Piste ciclabili a Cagliari | odg su mobilità ciclopedonale e priorità per l’area vasta | POR 2007/13


A Cagliari tutti vogliono le piste ciclabili! Ottima notizia per chi da tempo sostiene la mobilità sostenibile: il Consiglio Comunale di Cagliari ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno sulle priorità del programma POR 2007/2013 relativo alla mobilità ciclopedonale nell’area vasta di Cagliari. Con 33 voti favorevoli su 33 e dopo un’ampia discussione consiliare vengono confermati i seguenti indirizzi proposti dalla Commissione Trasporti.

Premesso:

che l’Assessorato Regionale alla Programmazione ha recentemente stanziato 5,8 milioni di euro per la mobilità ciclabile nell’area vasta di Cagliari, di cui 2,1 milioni circa per la città di Cagliari;

Considerato:

che per poter accedere ai suddetti finanziamenti è necessario che i relativi progetti, immediatamente cantierabili, siano presentati nella prossima riunione tra la Provincia e i 16 comuni dell’hinterland cagliaritano, prevista per la metà di novembre, per poter sottoscrivere l’accordo di programma tra le suddette amministrazioni, affinchè, entro il mese di marzo 2012, possano essere attivate le procedure per l’espletamento delle relative gare d’appalto;

che i criteri indicati dalla Regione per il finanziamento delle opere sono i seguenti:
– cantierabilità;
– costo chilometrico;
– numero utenti serviti;
– numero presenze turistiche;
– utenza studentesca servita.

Tutto ciò premesso e considerato:

con il presente ordine del giorno il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta, sulla base dei criteri summenzionati ed in ragione delle risorse disponibili, nella prospettiva di privilegiare gli interventi più funzionali ed economici, in funzione della connessione con i comuni dell’hinterland, a presentare tramite i propri uffici amministrativi competenti, per la predetta riunione della metà di novembre p.v.,  quali interventi prioritari e strategici per il programma in oggetto, oltre a quelli già presenti nel PUM:

  • il completamento funzionale dell’esistente pista ciclopedonale lungo il canale di Terramaini, con i relativi collegamenti ciclopedonali ai quartieri di Pirri (Parco di Terramaini-ex Vetreria), Genneruxi (via San Salvatore da Civita e via dei Conversi) ed Amsicora (via dei Salinieri) finalizzati a rendere accessibile ai suddetti quartieri e al resto della città il compendio del Parco Molentargius – Saline – Poetto;
  • la pista ciclabile lungo la via di Conversi, complementare agli obiettivi esposti al punto precedente;
  • la pista ciclabile tra piazza Matteotti, Marina Piccola e il lungomare Poetto, funzionale a collegare il Centro Intermodale naturale di piazza Matteotti con il Poetto;
  • la pista ciclabile lungo la via Dante tra piazza Repubblica e piazza Giovanni XXIII, atta a collegare le stazioni di bike sharing già presenti nelle due piazze;
  • la chiusura dell’anello da piazza Giovanni XXII a piazza Matteotti attraverso via Liguria, via Campania, via Is Mirrionis, viale Sant’Avendrace e viale Trieste, compreso il tratto di viale Ciusa;
  • l’installazione di nuove stazioni di bike sharing, come previsto dal programma di finanziamento regionale, lungo le nuove piste realizzate e nei punti strategici della città;
  • l’installazione di rastrelliere per le biciclette nei pressi di scuole, impianti sportivi, uffici pubblici, etc;
  • la realizzazione di una campagna di informazione e formazione, che parta dalle scuole primarie e secondarie, rivolta alla promozione e sensibilizzazione alla mobilità sostenibile.

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8 thoughts on “Piste ciclabili a Cagliari | odg su mobilità ciclopedonale e priorità per l’area vasta | POR 2007/13

  1. OBIETTIVI E PROPOSTE PER LA CICLABILITÀ CAGLIARITANA
    Nelle città a misura d’auto, le persone percepiscono la bici come un mezzo insicuro. Nelle città bike friendly i ciclisti si sentono invece a proprio agio, le strade considerano la loro presenza e sempre più bici circolano in città. Le statistiche dimostrano la validità del principio safety in number: la sicurezza dei ciclisti migliora con l’aumento del loro numero (cfr. ECF Road Safety Charter, 2010). Gli interventi per facilitare gli spostamenti a piedi e in bicicletta devono diventare parte integrante della progettazione infrastrutturale e della mobilità urbana (cfr. Libro Bianco UE Towards a competitive and resource efficient transport system, 2011). Per evitare esercizi teorici, sui quali non è difficile trovare accordo, alla nuova Amministrazione comunale chiediamo di dedicare un’attenzione specifica, concreta, continuativa ed urgente alla mobilità ciclistica.

