URBANISTICA | Intervento sul piano attuativo in zona Fangario


Le pratiche urbanistiche sono tra le più delicate da affrontare in Consiglio Comunale. Ci siamo trovati finora ad analizzare le ultime eredità lasciate dall’attuale opposizione che non era riuscita a chiudere la scorsa consiliatura. E, purtroppo, ancora per un po’ di mesi continueremo a farlo: ci sono tante “polpette avvelenate” che la scorsa maggioranza non ha avuto la capacità di affrontare e che ora noi ci troveremo ad affrontare.

È il caso della delibera analizzata ieri in consiglio comunale con una lunga discussione (a tratti surreale).

Dopo il rinvio di una settimana è arrivata in aula la proposta di adozione del piano attuativo in zona Fangario, tra la SS 131, la via dell’Agricoltura e il confine comunale di Elmas. La deliberazione di giunta n. 70 del 28.03.2011 è piuttosto chiara ed è stata presentata da Andrea Scano, dall’assessore Frau e dall’ingegner Manis, funzionario dell’assessorato convocato dall’opposizione per avere maggior contezza di quanto ci si appresta a votare. Si tratta di una lottizzazione di 8 ettari e mezzo per 600 nuovi residenti che insiste su una zona sensibile dal punto di vista paesaggistico e idrogeologico per la presenza del Rio Fangario.

Grande è il mio stupore nel sentire i primi 5 interventi in aula (sia di opposizione che di maggioranza) titubanti rispetto al voto, che propongono proporre una sospensione di giudizio in attesa di “maggiori elementi”. Diversi consiglieri parlano di una delibera “pasticciata” in cui in particolare non è sicura la sussistenza della “non interclusione”, nonostante il chiarissimo parere a riguardo rilasciato dai tecnici della Regione.

Dallo studio della pratica e soprattutto dalla lettura dei pareri espressi sia dalla Commissione Edilizia del Comune che dal Servizio Governo del Territorio e della Tutela Paesaggistica della Regione il parere negativo è inequivocabile. Mi sembra per lo meno azzardato pensare di sconfessare i giudizi dei tecnici e dei professionisti che hanno istruito e valutato la pratica in un dibattito consiliare fatto di impressioni e opinioni personali,

Il piano attuativo ha ricevuto un parere preventivo positivo dal precedente Consiglio Comunale sub condicione, vincolando il parere al fatto che:

  • i proponenti presentassero uno studio e un approfondimento tecnico degli aspetti idrogeologicidiretto a introdurre soluzioni che evitino il verificarsi di eventi calamitosi in caso di piena o esondazione del rio Fangario”;
  • in attesa dell’adeguamento del PUC al PPR (strumento di cui colpevolemte il comune non è dotato), sia accertata l’interclusione del lotto (dimostrando che si intende edificare una porzione di territorio contigua e integrata con l’ambito urbano esistente);
  • venga rilasciata dell’autorizzazione paesaggistica e sia effettuata la verifica di compatibilità con il Piano di Assetto Idrogeologico;
  • risolva alcune problematiche evidenziate dalla Commissione Edilizia.

 Nonostante il progetto sia stato più volte integrato dai proponenti nessuna di queste condizioni è stata soddisfatta come è dichiarato nei pareri ufficiali allegati alla delibera: il Servizio tutela del paesaggio della Regione ha negato il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica e ha stabilito la non interclusione del lotto e la commissione edilizia ha dato parere negativo poiché non sono stato modificato nessuno dei 3 aspetti che erano stati indicati come criticità nel parere preventivo (la continuità tra la zona del verde della lottizzazione e l’adiacente parco delle cave; la predisposizione di soluzioni che rispondessero alle criticità idrogeologiche; la presentazioni di soluzioni di qualità dal punto di vista urbanistico-architettonico), e soprattutto perchè  continuano a mancare gli studi e gli approfondimenti richiesti relativamente agli aspetti idrogeologici.

Nel giorno in cui abbiamo commemorato il giovane Sandro Usai, morto nelle Cinque Terre mentre prestava soccorso a quella parte d’Italia ferita mortalmente dalle alluvioni (e dalle speculazioni edilizie dell’uomo) della scorsa settimana, credo che il voto negativo a questo piano attuativo sia cosciente e motivato, e rappresenti un richiamo alla responsabilità della politica di guidare le scelte di costruttori e progettisti verso il bene della collettività.

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