Stadio, concorso di idee e [non] voto in aula


#opencagliari Approvato odg di Dore (IdV) su concorso di idee per ristrutturare il S.Elia. Decido di non partecipare alla votazione  

Credo sia mio dovere spiegare perché ieri non ho partecipato alla votazione sull’ordine del giorno presentato da Giovanni Dore (IdV) in cui il consiglio comunale impegna il sindaco e la giunta “a bandire entro il più breve tempo possibile un concorso di idee per la ristrutturazione dello Stadio, quale spazio polivalente e non”.

Non votare è stata una scelta non semplice, non presa in solitudine ma avvallata da colleghi politicamente più esperti che ringrazio. Una scelta non semplice perché mi sono trovato, su una questione tanto importante come il futuro dello stadio Sant’Elia, a dover esprimere un voto su un ordine del giorno formalmente firmato da tutti i capigruppo ma sul quale non mi trovo d’accordo né sul contenuto né tantomeno sul metodo con il quale è stato presentato.

Sul metodo non mi sembra opportuno su temi di rilevanza strategica per la città presentare  direttamente in aula un documento fatto firmare in fretta e furia da tutti i capigruppo senza un minimo di condivisione previa con tutti i consiglieri di maggioranza.

Sul contenuto la mia preoccupazione è avvallare il messaggio (di sicuro effetto mediatico mediatico) che la strada del “concorso di idee” (internazionale o meno) sia la panacea di tutti i mali per le opere pubbliche. In Italia in particolare, per la scarsa affidabilità politico-amministrativa, il concorso di idee (disciplinato dall’art 259 del dPR 207/2010) è oggi uno strumento poco appetibile per amministrazioni virtuose e studi di progettazione perchè troppe volte si risolve solo con un premio in denaro e non è seguito da una progettazione che porti alla realizzazione dell’opera per la quale tanti professionisti han messo in gioco il proprio impegno. Come cattiva prassi italiana infatti l’amministrazione pubblica spesso bandisce un concorso di idee anche se non ha copertura finanziaria per realizzare poi le opere. In pratica i concorsi di idee rappresentano troppo spesso operazioni di facciata, mediatiche, ma con effetti poco produttivi per l’amministrazione. Qua due articoli del Giornale dell’Architettura sui concorsi di idee e progettazione in Italia, in cui sono al palo il 60% dei progetti per mancanza di fondi e indecisioni amministrative: Concorsi facciamo il punto e Concorsi bloccati: quante occasioni perdute.

Per questo, anche parlando con l’assessore Marras e con i presidenti delle commissioni Trasporti e Lavori Pubblici, ho proposto una modifica al deliberata dell’odg che ponesse  l’accento sullo studio di fattibilità (art 14 dPR 207/2010) che può essere posto alla base di una procedura di project financing o di dialogo competitivo.

Grazie alla sospensione di un giorno, come maggioranza e come Consiglio abbiamo avuto la possibilità di confrontarci su questo e ho proposto la seguente formulazione:

impegnano il sindaco e la giunta

·         a predisporre in tempi brevi uno studio di fattibilità che valuti tutti gli aspetti strutturali, architettonici funzionali e gestionali più opportuni per la ristrutturazione dello stadio, finalizzato all’individuazione degli scenari possibili per il riutilizzo della struttura e dello strumento più opportuno per la realizzazione dell’opera (anche attraverso la promozione di un concorso d’idee)

·         a mettere parallelamente in atto tutte le interlocuzioni necessarie a chiarire le intenzioni della società Cagliari Calcio rispetto al recupero dello stadio Sant’Elia e sull’impostazione di un nuovo modello per la convenzione in scadenza nel 2013 che definisca oltre il canone anche gli aspetti gestionali e manutentivi.

Sono convinto infatti che il nostro ruolo come consiglio comunale, in una partita così complessa come quella sullo stadio Sant’Elia, sia stimolare l’amministrazione a dotarsi in prima istanza di uno strumento che valuti cosa effettivamente l’amministrazione vuole dai professionisti in gara in un concorso, perchè è l’amministrazione che possiede quegli elementi di valutazione e scelta politica che gli studi di progettazione non possono avere, e che dovranno indirizzare qualunque percorso progettuale. Deliberare, come è stato fatto, che la strada individuata dal consiglio comunale è quella di dotarsi al più presto di un concorso di idee credo che sia una soluzione troppo superficiale.