    Premessa:
    La prima domanda: la ciclabilità è risorsa o mero accessorio?
    La bici è un paradigma della mobilità sostenibile, che abbraccia molti temi rilevanti per la desiderabilità della vita in città: mobilità, ambiente, salute, urbanistica, tutela del paesaggio, efficienza energetica, qualità dello spazio pubblico… Se si vuole una città per le persone, e non per le auto, la bicicletta deve essere considerata una risorsa ed è parte della soluzione, non del problema. Il tema è politico ancor prima che tecnico.

    Condividere una visione:
    L’obiettivo da perseguire è quello di una permeabilità diffusa alla bici, in sicurezza: la bicicletta deve poter andare ovunque, salvo dove è espressamente vietato (autostrade, strade urbane a 70 chilometri all’ora, e pochi altri casi); nelle aree urbane deve essere sostenuta e privilegiata la circolazione delle bici e dei mezzi pubblici, mentre deve essere scoraggiata la circolazione dei mezzi motorizzati privati. La raggiungibilità di questo traguardo di accessibilità e continuità di rete non richiede anni e decenni, né investimenti impossibili e risorse infinite. Ma dipende invece sicuramente dalla volontà di perseguirlo. Questa priorità deve essere esplicitamente assunta dalla nuova amministrazione comunale, ad ogni livello, e condivisa con la struttura tecnico-amministrativa del Comune, anche attraverso l’accettazione consapevole del principio safety in number, sopra citato.

    Proposte generali per un’azione amministrativa efficace:

    Offerta di ciclabilità: gli ingredienti della ricetta:
    E’ sbagliato ostinarsi ad affermare che, per far circolare le bici, occorre costruire piste ciclabili. Tutte le migliori esperienze insegnano invece che una buona ciclabilità deriva da un mix di ingredienti, dove nessuno prevale nettamente sugli altri per importanza.

    Così, è necessario occuparsi:
    a. della mobilità (moderazione del traffico; corsie e piste ciclabili, essendo le prime interventi di sola segnaletica, le seconde invece caratterizzate da una infra-strutturazione fisicamente separata; uso dei marciapiedi; doppio senso per le bici in sensi unici per i mezzi motorizzati; uso delle corsie riservate ai mezzi pubblici; linee d’arresto avanzate; segnaletica direzionale);
    b. della sosta (parcheggi e attrezzature);
    c. della intermodalità con il trasporto pubblico (possibilità di utilizzo combinato della bici con i mezzi di trasporto collettivo, e di interscambio tra bici e mezzi pubblici);
    d. della sicurezza (security e safety; manutenzione costante; campagne info-formative; educazione stradale e cultura della sicurezza, anche con il coinvolgimento della polizia locale; contrasto al furto di bici; interventi su binari dismessi, strade dissestate, incroci pericolosi, rotatorie; verifica del corretto ripristino in tutte le aree destinate al transito ciclistico interessate da esecuzione di lavori, quali: scavi per interramenti o posa di canalizzazioni, riporti, aree di cantiere, etc.);
    e. dei servizi (bike sharing, bici-stazioni, parcheggi custoditi, centri di noleggio, velo-taxi, infopoint, cartografia, pubblicazioni, mobility management, etc.).
    Rispetto a tutti i punti sopra elencati, è necessario poter disporre da subito di una “fotografia” fedele della situazione esistente (es. la quota di mobilità ciclistica attuale, una mappa aggiornata della ciclabilità, dati sull’incidentalità, etc.) per decidere le azioni prioritarie, monitorandone gli effetti nel tempo.

    Domanda di ciclabilità:
    Nondimeno, è opportuno agire anche sul lato della domanda. In collaborazione con i mobility manager d’area, aziendali e scolastici, realizzazione di:
    a) campagne generali e mirate di promozione della mobilità ciclistica;
    b) progetti casa-scuola;
    c) progetti casa-lavoro. Regolare attivazione di adeguati strumenti di conoscenza dei flussi di traffico (es. indagini origine-destinazione).

    Continuità:
    Per garantire l’efficacia degli interventi occorre un metodo, che veda la bici come parte del processo sin dall’inizio di ogni progetto. Ed è necessaria l’azione, con un approccio pragmatico che sappia trovare le soluzioni ai problemi in una logica di miglioramento continuo.

    Spazi di democrazia partecipata:
    Promozione di un dialogo costante con le rappresentanze degli utenti, anche attraverso incontri intersettoriali.Definizione (e verifica periodica) degli obiettivi di crescita della quota ciclistica nella ripartizione modale degli spostamenti. Obiettivi della Carta di Bruxelles: mobilità in bici (cd. modal split) pari ad almeno il 15% del totale e dimezzamento degli incidenti ai ciclisti entro il 2020. Costituzione di un Ufficio della Mobilità Ciclistica.

