Cosa succede in Comune | ep. 5


Questa settimana gran parte del lavoro e dell’attenzione è stata rivolta al problema del Campo Rom sulla 554, oggetto di un finanziamento regionale che va in perenzione a ottobre, e per il quale è necessario fare un ragionamento più ampio rispetto alla necessità di spesa dei fondi per un intervento tampone. In aula due giorni di discussione sulle mozioni presentate da maggioranza e opposizione, con alcune prese di posizione importanti come quella sulle politiche per la famiglia presentata dal PD (firmatari Fabrizio Rodin e Davide Carta) e l’ordine del giorno proposto dall’ANCI contro la manovra finanziaria del governo votato dall’aula all’unanimità.

 

lunedì 12_09 | Commissione Politiche Sociali

Audizione Assessore alle Politiche Sociali Susanna Orrù

CAMPO ROM | Occorre intervenire sul Campo Nomadi sulla 554 per le condizioni indecenti in cui vivono i Rom e per i problemi che hanno i cittadini che abitano intorno per i continui incendi provocati dai Rom. Da una parte si sta dialogando con il Servizio Patrimonio per trovare un terreno alternativo. Dall’altra entro ottobre deve essere presentato un progetto per non perdere i fondi regionali stanziati nel 2007 per la ristrutturazione del campo di sosta e transito. Alla base di ogni futuro intervento c’è la volontà politica di arrivare a una progressiva responsabilizzazione dei Rom che dovranno iniziare a contribuire, anche economicamente, per stare al campo. Il contributo sarà anche in termini di manodopera per la costruzione delle nuove case temporanee prefabbricate. Nell’ottica della responsabilizzazione è fondamentale dotare ogni famiglia di un contatore di acqua ed energia elettrica per contabilizzare e pagare la propria utenza, impegnandosi nella pulizia di una parte antistante il proprio lotto.
Dalla Commissione viene la richiesta formale di quantificare quanto oggi costa annualmente il campo nel bilancio del Comune (tra luce, acqua, pulizia, custodia, contributi) e la necessità di aggiornare il regolamento che oggi esiste ma non è affatto applicato e che dovrà essere condiviso con gli stessi Rom, creando un nuovo patto sociale. Il progetto per la risistemazione del campo (già redatto dall’ufficio tecnico in collaborazione con la facoltà di architettura e Ingegneri senza frontiere) sarà analizzato in una riunione tecnica con i dirigenti competenti.

lunedì 12_09 | Incontro pubblico al Circolo Berlinguer

Credo fortemente che si debba ripartire dal confronto nei circoli dei partiti per sanare lo strappo tra i cittadini e la classe politica, perché è dall’ascolto e dalla condivisione delle strategie che può nascere un modo diverso di partecipare alla vita politica cittadina. Per questo è un bel segnale la risposta del quartiere di San Benedetto all’iniziativa del circolo Berlinguer che ha proposto un incontro con Mauro Coni, Assessore alla Viabilità e Traffico, e Barbara Argiolas, Assessore al Turismo e alle Attività Produttive, coordinati da Giuseppe Ortu e Guido Portoghese, presidente della Commissione Trasporti. Coni punta sull’importanza di rendere il trasporto pubblico appettibile, attraverso l’ampliamento della metropolitana leggera in un anello che raccordi tutta l’area vasta, partendo dal collegamento del Policlinico di Monserrato, di Settimo e di Piazza Matteotti in un progetto che non sarà solo di strada ferrata, ma che è occasione per una più complessa riqualificazione urbana. Sui parcheggi la riflessione parte dal sottoutilizzo degli attuali parcheggi sotterranei e in struttura che dovranno essere i parcheggi dei residenti che così libereranno le strade per far spazio a piste ciclabili, corsie preferenziali e parcheggi a sosta rapida. Tra le prossime azioni sull’assetto della viabilità ci sono nel Piano Urbano della Mobilità la pedonalizzazione di via Paoli e via Alghero e la realizzazione della pista ciclabile tra piazza Repubblica e piazza Giovanni XXIII. Il progetto della rotonda di San Benedetto è stato modificato, e migliorato, grazie al dialogo con le associazioni dei cittadini che si sono mobilitate e anche questo credo che sia un ottimo modo di amministrare la città, rendendo fruttuoso l’ascolto finalizzato alla ricerca di soluzioni condivise. Anche per le 3 famose jacarande di via Dante si sta cercando il modo per non doverle spostare, ma a oggi sembra che l’unica soluzione praticabile per motivi di sicurezza della circolazione sia quella che prevede il loro spostamento nella parte iniziale di via Dante verso piazza Repubblica (davanti a Tandem).

