Campus universitario area ex Sem | Via libera al primo lotto #opencagliari


Il Consiglio Comunale di Cagliari, confortato dal voto della commissione urbanistica, ha rilasciato all’unanimità il parere preventivo per la rimodulazione dei volumi del progetto per il Campus Universitario nell’area Ex Sem.

Una vicenda che, come tante che gli ultimi decenni hanno interessato la città di Cagliari, sembrava irrisolvibile.

Il Programma Integrato, cosiddetto PI Edilia, relativo all’area “SEM Molini Sardi Spa” compresa tra viale La Playa e le Ferrovie dello Stato fu approvato con delibere del Consiglio Comunale n. 116 del 23 ottobre 2000 (adozione variante urbanistica) e n. 15 del 09 maggio 2003 (opere urbanizzazione e Silos Vecchio) e portò alla stipula di una convenzione che prevedeva:

  • la ristrutturazione del Silos vecchio,
  • la demolizione del molino e del mangimificio (demoliti nel 2005),
  • la riconversione del Silos nuovo in albergo,
  • la realizzazione di due case dello studente,
  • le opere di sistemazione di viale La Playa.

Le motivazioni che hanno legittimato il programma integrato-pubblico privato sono principalmente:

  • la localizzazione strategica dal punto di vista dell’accessibilità (vicinanza con la stazione ferroviaria, il terminal autobus,  parcheggi di scambio e la previsione della metropolitana leggera con il collegamento con il polo universitario di Monserrato)
  • l’accentramento in un unico comparto di un notevole numero di studenti (circa 500 posti letto e la possibilità futura di realizzare  attrezzature di servizio alla popolazione studentesca).

Come a volte capita la politica, nella ricerca del bene maggiore per la collettività, non riesce a trovare un accordo tra i vari enti preposti a realizzare l’opera (ERSU, che nel frattempo è divenuta proprietaria delle aree, Regione e Comune di Cagliari).

Spartiacque della vicenda è l’Accordo di Programma firmato il 28 marzo 2008 tra Presidente della Regione, Renato Soru, e Sindaco di Cagliari, Emilio Floris, per la riqualificazione del quartiere di Sant’Elia, la realizzazione del museo Betile e la realizzazione del Campus nell’ex Sem, secondo il protocollo di intesa tra Comune e Regione dell’agosto 2006, sottoscritto in seguito all’acquisizione delle aree da parte dell’ERSU in seguito a una transazione a sanatoria dei contenziosi in essere.

Il progetto viene affidato all’architetto brasiliano Paulo Mendes Da Rocha, premio Pritzker per l’architettura nel 2006, e prevede oltre ai posti letto servizi aggiuntivi per gli studenti e per la città (auditorium, biblioteca, mensa). Ma il progetto viene bocciato dal consiglio comunale per un mancato rispetto di alcuni parametri urbanistici (la commissione urbanistica si impunta sugli standard per i parcheggi) cui, in caso di opere pubbliche, l’amministrazione può andare in deroga.

Il 24 aprile 2008 avviene un fatto gravissimo per l’iter di realizzazione del Campus: il consiglio comunale non rattifica l’accordo di programma, delegittimando formalmente il sindaco Floris e costringendo Cagliari a rinunciare a 220 milioni di euro messi in campo dalla Regione per interventi strategici di ristrutturazione e trasformazione urbanistica della città.

Da quel momento il Comune di Cagliari e la Regione congelano le decisioni sul Campus, lasciando alla nuova giunta l’onere di attivarsi per trovare in pochi mesi una soluzione per non perdere definitivamente i finanziamenti ministeriali per la realizzazione dell’opera.

Il 23 settembre 2011, sulla spinta della nuova amministrazione comunale, tutte le amministrazioni coinvolte si accordano su una revisione progettuale del Programma Integrato Edilia con il fine di perseguire un generale incremento di qualità architettonica, urbanistica e funzionale dell’intervento, in particolare prevedendo di destinare tutte le volumetrie previste a residenze e servizi per la comunità studentesca e giovanile.

Tramite una convenzione con l’Università degli studi di Cagliari il progetto preliminare di riqualificazione dell’area ex-SEM per la realizzazione della residenza universitaria di viale La Playa è stato affidato a un gruppo di lavoro composto dal Dipartimento di Architettura (responsabili tecnico scientifici prof. ing. Antonello Sanna e arch. Gianmarco Chiri), Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica (responsabili tecnico scientifici prof. ing. Fabrizio Pilo e ing. Emilio Ghiani) e Dipartimento di Ingegneria del Territorio (responsabili tecnico scientifici prof. ing. Corrado Zoppi e ing. Sebastiano Curreli).

