IMMIGRAZIONE | Verso la consulta elettiva degli immigrati


Cagliari sono anch’io. Una Cagliari multietnica che esiste, e che cerca luoghi e spazi per incontrarsi. La proposta di una consulta elettiva degli immigrati è l’attuazione di uno dei punti del programma di Massimo Zedda che credo porterà maggiori cambiamenti nella nostra città. Cambiamenti profondi nel nostro modo di vedere e vivere la nostra città. Una città che è di chi ci risiede da generazioni quanto di chi l’ha scelta per costruire un nuovo progetto di vita. Una città in cui i 5.593 stranieri (registrati nell’atlante demografico 2010) possono trovare uno strumento per partecipare alla vita pubblica fino a che la legislazione nazionale non si adatta alle esigenze della società contemporanea (per questo continuiamo a sostenere con forza la campagna L’Italia sono anch’io).

Ieri nel sottopiano del Comune il gruppo consiliare di SEL ha presentato una proposta di consulta, che rappresenta la prima tappa pubblica di un percorso che porterà a lavorare insieme per presentare una delibera di istituzione in Consiglio Comunale.  Devo ammettere che vedere il marchio di un solo partito sponsorizzare un’iniziativa che tutta la coalizione appoggia e porta avanti mi ha disturbato. Credo che certe battaglie per la cittadinanza nel “laboratorio Cagliari” che la nostra amministrazione sta vivendo sia bene siano iniziative di coalizione, in cui non evidenziare le differenze (tra un partito e l’altro o tra la giunta e il consiglio comunale) ma in cui mostrare alla città una direzione comune.

Foto di Dietrich Steinmetz dall'album: SEL - Cagliari sono anch'io - consulta elettiva degli immigrati

 

Ma la realtà, come spesso accade, sorprende e meraviglia. A me ha aperto il cuore vedere una sala così bella, piena di cittadini italiani e straniere, in cui erano presenti, in mezzo al pubblico, i consiglieri di tutti i partiti del centrosinistra. Sentire la rappresentante della comunità cinese raccontare la sua esperienza con una cadenza inconfondibilmente casteddaia, o Iasmina, bosniaca, che ha ricordato come lei “nata a due mari da qui” ha trovato a Cagliari la possibilità di costruire una nuova vita mentre a casa sua tutto bruciava. “Largo ai giovani” si è detto più volte durante la serata, “attenzione all’immigrato, alla persona” non alla sua appartenenza comunitaria, “definiamo compiti veri per la consulta”. Tanti spunti e il coronamento di mesi di lavoro portati avanti dal consigliere Sebastiano Dessì per presentare una proposta il più largamente condivisa possibile. Così si fa la politica, coinvolgendo dal basso chi le decisioni dovrà subire e vivere.

Quel simbolo del partito ancora un po’ mi disturba, perchè mi sembra sminuire la portata della proposta, ma credo che sia uno stimolo per tutti noi a uscire un po’ più dalle sale riunioni e rimetterci in strada per costruire insieme la Cagliari che desideriamo.

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