Mozione sul campo nomadi sulla 554


Arriva in Consiglio Comunale il dibattito sul futuro del campo nomadi sulla 554 grazie all’iniziativa dei consiglieri Chessa (UDC) e Casu (Psd’az) che presentano una mozione corredata da un video che illustra le situazioni trovate durante il sopralluogo effettuato. Dopo un dibattito in cui non sono mancati interventi fuori luogo e palesemente razzisti (sentir citare da Fuoco (Fli) la “deportazione di Dachau”  e da Farris (Pdl) “l’occupazione manu militari di piazza Deffenu da parte delle badanti ogni domenica e di piazza San Domenico da parte dei Filippini”) la maggioranza della commissione Politiche Sociali  presenta il seguente emendamento che viene approvato con 24 voti favorevoli, 7 contrari e 1 astenuto.

EMENDAMENTO ALLA MOZIONE SUL CAMPO NOMADI

 PREMESSO CHE:

  • Il campo predisposto come area di sosta per le popolazioni nomadi è stato inaugurato nel mese di Settembre del 1995, ed è posizionato in un’area periferica del Comune di Cagliari, ai margini del quartiere di Mulinu Becciu, limitrofa alla strada statale 554;
  • Contrariamente alla sua stessa definizione ed alle finalità con le quali era progettato ed allestito, il campo è diventato la residenza permanente di molte persone. Ospita attualmente 28 famiglie censite, anche se ufficiosamente ne risultano presenti 33;
  • I residenti del campo sono circa centocinquanta – di cui ottanta bambini – e sono suddivisi in due gruppi, afferenti alle famiglie Ahmetovic e Sulejmanovic, distribuiti su 33 piazzole non ben determinate;

In un recente sopralluogo effettuato congiuntamente dalle Commissioni Consiliari Permanenti delle Politiche Sociali, dei Lavori Pubblici e dei Servizi Tecnonologici si è riscontrato che:

  • I residenti del campo vivono in costruzioni precarie ed inadeguate, in parte realizzate con materiali di risulta, ivi compresi eternit e altri materiali dannosi per la salute umana;
  • La situazione igienico-sanitaria appare grave e pericolosa, data la presenza di cumuli di pattume parzialmente bruciato ed emanante odori nauseabondi percettibili a distanza che attira ratti ed altri animali nocivi; oltre ai rifiuti organici sono presenti rifiuti inorganici, con parti meccaniche, residui di apparecchiature elettroniche e depositi di fili elettrici e di rame plastificato;
  • I servizi igienici presenti nel campo sono parzialmente demoliti e in totale disuso e gli impianti idrici ed elettrici sono privi di qualunque sistema di sicurezza; e singole famiglie non hanno mai avuto la possibilità di usufruire di servizi individuali;
  • Il consumo di acqua potabile appare del tutto ingiustificabile rispetto al numero delle utenze presenti;
  • Quasi ogni sera si originano dei grossi fuochi, creati per la pulizia dei fili elettrici e per il recupero del rame interno, la cui vendita a peso rappresenta una fonte di reddito per parte delle famiglie residenti. Questi fuochi sprigionano fumo e tossine, e sono la principale causa delle contestazioni popolazione del circostante quartiere di “Mulinu Becciu”; spesso i fuochi richiedono inoltre l’intervento delle squadre dei vigili del fuoco di Cagliari.

CONSIDERATO CHE:

  • Nonostante la spesa di cifre notevoli di denaro pubblico per la realizzazione dei diversi interventi per la manutenzione ordinaria e straordinaria e per e la messa in sicurezza del campo nomadi, la situazione appare oramai compromessa ed insostenibile da tutti i punti di vista;
  • La vita delle persone inserite nel campo appare al di sotto degli standard accettabili per la nostra comunità. L’integrazione fra comunità rom e il resto della città è scarsissima, e nei 15 anni trascorsi dalla creazione dell’area sosta ad oggi non vi è stato miglioramento alcuno, ma anzi un acuirsi complessivo della situazione di degrado sopra descritta;
  • Appare perciò necessario definire una “strategia di uscita” che porti a definire l’obiettivo del superamento dell’idea stessa di campo, e che vada nel medio periodo a costruire dei percorsi di sviluppo della comunità dei cittadini rom residenti a Cagliari, tale da dare concrete prospettive di inserimento sociale e lavorativo alle famiglie ed ai singoli, con particolare riferimento ai giovani ed ai giovanissimi;
  • Nella definizione di una strategia progettuale di ampio respiro si ritiene fondamentale ed imprescindibile riuscire a creare un rapporto di effettiva collaborazione con la comunità rom, in un’ottica di rispetto reciproco e di riconoscimento condiviso di un quadro di riferimento fatto di regole, opportunità e doveri.

 Si impegnano il Sindaco e gli Assessori competenti a:

  • Coinvolgere le autorità competenti al fine di trovare una o più aree dove andare a realizzare un nuovo insediamento e consentire il trasferimento delle famiglie appartenenti ai due gruppi, avendo cura di creare due insiemi autonomi fra loro;
  • Realizzare il nuovo insediamento in collaborazione con la comunità, anche attraverso progetti di autocostruzione, finalizzati a un processo di inclusione sociale, attraverso idonee forme contrattuali di impegno lavorativo per la creazione e la gestione dello stesso, assegnando piazzole alle singole famiglie, con contatori autonomi e con contratto di comodato d’uso che prevedono clausole rescissorie in caso di inadempienze nella gestione delle stesse;
  • Definire un progetto di “sviluppo di comunità” per favorire l’empowerment e la responsabilizzazione della comunità rom cagliaritana. Suddetto progetto dovrà comprendere attività atte a favorire l’inserimento dei minori nel sistema educativo, l’individuazione di percorsi formativi e professionali che portino alla creazione di sbocchi occupazionali anche attraverso la creazione d’impresa, la definizione di percorsi individuali o di singoli nuclei familiari che definiscano le prospettive di ognuno. Attenzione dovrà essere dedicata, inoltre, a occasioni di incontro e conoscenza fra la comunità rom ed il resto dei cittadini cagliaritani.
  • Costituire un “Comitato Istituzionale di garanzia del campo”, composto dai rappresentanti dei servizi sociali, da un delegato della polizia municipale, da un rappresentante della ASL, da un rappresentante della Amministrazione Provinciale, un rappresentante della pubblica istruzione e da una rappresentanza paritaria di cittadini nomadi, che abbia il compito di ridefinire il quadro di regole attraverso il quale gestire la vita interna del campo;
  • Nelle more dell’individuazione delle aree da destinare ai due nuovi insediamenti, realizzare la pulizia e la messa in sicurezza dell’area dove attualmente è allocata l’area sosta.
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2 thoughts on “Mozione sul campo nomadi sulla 554

  1. Noto che non c’è stata alcuna considerazione degli operatori volontari, grazie ai quali unicamente si possono constatare gli unici, scarsi, progressi evolutivi in campo scolastico. Spero che si tratti soltanto di una dimenticanza e non di un atteggiamento di sufficienti da parte dei nuovi amministratori.
    La buona volontà c’è. Ma non era difficile fare meglio dei cialtroni che finora hanno gestito la questione. Ora viene il difficile ma è sicuramente questa la strada da percorrere. Coraggio e … civiltà!

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