La nuova proposta progettuale garantisce un aggiornamento funzionale degli standard previsti per gli alloggi degli studenti, la realizzazione dei parcheggi interamente in due livelli interrati e non in struttura all’interno del comparto, la minimizzazione dell’impegno di materiali non rinnovabili, la massima efficienza energetica, le migliori condizioni per la manutenzione e la gestione dei sistemi edificio-impianto, la qualità e la salubrità dell’ambiente interno.

Nei 22.350 mq del comparto troveranno posto i tre corpi (A1, A2 e B) delle case dello studente per un totale di 500 posti letto e spazi di socializzazione e sale per studio, riunioni e assemblee, la biblioteca che prevede la riconversione del Silos vecchio come archivio e la realizzazione di un corpo intorno per le sale lettura, un auditorium da 360 posti, una palestra con sala coperta e campo polisportivo all’aperto, e una mensa da 350 posti a sedere, dimensionata per 700 pasti.

Scarica qui la presentazione sommaria del progetto.

Con il primo finanziamento del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca di 30 milioni di euro l’ERSU, entro il 31 dicembre, provvederà alla pubblicazione del bando per l’appalto concorso che avrà alla base il progetto preliminare per la realizzazione del primo lotto (edificio A1) della casa dello studente per 240 posti letto.

In questa vicenda mi colpiscono molto le parole del consigliere Alessio Mereu (Riformatori e membro del cda dell’ERSU) che ammette di non aver mai visto in 10 anni attorno a un tavolo tutti i livelli decisionali interessati, dalla presidenza della Regione, al Comune di Cagliari, dall’ERSU alle soprintendenze con il fine di trovare una soluzione che consentisse alla città di Cagliari di dotarsi del campus universitario. A chi si approccia superficialmente al mondo della politica e della pubblica amministrazione sembra scontato che le cose vadano così, ma l’amministrazione della nostra città ha finora spesso raccontato una storia diversa.

Nella capacità di mettere insieme per un fine condiviso, vedo la forza del cambiamento politico che questi primi mesi la giunta guidata da Zedda sta mettendo in atto. Con un lavoro che a volte non è evidente, ma che sta mettendo basi importanti per il futuro.

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6 thoughts on “Campus universitario area ex Sem | Via libera al primo lotto #opencagliari

  1. e quindi Cagliari perderà il privilegio di avere un progetto di Paulo Mendes Da Rocha? se fosse così sarebbe veramente un grande peccato; ogni volta grandi proclami e alla fine l’incarico lo prendono sempre i soliti noti (tanto di cappello ai cari professori di Cagliari, però…). Se Cagliari vuole un ruolo centrale nel Mediterraneo deve aprirsi verso i grandi nomi dell’architettura…

  2. Grazie per la precisazione. La motivazione non inficia il fatto che la mancata ratifica dell’accordo di programma Regione-Comune sia stato un danno inaccettabile per Cagliari. A maggior ragione con la consapevolezza dell’oggi, in cui le risorse pubbliche a disposizione della nostra città sono ancor più scarse.
    E la speranza che finalmente un progetto tanto lungamente agognato possa finalmente vedere la luce.

  3. è falso che la commissione urbanistica nel 2008 abbia bocciato il progetto impuntandosi a negare una possibile deroga agli standard per parcheggi. Nel 2006 il protocollo di intesa firmato tra il Sindaco Floris e il Presidente della Regione Soru auspicava una diminuzione delle cubature previste dal Programma integrato per una migliore distribuzione di verde e spazi di relazione. Da Rocha presentò invece un progetto che prevedeva l’aumento del 40% delle cubature, per cui la deroga sarebbe stata necessaria sugli indici di costruzione e non sugli standard per parcheggio. Tale deroga era peraltro legata a una ventilata (da parte della Regione) possibilità di futura acquisizione delle aree di proprietà delle Ferrovie, acquisizione il cui iter non era mai stato neanche condiviso con le stesse Ferrovie. Tutto questo è agli atti (pubblici) dei lavori della Commissione Urbanistica e del Consiglio comunale e non è un’opinione.
    Massimiliano Tavolacci, ex Presidente della Commissione Urbanistica del Comune di Cagliari

  4. Ciao Matteo, non capisco cosa sia quell’edificio stretto che sorge di fianco al Silo. sai se sarà collegato allo stesso e che funzioni avrà?

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