberazione non comporta impegno di spesa né diminuzione di entrate;

– con voti unanimi, legalmente espressi, di dare alla presente IMMEDIATA ESEGUIBILITA’, ai sensi dell’art. 134 comma 4 del D.Lgs. n. 267/2000.

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13 thoughts on “Sicuri che la giunta Zedda dia il via libera al cemento?

  1. Credo che l’allarme di Todde, sia più che fondato…
    In Italia, si trovano soluzioni per interpretare anche i vincoli più ferrei, quindi credo…lasciare ampi margini di interpretazione, e permettere, che un’intera area, anche rivedendo la soglia dei 100 m, possa essere oggetto di “discussione”, e’ come consegnare, indirettamente il colle, a coloro che avevano già deciso da tempo cosa fare.
    Credo nella buona fede della giunta, ma credo anche che di fronte agli squali, la buona fede, non basti, sarebbe come voler spegnere un’incendio sviluppatosi nel Gennargentu, con una bottiglietta di Acqua di Lourdes.
    Abbiamo notevoli esempi di beni tutelati, e sottoposti al più stretto vincolo degli organi competenti, che in barba, alle normative, hanno subito, l’inimagginabile, Tuvixeddu, e’ già un malato terminale da tempo, e con i malati terminali, non si può giocare, anche una piccola mossa sbagliata, può determinarne la morte.
    La più grande necropoli punica del medierraneo, rischia di essere sotterrata per sempre, e diventare un parco urbano, con qualche freccia quà e là, per il turista capitato lì per sbaglio, o per le famigliole al parco:
    che indica: QUi si seppellivano i Bambini..e .questa è l’unica delle 1000 urne funerarie che si sono conservate fino ai nostri giorni, dopo gli ultimi lavori di adeguamento al Puc cittadino, che ne ha stravolto l’aspetto così come si era conservato sino al 2012.

  2. Se non ho capito male(ci vorrebbe un’interprete per decifrare tutti quei passaggi )si mette in discussione la fascia di 100 metri dalla zona a tutela integrale.Se così è,mi auguro che la riduzione sia minima e “molto giustificata”

  3. Sono d’accordo che il burocratese lascia sempre disorientati, ma anche io che non sono molto esperta di stesure di delibere vedo due distinte linee di indirizzo :
    una per i beni paesaggistici di cui all’allegato B e alle planimetrie ecc.
    una per il bene paesaggistico riguardante il comparto “Tuvixeddu-Tuvumannu” per il quale occorre tener presente altri elementi.
    Poi che Giorgio Todde si porti avanti con il lavoro, per ogni evenienza,( mia mamma dice sempre “chi teme si salva”) ci può anche stare e gli rendiamo merito di aver richiamato l’attenzione su questo patrimonio insostituibile che troppi, prima di questa giunta, hanno cercato di cancellare e probabilmente continueranno a fare sino alla fine. Non credo però che i nostri attuali consiglieri, e neanche il “giovane” sindaco Zedda abbiano vistosi anelli al naso, Quindi questa delibera non dichiara proprio niente di quello che Todde teme. I lavori ai tavoli tecnici saranno puntualmente riferiti da Matteo che, come tanti altri altri, ha la buona abitudine di rendere pubblico il suo operato al consiglio. Lui.

  4. Su Tuvixeddu non mi pronuncio ma sulle cosidette aree vuote del centro storico si, ossia aree destinate ai servizi che la giunta Floris trasformo’ in aree edificabili sottraendole a usi civici
    Nel quartiere di Villanova ce ne sono diverse tra cui quella compresa tra Via San Saturnino e Via tristani aree che sarebbero molto utili per le risolvere i problemi di parcheggi ( in seguito alla ztl) e di mancanza assoluta di spazi sportivi e spazi verdi nel quartiere
    La giunta Zedda dice che non ha soldi per riscattare quelle aree ma è un dato di fatto che ammette la propria impotenze e la città invece di spazi vivibili e civici ha un altra bella cementificazione a meno che non voglia trovare le risorse per riscattare le aree da chi vuol costruire, un problema di scelte e di recupero di risorse che darebbero al volto stirico un volto certo piu’ vivibile dell’attuale

  5. per sapere chi ha ragione basterà attendere il testo che andrà al consiglio comunale. così, a occhio e croce, direi che sarà modificato. perchè così com’è rappresenta, esattamente come ha scritto todde, un’apertura alla cementificazione del colle. certo, c’è la sovrintendenza. ma quello lanciato da todde mi sembra un allarme più che giustificato. semmai non sono convinto – ma ho informazioni in questo senso – che la giunta abbia firmato quel testo nella piena consapevolezza di quello che significa: l’argomento è complesso, molto complesso. per trattarne bisogna aver studiato a lungo le carte e conoscere la storia di questa vicenda. c’è chi l’ha fatto e chi no. siccome è una giunta giovane – e credo onesta – propendo per l’errore e non per il dolo. ma appunto: vediamo in testo che andrà in aula e poi valuteremo. perché se sarà diverso saranno in tanti a dover chiedere scusa a giorgio todde e a maria paola morittu.

  6. Matteo, tenere conto del PUC (come dici), non significa metterlo contro il PPR? (ben sapendo che il PUC, certo preesistente all’attuale amministrazione comunale, è molto diverso dal PPR, che tutela invece un’area ben più vasta). Allora, se si vuol salvare Tuvixeddu senza soffocarlo, non c’è PUC che tenga, e bisogna mettersi in testa che il PUC va semmai corretto. O no?

  7. La delibera ha una premessa lunga e complessa, così come lunga e complessa è la vicenda di Tuvixeddu. Oltre la premessa ciò che è importante è l’impegno deliberato (in grassetto ho segnato quello che riguarda Tuvixeddu-Tuvumannu) e consiste in due punti:
    1) dare linee di indirizzo per la copianificazione delle aree individuate dalla perimetrazione del PPR (una enorme area della Cagliari occidentale) che tengano conto (non prescrivano, ma tengano conto) dei beni paesaggistici presenti nell’area, delle altre valenze storico culturali e dello strumento di pianificazione vigente (il PUC, appunto);
    2) dare mandato al Sindaco di rappresentare il comune, coadiuvato dai tecnici competenti.
    Nessuna contrapposizione tra PUC e PPR (non avrebbe senso far prevalere il Piano Urbanistico sullo strumento sovraordinato a cui dovrà adeguarsi!); la riduzione rispetto ai 100 metri è invece riferita ai beni puntuali per i quali ancora non era concluso l’iter di copianificazione (chiesa di San Simone, chiesa di San Pietro Pescatore, Archivio di Stato, torre della Scaffa, torre del Poetto, etc)

  8. Si mette PUC contro PPR e si dà mandato al sindaco di contrattare, in nome del vecchio PUC, la riduzione della fascia paesaggistica B perché scenda al di sotto dei cento metri rispetto all’area archeologica A (già sotto tutela) previsto dal PPR. Questo è quanto dice questa delibera, o no? E allora l’allarme di Giorgio Todde e di tanti altri mi sembra fondato. Non basta dare mandato al sindaco sottraendo la questione ai tecnici del Comune, se questo mandato è comunque quello di operare per la riduzione del vincolo dell’area B. Al di là della scrittura criptica della delibera (alla faccia della semplificazione del linguaggio burocratico raccomandata da tempo: avete presente il “Codice di stile” per la pubblica amministrazione?) è questo quanto si capisce. Ed è brutto, molto brutto.

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