Nuovo impegno nel PD, l’appello del sindaco di Sassari Ganau


A livello nazionale stiamo assistendo all’epilogo dell’era Berlusconi, epilogo peraltro non scontato ma legato alla capacità del centrosinistra e del Partito Democratico di essere percepiti come alternativa e prospettiva credibile durante la fase del governo Monti.

A livello regionale il peggior governo della storia dell’Autonomia suscita sempre maggiori contestazioni e viene valutato ormai dalla stragrande maggioranza dei Sardi come inadeguato ed incapace a dare le risposte attese.

La recente manifestazione di Cagliari in occasione dello sciopero regionale del 11 novembre, che ha portato in piazza oltre 60.000 persone ne è la testimonianza più evidente.

Eppure di fronte ad una evidente sfiducia nella coalizione di centro destra, il Partito Democratico ha difficoltà a venir percepito come alternativa credibile e ha difficoltà a raccogliere un largo consenso su cui costruire l’alternativa di governo.

Purtroppo nel partito, ancora oggi, prevale all’azione politica quotidiana una attenzione a temi interni, sempre più lontani dalla realtà vissuta dai cittadini, lontana dagli interessi dei più, che ha come risultato di allontanare militanti delusi e i tanti cittadini che cercano in altre forme organizzate e spontanee gli spazi per poter dire la loro e farsi sentire.

Il Partito in Sardegna è imbalsamato in logiche che fanno capo a pochi capi-corrente, che decidono alleanze e divisioni non su convergenze o divergenze di linea politica ma su temi che al massimo riguardano vecchie logiche di potere quasi sempre in funzione esclusiva di posizionamenti elettorali futuri. Tenendo sotto scacco i segretari di turno ed impedendo di fatto il confronto vero e lo sviluppo delle politiche, pur in presenza di forti volontà di superamento di logiche correntizie e di costruzione del Partito Democratico.

Così è stato recentemente con l’uscita di pezzi (correnti/componenti) dalla maggioranza dove nessuno è in grado oggi di indicare le divergenze “politiche” e dove l’unica cosa che si è capita è che c’era un qualche interessamento alle nomine in qualche Ente. Argomento che storicamente causa le maggiori divisioni e porta a un falso confronto interno sempre più chiuso e sempre meno leggibile all’esterno.

Sarebbe ora di assumere una volta per tutte su questo argomento la responsabilità politica lasciando reale libertà di scelta alle figure deputate per legge alle nomine, per esempio i sindaci e i presidenti di Provincia, che rispondono direttamente agli elettori di eventuali scelte sbagliate e semmai svolgendo un ruolo che favorisca l’individuazione di figure di alta professionalità e elevata capacità specifica.

Sarebbe ora di comprendere che, di questi tempi, il consenso non si ottiene posizionando ai vertici gli “amici” ma facendo funzionare con efficienza i servizi dell’Ente mediante figure professionalmente capaci.

Oggi finalmente si è avviato un percorso di confronto sui programmi, iniziato a Baradili che dovrà portare ad un aggiornamento e ridefinizione delle linee ed auspicabilmente ad una ridefinizione degli schieramenti interni sulla base di posizioni politiche leggibili. Solo un confronto franco sui temi della politica e sui nodi del futuro della nostra Regione può creare le condizioni per un rilancio del Partito ed un avvicinamento alle cose quotidiane dei cittadini. È perciò necessario che tale percorso sia portato a termine e non lasciato, come d’abitudine, in sospeso o peggio si concluda con falsi unanimismi legati a equilibri non basati sulla chiarezza delle posizioni in campo.

Partito ed Enti locali

Anche negli Enti Locali dove governiamo, spesso gli amministratori sono lasciati soli a sviluppare le politiche, spiegarle ai cittadini, realizzarle e difenderle. Riteniamo che questa logica sia lontana dal corretto rapporto tra partito/cittadini/amministratori e che questo in gran parte dipenda dal fatto che spesso mancano le strutture di base (i circoli) e dove queste sono presenti continuino spesso a funzionare come strumenti di “corrente” (sensibilità/componente) piuttosto che come organismi di confronto e di apertura verso l’esterno.