    Integrazione:
    La programmazione e la realizzazione degli interventi da parte del Comune di Cagliari devono mirare al coordinamento con le reti di ciclabilità dei Comuni limitrofi nell’ambito del Piano provinciale, con particolare attenzione verso quei collegamenti che, situati in zone dense dell’area cagliaritana, oltre ad un interesse cicloescursionistico rivestono anche un’importante funzione per la mobilità quotidiana.

    Contenuti specifici:
    1. Piano della Mobilità Ciclistica
    È indispensabile che Cagliari si doti al più presto di un Bike Master Plan, espressione della volontà e della visione dell’Amministrazione sui temi della ciclabilità, con individuazione di obiettivi e priorità. Evidenziamo l’opportunità, anche per evitare inutili dispersioni di energie e risorse, di partire dal documento già predisposto nel 2008 dagli uffici comunali, completo di allegati (Abaco degli interventi, Piano dei servizi, etc.), procedendo alle appropriate revisioni, integrazioni e aggiornamenti, e conferendo finalmente ad esso il carattere ufficiale che era mancato alla precedente versione.
    2. Interventi a breve termine (da realizzarsi entro il 2011)
    a. Promozione dei 30 km/h come standard di velocità limite in area urbana, iniziando ad adottare il provvedimento di moderazione del traffico “strada 30 km/h” su tutti i controviali della città e nelle zone “sensibili”, come gli ambiti scolastici.
    b. Installazione diffusa di attrezzature idonee per la sosta delle bici, a partire dai principali luoghi attrattori (scuole, università, ospedali, uffici pubblici, stazioni ferroviarie, fermate del trasporto pubblico, nodi intermodali, etc.).
    c. Accessibilità dei mezzi pubblici: estensione del trasporto bici (possibilmente gratuito) in metropolitana e sui tram negli orari “di morbida”.
    d. Utilizzo regolamentato dei marciapiedi. Valutazione selettiva dei casi di possibile applicazione dell’art. 39 del CdS e Regolamento del CdS art. 122, 9c, (“pista ciclabile contigua al marciapiede” e “percorso pedonale e ciclabile”), con la prevista segnaletica.
    e. Utilizzo regolamentato dei corsia preferenziali. Valutazione selettiva dei casi di possibile applicazione dell’art. 6c. 4b-c e Art. 7c.1° con la prevista segnaletica.
    3. Interventi a lungo termine (estensione all’intera durata del mandato amministrativo)
    a. Regolare consultazione dell’Osservatorio Utenze Deboli, con il coinvolgimento delle rappresentanze degli utenti delle strade, inclusi ciclisti, pedoni e disabili.
    b. Rimozione dei binari dismessi: occorre pianificarne la rimozione, prima che la Sovrintendenza li dichiari… patrimonio storico della città.
    c. Rafforzamento del bike sharing, sviluppandone l’estensione dopo il completamento del progetto iniziale.

  2. Associazione Amici della bicicletta. Per una mobilità sostenibile

    Osservazioni su Ordine del giorno del Consiglio Comunale di Cagliari
    sulla Mobilità Ciclopedonale

    Il giorno 9/11/2011 il Consiglio Comunale di Cagliari ha approvato all’unanimità l’Ordine del giorno “Priorità sul programma POR 2007/2013 relativo alla mobilità ciclopedonale nell’area vasta di Cagliari “.
    L’Odg impegna il Sindaco e la Giunta – sulla base di criteri indicati dalla Regione Sarda e in ragione delle risorse disponibili circa € 2.1 ml. – a privilegiare gli interventi più funzionali ed economici in funzione della connessione con i Comuni dell’hinterland.
    L’ Associazione “ Amici della bicicletta “ di Cagliari rileva che il citato Odg esprime indirizzi per un piano organico di realizzazione di infrastrutture per la mobilità sostenibile, consistente in sintesi in:
    1) Recupero di piste ciclabili non fruibili nella viabilità del Comune di Cagliari (pista sul canale di Terramaini)
    2) Realizzazione di piste ciclabili a Cagliari
    3) Potenziamento del bike sharing
    4) Installazione di rastrelliere per le bici
    5) Campagna di informazione e promozione della mobilità sostenibile.
    presso le scuole.
    I cittadini/ciclisti di “Amici della bicicletta” , favorevolmente sorpresi, accolgono con soddisfazione l’ iniziativa del Consiglio Comunale di Cagliari e auspicano che fra i punti da portare al tavolo dell’area vasta di Cagliari si realizzino con priorità assoluta a) il percorso più importante e determinante per gli spostamenti in bici in città (la cosiddetta pista n.1) e b) il cosiddetto “anello” attorno al Centro storico.