Barbara Argiolas, dopo aver descritto la strategia turistica che sta studiando per la destinazione Cagliari che vada oltre la sola sagra di Sant’Efisio e i limiti amministrativi di Cagliari, aprendosi al territorio circostante, parla del piano di valorizzazione dei mercati civici. Dal punto di vista della promozione si sta creando un marchio di qualità dei mercati cittadini e si testerà l’apertura serale, per rilanciare un sistema commerciale messo in ginocchio dai grandi ipermercati.

La voglia di intervenire portando le proprie esperienze e criticità nel dibattito è tanta da parte dei numerosi cittadini che hanno affollato il circolo, e si è sperimentata anche quella che è la fatica della partecipazione, ma che è una tappa volutamente caratterizzante dell’amministrazione Zedda.

martedì 13_09 | Tavolo Tecnico Campo Rom

Il dirigente dei servizi socio assistenziali, il dottor Solina, coordina l’incontro tecnico, in cui l’assessore Susanna Orrù indica le tappe che l’amministrazione sta predisponendo nel percorso di responsabilizzazione dei Rom che vivono al campo sulla 554. L’immediata pulizia si sta effettuando in collaborazione con i Rom, che hanno ricevuto le attrezzature dal Comune e che si occuperanno di provvedere a portare avanti i lavori. Il progetto di autocostruzione assistita prevede la realizzazione di unità abitative di carattere amovibile con un bagno e un contatore dei consumi per ogni abitazione. Il patto con la comunità Rom prevede una regolarizzazione di alcune attività lavorative (come quelle che prevedono il continuo bruciare per ricavare il rame) e l’obbligo per i ragazzi di frequentare la scuola. La dottoressa Corte, della Regione, evidenzia come negli anni abbia notato da parte dei Rom un cambiamento nei discorsi con segnali di una volontà di integrazione, integrazione che deve essere vicendevole. I fondi regionali stanziati nel 2007 per la ristrutturazione del campo (229.000 €) vanno in perenzione il 31 ottobre se non in presenza di atti certi e impegni chiari del Comune di Cagliari. Intervengono anche i dirigenti dei servizi tecnologici, dell’igiene del suolo, dei lavori pubblici, della prefettura e i progettisti dell’Università e di Ingegneri Senza Frontiere per chiarire il punto della situazione. Son presenti alla riunione anche le assistenti sociali che in questi 15 anni hanno seguito il campo e sono il tramite tra amministrazione e rom, con un lavoro continuo e non sempre semplice. Il tavolo si aggiorna a lunedì per analizzare il progetto di ristrutturazione del campo.

martedì 13_09 | Consiglio Comunale

Questa seduta di Consiglio sono in discussione 9 mozioni e un ordine del giorno, a cui si aggiunge un ordine del giorno straordinario dell’ANCI per protestare contro la manovra finanziaria del governo che mortifica gli enti locali. Ricordo che avete la possibilità di seguire in streaming le sedute, se non l’avete fatto (e vi capisco!) vi faccio un breve resoconto sulle mozioni discusse. Qua la sintesi di quanto successo in aula del gruppo di Meglio di prima non ci basta, che sta portando avanti un importante lavoro di comunicazione di quanto avviene in Consiglio.

MOZIONE per migliorare e rendere più godibili alcuni siti e vie cittadine. (Prot. n.64 del 21/07/2011), presentata da Piergiorgio Meloni (PD), con cui il Consiglio impegna il Sindaco ad attivarsi affinchè si abbattano le mura di cinta che circondano il parco di Monte Claro e l’Orto Botanico, rendendo maggiormente visibile il verde presente in città.