Crediamo sia giunto il momento di riprendere con l’iniziativa politica il confronto con i cittadini. Non servono corse al tesseramento pre-congressuale ma iniziative che aprano al confronto ed al consenso. A livello di Enti locali queste azioni servono per primi agli amministratori che possono confrontarsi, correggere e migliorare le azioni grazie all’opera di mediazione che è propria dei partiti. Questo è l’unico vero strumento che crea il consenso anche elettorale.

Crediamo anche che vada migliorato il rapporto ed i collegamenti tra le politiche locali ed i rappresentanti del Centro Sinistra e del Partito Democratico nel Consiglio Regionale e nelle Assisi Nazionali che oggi può essere giudicato inesistente o comunque limitato alle rare iniziative generali, che troppo spesso coinvolgono solo “pezzi” di partito.

I Circoli i cittadini

Riteniamo sia giunta l’ora di richiamare tutti i militanti ad un nuovo impegno e che la costituzione dei circoli non possa essere vincolata a regole che di fatto ne impediscono l’attività e piena visibilità.

Il Pd deve prima di tutto essere percepito come spazio aperto al confronto e disponibile per tutti coloro che si vogliono impegnare anche su singoli temi.

Vanno superate le logiche finto-territoriali che dopo anni di prova risultano in realtà rappresentanze di parte con organismi dirigenti mai completati.

Il problema non è limitare la nascita dei circoli ma semmai l’esatto contrario,favorirne la crescita e le attività. Oggi le aggregazioni dei cittadini sono spesso legate ai particolari e non necessariamente ad un impegno generale e quindi ben vengano iniziative di confronto sulle diverse aree tematiche ed eventualmente in forma di forum coordinato dagli stessi circoli.

Si pensi a quanto poco hanno trovato spazio nelle discussioni generali del partito ed anche nelle iniziative specifiche, temi che hanno caratterizzato nell’ultimo anno, movimenti importanti come quello della scuola ed anche della gravissima crisi industriale del nostro territorio.

Il coinvolgimento degli elettori deve essere riferimento continuo con iniziative aperte promosse a livello centrale e periferico, oltreché con l’uso delle primarie nelle scelte elettorali per l’individuazione dei migliori candidati, con consultazioni anche sui temi e sulle scelte portanti di politica locale.

Questo è il modo di far crescere il partito, di svolgere il ruolo che gli è proprio ed anche di dare autorevolezza nel rapporto con le coalizioni che non possono essere basati solo, sui pur importanti, rapporti numerici elettorali.

Prendere atto della non efficacia ed addirittura dell’inutilità del partito in questo momento, come testimoniano anche le recenti tristi esperienze di nomina dei vertici degli organismi di rappresentanza degli Enti Locali (ANCI, UPS, CdAut), è il primo necessario passo perché pratiche di accordo di parti del partito addirittura con i nostri avversari politici non solo non diventino la regola ma siano definitivamente sostituite dalla definizione di un campo di regole condivise e rispettate da tutti come primo momento per stare insieme.

Sassari, la città

Sulla città di Sassari e sul suo territorio esistono temi su cui è necessario il confronto e l’approfondimento ad iniziare dai temi della crisi industriale e dei nuovi modelli di sviluppo, sui temi ambientali e sullo sviluppo equilibrato e sostenibile della città, solo per citare alcuni. L’Amministrazione su questi temi si à espressa, il partito lo deve fare. È sul confronto che si costruiscono maggioranze e minoranza vere e sopratutto leggibili e comprensibili agli elettori.

Per questo facciamo appello a tutti coloro che lo vorranno per un nuovo IMPEGNO DEMOCRATICO secondo un metodo che porti ad aggregazioni sui contenuti e non sulle persone.

Questa è la strada per un partito di riferimento ampio che trova equilibrio tra la sua struttura che promuove ed accoglie le iniziative e si apre all’esterno e ai tanti cittadini che hanno voglia di confrontarsi e di dire la loro non solo al momento delle primarie, strumento che deve essere utilizzato anche nelle prossime scelte elettorali per selezionare i candidati migliori e più rappresentativi. Per un partito che sa valorizzare le nuove classi dirigenti e sa rinnovarsi veramente.

Gianfranco Ganau

Gianni Carbini

Salvatore Demontis

Dolores Lai

Stefano Perrone

Nicola Sanna

Monica Spanedda

Gavino Zirattu

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