Il futuro è open | Mirko Solinas per la Sardegna che vogliamo


La conferenza programmatica del PD non è solo una passerella come qualcuno tenta di trasformarla, ma può diventare luogo di confronto ed elaborazione importante per portare temi nuovi nel programma del Partito Democratico. Ieri a Macomer la tappa organizzata dai giovani del partito è stato questo: tanta passione e proposte concrete per dimostrare che la Sardegna può essere una terra per giovani.

Riporto qua l’intervento di Mirko Solinas che ha trattato in modo semplice, chiaro e puntuale il tema di open governmentopen data e open source. Il futuro della nostra amministrazione, un futuro di apertura e trasparenza che il partito democratico per essere credibile deve cominciare da subito ad attuare già al suo interno.

Strumenti innovativi per la trasparenza, la partecipazione, il lavoro e il miglioramento dell’efficienza nella pubblica amministrazione

Introduzione

Buonasera a tutti. Comincio il mio intervento coll’esprimere grande soddisfazione nel vedere, oggi, e aggiungo finalmente, noi giovani protagonisti di un evento del Partito Democratico e un pubblico variegato che ascolta le nostre istanze, le nostre esperienze, i nostri problemi e le nostre proposte. Inoltre, noto con estremo piacere la presenza di tanti giovani amministratori del partito, che hanno scelto di partecipare a questo appuntamento, piuttosto che ad altri che si svolgono in contemporanea.

La finalità del mio intervento è favorire la maggiore trasparenza dell’attività politica sia nel partito, sia nella pubblica amministrazione, attraverso strumenti innovativi quali open government, open data, open source

1 Open government

Trasparenza, condivisione, apertura, dialogo. Sono termini che si possono racchiudere in un unico termine OPEN GOVERNMENT. Pensate, l’O.G. è stata la prima azione di governo fatta da Barack Obama nel 2009. Questo provvedimento prevede che tutte le attività dei governi e delle amministrazioni dello stato debbano essere aperte e disponibili, al fine di favorire azioni efficaci e garantire un controllo pubblico sull’operato della pubblica amministrazione e delle attività di governo.

Il primo concetto, l’apertura, fa riferimento alla capacità di enti e istituzioni pubbliche di ridefinire le modalità di approccio e relazione con i cittadini e le comunità locali, rispetto agli schemi burocratici tradizionali.  Tali modalità si realizzano attraverso forme di interazione basate su bidirezionalità, condivisione e partecipazione ai processi decisionali dell’amministrazione, attuabili mediante i nuovi strumenti digitali. Secondo il concetto di trasparenza, le amministrazioni sono chiamate a consentire, stimolare e facilitare i cittadini nelle attività di controllo continuo dei processi decisionali all’interno delle istituzioni, a tutti i livelli amministrativi e attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. Badate, la “trasparenza” di un’amministrazione è connessa alla libertà di accesso ai dati e alle informazioni amministrative da parte dei cittadini, nonché alla condivisione di documenti, saperi e conoscenze tra istituzioni e comunità locale.

Infatti, tre sono i principi “open” ispiratori della gestione pubblica che gli enti pubblici americani devono rispettare:

– Trasparenza: le istituzioni sono chiamate a fornire ai cittadini dati e informazioni sulle decisioni prese e sul proprio operato. L’obiettivo del modello “open” USA è quello di creare un sistema di fiducia all’interno della comunità locale nei confronti dell’operato e delle scelte compiute dagli Enti americani;

– Partecipazione: l’intelligenza collettiva e la collaborazione tra istituzioni e cittadini nei processi decisionali rappresenta uno dei nodi centrali del modello americano. In questo caso la finalità da perseguire è il miglioramento della qualità delle scelte politico-amministrative degli enti pubblici, attraverso la proposta di interventi che siano effettivamente legati alle esigenze e necessità dei cittadini;

– Collaborazione: nel modello “open” d’oltreoceano le istituzioni non sono intese come strutture a se stanti, ma soggetti inseriti all’interno di una rete collaborativa e partecipata composta da enti pubblici, organizzazioni no-profit e comunità di cittadini.

Il significato principale che intendo dare all’open government è sintetizzabile in un concetto: essendo noi giovani la futura classe dirigente è indispensabile che ci facciamo portatori “sani” di questo strumento. A questo scopo come giovane del PD propongo che il partito dedichi una tappa della Conferenza programmatica per far conoscere agli amministratori locali l’esistenza di questo strumento innovativo e lo renda praticabile.

2 Open Data

L’Open data è la pubblicazione su internet dei dati prodotti dagli enti governativi in formato aperto e riutilizzabili da cittadini, imprese e altre pubbliche amministrazioni. Questo strumento è diventato uno degli aspetti più caratterizzanti dell’Open government.

I dati aperti, non solo fanno proprie tutte le caratteristiche dell’Open government, ma grazie anche alle dinamiche della rete e allo sviluppo di applicazioni che li riutilizzano in maniera creativa diventano volano di sviluppo economico. Attraverso questo processo al classico ruolo del decisore pubblico visto come erogatore di servizi, è aggiunta una nuova funzione di facilitatore e garante del processo di innovazione.