Probabilmente non son stato bravo a convincere il PD e la maggioranza che ciò che avete letto qua sopra era una strada buona da percorrere, ma credo che con la fretta di voler mettere in aula toppe a buchi (e spesso voragini) aperti dalla minoranza non sia il miglior modo di procedere.

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4 thoughts on “Stadio, concorso di idee e [non] voto in aula

  1. Caro Matteo, mi fa piacere lasciare un commento al tuo post nella prosecuzione di un confronto democratico tra le forze di maggioranza che governano la città.

    Prima una precisazione: Conosco le problematiche del Sant’Elia fin dal 1992 e, come gruppo IDV, abbiamo organizzato a dicembre un incontro pubblico dove hanno partecipato il Sindaco, 3 Assessori, alcuni tecnici, sportivi e tanti cittadini. Sulla base delle idee emerse da quell’incontro (e dei consueti accordi di maggioranza nei quali si cerca di dividere “l’approfondimento” di alcune tematiche) ho elaborato la proposta di ODG, che ho trasmesso agli altri capigruppo ed emendato (ben 2 volte) sulla base di esplicite richieste provenienti dal Vs. gruppo.

    Si è quindi, depositato il documento, con la firma dei 5 capigruppo di maggioranza e dei 2 presidenti delle commissioni competenti. Il tutto con l’avallo del Sindaco (che per primo propose tale soluzione) che, tra l’altro, ha rassicurato il Consiglio sul fatto che, parallelamente, avrebbe svolto gli opportuni approfondimenti del caso (anche con la società che ha in concessione l’impianto).

    Certo l’istruttoria e la “condivisione” di documenti è sempre perfettibile, ma – come sai – siamo impegnatissimi in tante vicende delicate ed è meglio, talora, “chiudere” la questione su un documento politico con qualche riserva, piuttosto che votare in tutta fretta una delibera che imprima una modifica irreversibile alla vita cittadina (parlo in termini generici).

    Quanto al merito della “scarsa efficacia” del “concorso di idee” è un opinione (anche documentata) che rispetto. Però è anche vero che non è stato mai uno strumento di cui il Comune di Cagliari ha abusato ed anzi in alcuni casi specifici, l’attesa di qualche mese per una gara e la spedita di pochi soldi per bandire il premio, avrebbero permesso un dibattito pubblico precedente alla fase operativa ed una scelta politica più oculata e consapevole. Gli obbrobri di piazze, restyling e nuove opere che hanno rovinato alcune zone della città, ne sono un esempio.

    Concludo dicendo che, come amministratore, non mi “vergogno”, per le opere strategiche ed i “beni identitari”, di fermarmi un momento, far svolgere una competizione tra tecnici: anzi il “concorso di idee” può essere una forma di coinvolgimento di giovani architetti (anche sardi che lavorano all’estero), per contribuire al “cambiamento” positivo della città (le opere di ingegno non sono valide solo se “utili”).

    Abbiamo constatato che lo stadio non si può demolire (perchè vale 53 milioni) e che occorre ristrutturarlo (dopo esser deperito per incuria, più che per “vecchiaia”) ottimizzando gli spazi per “restituirlo” alla cittadinanza per un uso più proficuo (e maggiore) di quello attuale: non solo calcio, ma anche altri eventi sportivi di respiro “internazionale” (io ho visto campioni del calibro di Pietro Mennea insieme ad altri 40mila spettatori e un domani mi piacerebbe assistere a, che so, incontri di rugby, rockstar o manifestazioni nazionali).

    Il concorso di idee spero ci dia delle suggestioni in merito che condivideremo come maggioranza e con la cittadinanza. “Il giorno dopo” ritengo si possa immediatamente procedere nelle forme più “operative” da te proposte. Quello che è certo che su un bene così importante non si “stare fermi”, come hanno fatto (è bene ricordarlo) le precedenti amministrazioni.

    Cordialmente.

    Giovanni Dore

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