MOZIONE sui lavori per la gestione dei parcheggi esterni all’ospedale Brotzu di Cagliari (Prot. n.75 del 29/07/2011) presentata da Paolo Casu (PSd’Az), approvata con 24 Si, 1 No e 3 astenuti.

MOZIONE per l’introduzione di “politiche per la famiglia” nel comune di Cagliari (Prot. n.81 del30/08/2011), presentata da Davide Carta e Fabrizio Rodin (PD), con la quale il Consiglio impegna sindaco e giunta a portare avanti iniziative a sostegno delle famiglie, nei confronti delle quali il governo nazionale ha ridotto il Fondo Nazionale in 3 anni da 300 a 20 milioni di euro. Approvata con 27 si e 7 astenuti.

MOZIONE per istituire il registro delle unioni civili (Prot. n.82 del 30/08/2011), presentata da Raimondo Perra (PS), ritirata in quanto in giunta e commissione si sta già lavorando in questa direzione (vedi precedente report).

MOZIONE sulla necessità di controllare al meglio la qualità dell’aria e la sua eventuale nocività (Prot. n.65 del 21/07/2011), presentata da Piergiorgio Meloni (PD) che impegna il sindaco e lagiunta ad incentivare il numero delle centraline ora attive e risistemare quelle esistenti.

mercoledì 14_09 | Incontro sugli Orti Urbani

Prima del consiglio comunale partecipo a un interessante incontro promosso dall’associazione MUSA sugli Orti Urbani, in cui rilascio una breve intervista a Sardegna 24 e ci si confronta con diverse esperienze di Orti. Incollo qua il report inviatoci dagli organizzatori dell’incontro.

Mercoledì  14 settembre alle 17 si è tenuto un incontro ufficiale aperto ai cittadini, organizzato dall’associazione Musa,  presso la sala consiliare della ex Circoscrizione 5 in via Alziator a Cagliari.

Con Luisella Caria e Paolo Erasmo, i rappresentanti dell’associazione Musa , erano presenti   diverse associazioni che lavorano ai progetti di Orti Urbani,  Spaziando, Terra-Terra,  Insortu, L’orto di Emilio e numerosi cittadini.  A rappresentare il comune di Cagliari erano presenti  , Francesca Ghirra , Sergio Mascia, Matteo Lecis Cocco Ortu e Enrico Lobina.

Luisella Caria e Paolo Erasmo, aprendo la riunione,  illustrano l’attività dell’associazione che lavora da tempo per frenare il degrado urbano ,  la speculazione selvaggia , la ricognizione e  il recupero delle aree militari dismesse. Musa ha da tempo elaborato un progetto di Orto Urbano nell’ex cava di MonteUrpino , area sottoposta a vincolo ambientale, oggetto da anni,  di contenzioso tra il Comune di Cagliari e il legittimo proprietario che ha ceduto all’ass Musa  la gestione del  terreno.

“ Il progetto prevede la nascita di un orto sociale di auto-produzione alimentare collettiva  intorno alla quale costruire percorsi di inclusione sociale (per diversamente abili ed anziani), di sostegno al reddito familiare (auto e mutuo aiuto contro la crisi), di educazione ambientale (recupero della biodiversità rurale, produzioni a km 0, educazione alimentare), nella condivisione di stili di vita sobri e responsabili”

Il progetto al momento non ha alcun tipo di finanziamento ma si ricercheranno, oltre all’auto-finanziamento, tutte le sinergie necessarie con Enti e privati che possano supportare con mezzi, materiali e/o economicamente la riuscita del progetto.
Il progetto pilota avrà una durata sperimentale di 12 mesi, nella speranza che possa essere esteso nel tempo e nello spazio qualora incontrasse il favore dei proprietari del fondo utilizzato, dei cittadini e delle associazioni coinvolte.
Nel periodo sperimentale l’Associazione Musa si  impegna nella pulizia dell’intera area dell’ex cava coadiuvando e divulgando l’iniziativa alla ricerca del coinvolgimento degli Enti della Associazioni e dei cittadini.

Perciò riteniamo il regolamento comunale,recentemente varato,  solo un primo tentativo di apertura  alla esigenza degli Orti cittadini, ormai diffusi in tutte le città d’Italia, ma d’altra parte, estremamente carente perché esclude la gestione  collettiva e associazionistica che è alla base degli Orti e limita lo sviluppo delle iniziative correlate, quali quelle didattiche, di inserimento sociale e di scambio culturale.