    – la pista n.1 (al 3° posto fra le priorità dell’odg) per arrivare al Poetto parte dal centro intermodale più importante di Cagliari, Piazza Matteotti, dove convergono i treni delle Ferrovie dello Stato e i pullman dell’ARST e del CTM, dove attraccano le navi passeggeri e quelle delle crociere, per di più un punto centrale rispetto all’attraversamento della città dalle SS 130 e 131 e il Poetto.
    L’Odg cita, in proposito, solo i punti di partenza e di arrivo, senza alcun dettaglio sulle strade toccate. Trattandosi di un atto di indirizzo, forse non ci si è voluti addentrare in dettagli tecnici, ma a noi – che abbiamo esperienza diretta e conoscenza dei problemi connessi alla viabilità ciclistica – sembra importante fare alcune osservazioni proprio nel merito delle scelte sull’itinerario.
    Per noi è chiaro che la pista che parte da Piazza Matteotti deve seguire il percorso più diretto e attraversare via Roma, viale Diaz e viale Poetto, per arrivare così a Marina Piccola. Intendiamo riferirci al fatto che – per essere fruibili e non essere ignorate – le piste urbane devono privilegiare i percorsi più brevi. Altra cosa è se si tratta di percorsi prettamente turistici. Ogni altra soluzione per arrivare all’inizio del Poetto (prospettata nel passato in via teorica dalle vecchie Amministrazioni) allungherebbe sensibilmente il percorso con la conseguenza che chi si sposta in bicicletta lo trascurerebbe in favore di uno più breve.
    Del resto, le condizioni della via Roma, della Viale Diaz, di Viale Poetto sono certamente favorevoli, in quanto sono abbastanza larghe da ricavare una corsia per le biciclette, senza trascurare il fatto che il percorso, di 4 Km., è tutto pianeggiante ( punto più alto Ponte Vittorio).

    Certo, occorre la volontà politica, per fare certe scelte (volontà che non c’è stata nel passato, nonostante che già nel 1994 il Consiglio Comunale di Cagliari avesse approvato all’unanimità un Odg appoggiato da 5000 firme di cittadini che chiedevano alla Giunta Delogu 1 di costruire la pista ciclabile denominata qui N.1. Ora l’Associazione “Amici della Bicicletta” con una petizione chiede ancora di ricavare le piste ciclabili dentro la città, in attuazione del programma del sindaco Zedda.

    Perciò abbiamo presentato al Presidente del Consiglio Comunale di Cagliari e alla Commissione consiliare Viabilità le prime 1300 firme raccolte non solo fra i ciclisti ma anche fra i cittadini che attualmente si spostano in città in auto ma che vorrebbero potersi spostare in sicurezza in bicicletta.
    Pensiamo che finalmente si possa iniziare a realizzare anche per i cittadini di Cagliari l’inserimento in città del mezzo di locomozione più veloce fra tutti quelli in circolazione.

    Ma un altro punto dell’Odg ci pone degli interrogativi e ci lascia perplessi:
    – al punto 1 dell’Odg, che cosa si intende per ” i relativi collegamenti ” “dell’esistente pista ciclopedonale lungo il canale di Terramaini” con Genneruxi, e con l’Amsicora e il Parco Molentargius?
    Vogliamo sperare che non si intenda che questi collegamenti vengano realizzati con dei sottopassi dell’Asse mediano, come sembra dalla proposta di certi progetti; a nostro avviso sarebbero troppo dispendiosi economicamente e poco funzionali, come ci insegna la storia dei sottopassi della litoranea per Flumini di Quartu, dove i
    sottopassi ( 6) sono diventati ricettacolo di rifiuti, quindi sono stati chiusi e trasformati in fioriere.

    L’impegno dichiarato della nuova Amministrazione per una mobilità sostenibile ci fa ben sperare, poiché dietro all’ordine del giorno del Consiglio c’è il lavoro della Commissione, l’impegno diretto dell’Assessore e dell’Assessorato, con la partecipazione attiva delle cittadine e dei cittadini organizzati.

    Gli Amici della bicicletta sono disponibili a dare un fattivo contributo che aiuti a favorire una mobilità sostenibile, rispettosa innanzi tutto delle persone, a cominciare dai pedoni e dai ciclisti.

    Per l’Associazione Amici della bicicletta.

    Salvatore Lobina
    Andrea Olla
    Franco Pilo
    Diego Podda

    Cagliari 18 Novembre 2011

    .

  3. La prossima settimana ci sarà il tavolo con i 16 sindaci dell’area vasta per decidere insieme sulle priorità, tenendo conto dei principi sopraesposti, in modo da sottoscrivere l’accordo di programma affinchè, entro il mese di marzo 2012, possano essere attivate le procedure per l’espletamento delle relative gare d’appalto. Se tutto va bene la prossima estate potremo andare al Poetto in bicicletta

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