Amministrazione partecipata: il cantiere Cagliari


A cosa serve la partecipazione?
Serve a riappropriarsi delle conseguenze del futuro. Se i giovani che stanno abbandonando la nostra città percepiscono l’idea che devono arrangiarsi perché non hanno un futuro, le conseguenze sul presente sono devastanti. Sulla partecipazione e sulla fiducia dobbiamo costruire un futuro non radicato negli interessi opachi che dominano la città ma rendendo trasparente la vita pubblica.
Due sono i presupposti fondamentali per un investimento in partecipazione:
1) fornire informazione organizzata, perché una delle tecniche della disinformazione è mettere a disposizione un numero eccessivo di informazioni. L’informazione deve essere fruibile;
2) utilizzare procedimenti di partecipazione costruiti ad hoc.  Ci sono tanti esempi in Italia di buone pratiche partecipative nei tre settori dell’amministrazione cittadina: territorio, servizi e bilancio.

Pietro Ciarlo, professore ordinario di diritto costituzionale

Il Comune di Cagliari sono i cittadini: non c’è il “Comune”  da una parte e i cittadini dall’altra.  Nostra missione è educare i cittadini ad essere cittadini.
La città deve fare proprie le esigenze di tutti, per questo stiamo lavorando su due aspetti:
1) cosa può fare l’amministrazione per i cittadini;
2) cosa possono fare i cittadini per l’amministrazione.
I cittadini non sono un costo per l’amministrazione ma sono una preziosa risorsa di esperienze che possono essere messe a disposizione della città. Stiamo studiando una modalità partecipativa allargata attraverso la rete con una sperimentazione che prevede di lanciare i temi importanti per la città e cogliere proposte e sollecitazioni dei cittadini attraverso l’identificazione di chi partecipa. Centrale è far capire quanto è importante il contributo, anche critico, di ciascuno creando uno strumento che consenta di condividere le idee, elaborare i dati e svilupparli insieme.

Paola Piras, vicesindaco di Cagliari e
professore ordinario  di diritto amministrativo

Come hanno ricordato all’iniziativa del Partito Democratico “Cagliari in Movimento” sia professor Ciarlo che la vicesindaco Piras la partecipazione non si può improvvisare. Esistono tecniche, strumenti e esperienze importanti anche in Italia di processi inclusivi e politiche pubbliche partecipate. Primo passo è conoscere in quali circostanze è convenente avviare un processo inclusivo, come individuare partecipanti, promotori e facilitatori, quali sono gli approcci, i metodi e le tecniche a disposizione per l’ascolto, l’interazione costruttiva e la gestione dei conflitti, che cosa possiamo aspettarci e come possiamo valutare i risultati raggiunti. Per questo è molto utile la lettura del manuale “A più voci” a cura di Luigi Bobbio che potete scaricare gratuitamente. Cagliari sta viaggiando in questa direzione.

Scarica il manuale “A più voci” a cura di Luigi Bobbio

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