Un invito all’amministrazione Comunale a ripensare le linee guida del regolamento”

Paolo Erasmo e Luisella Caria  propongono anche delle soluzioni per il sistema di approvvigionamento idrico agli Orti; una di queste prevede la creazione di una rete idrica che utilizzi l’acqua del depuratore di Is Arenas,  attraverso  il vecchio oleodotto militare. Soluzione che consentirebbe  il riciclo dell’acqua depurata che attualmente finisce in mare.

Anche la nascita di una rete informativa che consenta lo scambio di esperienze e di informazione  fra i cittadini, le associazioni e le istituzioni sarebbe  immediatamente realizzabile.

Esiste un progetto di Italia Nostra di rilevanza nazionale, aperto a contributi esterni che si rivolge a tutti coloro, privati o enti pubblici, i quali, possedendo aree verdi, vogliano destinarle all’”arte del coltivare” nel rispetto della memoria storica dei luoghi, accettando regole “etiche” che saranno preventivamente stabilite da Italia Nostra in accordo con l’ANCI (associazione dei comuni di Italia) con il quale è stato sottoscritto recentemente un protocollo di intesa, cui Cagliari  potrebbe aderire.

L’associazione  Spaziando presenta la sua attività, con l’intervento di Antonella Piras, referente del progetto “ Orto di San Bartolomeo”  che prevede la nascita di un Orto nell’area  compresa fra il nuovo quartiere  san Bartolomeo, la via Vespucci, e il canale Terramaini ( Mammarranca) e altre piccole aree collegate.

L’associazione ha fra le sue ragioni sociali la rivalutazione del quartiere, ha realizzato degli  orti didattici, dei progetti di integrazione sociale e di musicoterapia.

Il progetto, abbastanza ambizioso,  prevede l’utilizzo di un’area  comunale molto estesa, definita nel PUC, GP1  e altre più piccole definite S1. Aree attualmente in stato di grave degrado, che limitano notevolmente la vita del quartiere e dei suoi abitanti, pur  essendo  di passaggio obbligato per raggiungere le arterie cittadine e i mezzi pubblici.  L’orto consentirebbe la creazione di uno spazio fruibile comune ai quartieri di Sant’Elia, San Bartolomeo,  la Palma e il Q del sole, una loro integrazione  e avrebbe una ricaduta estetica  notevole  sul profilo urbanistico della città.

L’orto sarebbe di tipo sociale a gestione collettiva. Avrebbe una recinzione naturale di siepi di macchia mediterranea, di rovi e alberi d’alto fusto.  Dotata di una compostiera, di un locale per gli attrezzi.

Sarebbe suddivisa in  segmenti tematici diversi:  una zona per le erbe aromatiche, una per le erbe tintorie,

una zona di frutteto, un’area per i giochi e l’orto, propriamente detto,  frazionato  per specie.

Alla sua realizzazione lavorerebbero anziani, cittadine e cittadini adulti, giovani e adolescenti, disabili e sofferenti mentali   con le loro competenze, attitudini e bisogni.   Uno spazio particolare sarebbe destinato alle attività didattiche con il coinvolgimento degli studenti di ogni ordine, in particolare le scuole che fanno capo al quartiere su attività di studio tassonomico, terapeutico, tintorio e conservativo delle piante. Si attiverebbero dei vivai e delle banche dei sementi.

La produzione di ortaggi e frutta attiverebbe lo scambio alimentare, la cultura della conservazione e  del consumo consapevole.  È  in atto lo studio idrogeologico  dell’area e la ricognizione di risorse idriche.

L’iniziativa potrebbe essere finanziata da enti pubblici e privati, da progetti europei  che L’amministrazione Comunale dovrebbe attivare, ad integrazione dell’autofinanziamento.