L’apertura dei dati pubblici quindi risponde a molteplici finalità:

– rendere l’amministrazione trasparente, attraverso la diffusione delle informazioni relative al suo funzionamento (ad esempio quelle relative alla spesa pubblica);

– migliorare la qualità della vita dei cittadini attraverso nuovi servizi più aderenti alle esigenze degli utenti;

– nella Società dell’informazione la possibilità di accesso ai dati aperti diventa volano di sviluppo economico attraverso il riuso dei dati in maniera creativa (a questo proposito si pensi ad esempio al mercato in crescita delle applicazioni per piattaforme mobile)

Pensate se lo Stato rendesse pubblico il dato esatto relativo agli stipendi dei parlamentari. Nessuno giocherebbe a sparare al rialzo, o al ribasso.

Come giovane attivista del PD propongo al partito di rendere pubblici i dati e di favorire questo processo nella pubblica amministrazione. Ad esempio, come cittadino se io volessi sapere quanto le scuole pubbliche spendano all’anno per il rinnovo delle licenze non ho possibilità di avere una risposta. Se il dato fosse disponibile, potrei proporre un’azione specifica per favorire il risparmio delle risorse pubbliche nell’acquisto delle licenze software.

3 Open Source

Il primo vero Open è stato quello Source. L’open source è stata una vera propria innovazione, non solo in campo informatico. La filosofia è la condivisione della conoscenza. Infatti l’open source ha come obiettivo quello della diffusione del codice sorgente insieme al software in modo tale che appassionati e programmatori possano modificarne la struttura così da renderlo migliore e più efficace.  Oltre a questo, l’open source potrebbe fare la fortuna di scuole, pubbliche amministrazioni e privati. Difatti si parla di software gratuiti e di qualità. Capisco che la parola gratis è poco usata in questo periodo ma si potrebbero risparmiare milioni di euro. Denaro pubblico esattamente. Qualità a costo zero, o piccoli costi per la manutenzione. Un esperimento andato a buon fine nella pubblica amministrazione pugliese e nelle scuole elementari italiane della provincia di Bolzano. Risparmi del 90%. Inoltre sistemi operativi come Linux sono in grado di funzionare perfettamente in computer vecchi e quindi si eviterebbe la spesa della sostituzione dei computer stessi con computer nuovi. Purtroppo non sono riuscito a recuperare dati sui costi del rinnovo licenze e acquisto di nuovi pc della scuola sarda e della pubblica amministrazione sarda. Ma vi posso fornire un dato che può far riflettere: la società per azioni Tiscali di Renato Soru ha sostituito il software Microsoft Office con  K-Office realizzando un risparmio di 300 mila euro annui. Sicuramente Tiscali ha molti meno computer delle scuole e PP. AA in Sardegna. In un momento di crisi economica dove le aziende chiudono battenti e dove PP. AA. e istruzione si ritrovano con tagli enormi, penso che l’open source potrebbe essere di grande aiuto.

Pertanto, auspico che il PD, attraverso i suoi amministratori, sviluppi le conoscenze sull’open source e le renda praticabili, partendo dal piccolo, ad esempio nelle scuole, nei Comuni, sino ad arrivare alla Regione.

Conclusioni

Riepilogando, propongo di sviluppare connessioni fra gli strumenti open e il lavoro:

–       attraverso l’open source si riducono i costi di gestione per le aziende e si liberano risorse che possono essere impegnate per migliorare i servizi;  

–       attraverso l’open data e quindi della diffusione delle informazioni pubbliche relative ad analisi di mercato, della società, di servizi specifici, si possono individuare gli anelli deboli nel funzionamento dei servizi pubblici. Questi  possono essere colmati con servizi privati, e quindi avrebbe come effetto la creazione di lavoro.

Inoltre, gli strumenti open contribuiscono all’ottimizzazione della spesa pubblica: se un ente pubblico ha già svolto una ricerca e ha prodotto dati su un determinato ambito, questi dati dovrebbero essere resi pubblici e quindi utilizzabili da altri, così da non duplicare la spesa.

Infine, l’open government permette alle amministrazioni e ai governi di collaborare con la società civile rendendola partecipe della gestione della cosa pubblica, attuando così i principi cardine della democrazia: la trasparenza, la collaborazione, la partecipazione.

Chiudo la mia comunicazione con un auspicio: che il partito si faccia interprete degli strumenti open con l’ausilio di noi giovani protagonisti.

Mirko Solinas, intervento per la Conferenza Programmatica, Macomer, 7 gennaio 2012

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One thought on “Il futuro è open | Mirko Solinas per la Sardegna che vogliamo

  1. Questa sì è aria fresca per il dibattito che verrà.
    Un’espressione mi lascia tuttavia perplesso :”l’auspicio che il partito si faccia interprete… e con l’ausilio dei giovani…”Via con queste timidezze;proporre con civiltà,con convinzione e gentilezza sì!Ma l’auspicio sa tanto di delega.Non si abbia timore di imporre alla discussione argomenti come questi, perchè sono necessari all’ammodernamento del paese e a tutte quelle motivazioni puntualmente illustrate da Solinas.

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