Intervengono, quindi  i rappresentanti delle associazioni Insortu  e L’orto di Emilio portatori di esperienze  in ambito cittadino su terreno privato ( insortu) e nel comune di Settimo S. Pietro ( L’orto Di Emilio)  .  Quest’ultimo  nato da un progetto della “Onlus Terraterra” con la collaborazione del Comune, che ha concesso in uso all’associazione circa 1100 mq di proprietà comunale, è composto da piccoli lotti di 25 mq ciascuno da affidare a singoli orticoltori e da un’area comune aperta ad attività didattiche e sociali.

La presidente Francesca Ghirra  ( SEL) della commissione cultura ritiene fondamentale l’apporto delle associazioni alla stesura del nuovo regolamento comunale e  le invita alla stesura di ipotesi di regolamento alternativo, in previsione di una conferenza Comune-Associazioni che, a breve,  si terrà nella sede di Via Sonnino.

Spiega che l’amministrazione, con la sua delibera,  aveva necessità di rispondere  alle iniziative , sempre più numerose, in quest’ambito .  Ha poi verificato che l’idea di Orto come fonte di reddito e di occupazione non  è adeguata. L’amministrazione comunale dovrà, in tempi brevissimi, dotarsi di un inventario delle aree  del patrimonio comunale  da rendere disponibili all’attività degli orti, tra cui anche le aree militari dismesse.

Matteo Lecis Cocco Ortu consigliere Pd  ha definito  sicuramente ottima l’iniziativa ed ha trovato nelle finalità un consenso largo in Consiglio Comunale. “Il nostro obiettivo è quello di creare una vera cultura di socializzazione rispetto agli orti urbani. Attività di gruppo e sensibilizzazione nei confronti di tutta la cittadinanza,  tanto più in quartieri come Sant’Elia. Per quanto non siano ancora state definite le zone, è un’ipotesi della quale tenerne indubbiamente conto.

Rita Cannas  Consulente del Piano del Parco Molentargius  ha invitato cittadini e associazioni  ai tavoli partecipativi che dovrebbero dare vita al nuovo regolamento del  Piano Parco inviando una lettera raccomandata  nella quale si chiede l’adesione alla stesura.  “Chiedo la massima attenzione e vigilanza sulle attività del parco Molentargius  che non sono esattamente trasparenti per evitare  gravi speculazioni e  gestioni privatistiche  e abusi , anche edilizi. Ci sono troppi interessi occulti che vanno smascherati e fermati”.

Interviene Enrico Pau, cittadino abitante nel quartiere che fa capo a Via Milano, per chiedere che l’attuale amministrazione non abbassi la guardia nei confronti di progetti speculativi  e si differenzi dalle precedenti amministrazioni  per la tutela del paesaggio, per la salvaguardia dei beni paesaggistici e urbanistici e per una migliore qualità della vita.

L’assemblea è stata un successo, per la partecipazione, per la diversità e qualità degli apporti, delle esperienze  e la disponibilità offerta dall’Istituzione.

Ora al lavoro!   

mercoledì 14_09 | Consiglio Comunale

La seduta, presieduta dal vicesindaco Paola Piras (e qua vi risparmio le battute maschiliste durante la seduta di diversi consiglieri nei suoi confronti) si apre con l’Ordine del Giorno proposto dall’ANCI di protesta sulla manovra finanziaria di governo, approvato all’unanimità con 33 voti favorevoli.

MOZIONE sull’ennesimo scippo perpetrato ai danni del popolo sardo per l’esclusione della Regione Sardegna dalla proprietà della compagnia Tirrenia e sulla mancata continuità territoriale (Prot. n.76 del 29/07/2011) presentata da Paolo Casu (PSd’Az) viene ritirata in quanto già ad agosto si è trattato un odg sulla Tirrenia e siu propone di uniformare la strategia con la qualie il consiglio impegna il sindaco ad agire nei confronti di questo tema, e perché da parte di molti del centrosinistra si critica il riferimento alla “flotta sarda”.

MOZIONE per attivare un osservatorio telematico comunale al quale possa rivolgersi chi rivendica il diritto alla salute (Prot. n.66 del 21/07/2011), presentata da Piergiorgio Meloni (PD)  per denunciare le difficoltà delle persone che chiedono di essere curate in tempi accettabili. Nei confronti della mozione si apre un lungo dibattito sull’opportunità di un osservatorio (seppur telematico a molti faceva paura la parola “osservatorio”) rispetto a un servizio che è competenza della Regione, e non del comune, così si arriva a votare un emendamento che ne svuota completamente il senso e la portata del proponente.

O.D.G. per reclamare al Governo Nazionale misure economiche e finanziarie da destinare alle politiche sociali (Prot. n.88 del 02/09/2011), presentato da Fabrizio Rodin (PD). Durante la relazione introduttiva di Rodin l’aula comincia a svuotarsi velocemente (sono le 21 circa) di tutti i consiglieri  del centrodestra  (rimangono solo Vargiu, Casu e Lai) e ci si rende conto che sono andati via anche alcuni della maggioranza, per cui viene a mancare il numero legale e si rinviano alla prossima seduta le mozioni restanti.

giovedì 15_09 | Sopralluogo Campo Rom SS 554

Sopralluogo congiunto delle Commissioni Politiche Sociali, Lavori Pubblici e Servizi Tecnologici.
Non ero mai entrato al campo nomadi sulla SS 554 e come per me anche per tanti altri consiglieri questa è la prima volta. L’ingresso non si vede dalla strada, è proprio dietro l’hotel Holiday Inn. Difficile trovare le parole per descrivere le condizioni in cui vivono circa 150 Rom: pessime, indegne, insalubri, pericolose… possono essere tanti gli aggettivi, ma nessuno pare adatto alla situazione. La cosa che più mi colpisce, una volta abituatomi al penetrante odore di fogna che aleggia su tutto il campo è la quantità di bambini presenti al campo. Sono le 4 di pomeriggio, quindi può essere che i genitori siano in città a lavorare e per questo la proporzione tra bambini e adulti è tanto spropositata, ma l’assistente sociale mi conferma che su 150 abitanti più di 80 sono minorenni. I bambini corrono e giocano in mezzo ai rifiuti. Insieme a loro  giocano topi e ratti con una disinvoltura nei confronti degli esseri umani che non mi era mai capitato di vedere, nascondendosi in mezzo alle roulotte e al fango che, seppur non stia affatto piovendo, caratterizza gran parte del campo.. C’è una perdita d’acqua continua nella parte bassa del campo che non fa arrivare l’acqua in pressione alle roulotte e baracche che sono nella parte alta, ma non sembra che nessuno si mobiliti per risolvere il problema (e si sia mai mobilitato per farlo). In mezzo alle “abitazioni” due grossi edifici in muratura: i bagni comuni (in totale stato di abbandono) e l’edificio in cui ci sono l’asilo e alcuni laboratori organizzati dalle associazioni che negli anni si sono avvicendate. Un’altra delle cose che mi colpisce è la recinzione che taglia in due il campo, in tante parti rattoppata, sostituita da tavole di legno e rifiuti, ma che segna una netta separazione dentro il campo tra quella che un tempo era l’area di sosta e quella che era l’area di transito, e che oggi rappresenta la separazione tra le due grandi famiglie che abitano il campo: gli Amenovic e i Sulemanovic. Due famiglie in continua lotta tra loro e che si trovano a condividere uno spazio che diventa luogo di violenze e continue provocazioni tra gli adulti delle due famiglie. Quando in Commissione per la prima volta ho sentito parlare del muro previsto dal nuovo progetto del campo per dividere le famiglie mi si sono drizzati i capelli.. come è possibile ancora oggi proporre un muro come soluzione dei conflitti, con tutte le sofferenze che la storia ha fatto vivere legate a muri che separando creando illusorie sicurezze? Ma forse, non potendo disporre di altre aree per suddividere il campo in insediamenti più ridotti, la separazione fisica è l’unica soluzione praticabile: sentire l’astio diffuso nei discorsi dei rom delle due famiglie, che si fomenta incontrollato e contagia giovani e bambini, fino a costruire alibi per giustificare le proprie inefficienze legate alla scarsa collaborazione per la sistemazione del campo mi fa pensare che se ognuno avesse uno spazio proprio da gestire forse la responsabilizzazione incontrerebbe meno ostacoli.

Il confronto diretto con questa realtà fa riflettere sul fatto che forse oggi il concetto stesso di “campo nomadi” dovrebbe essere superato, da una parte per le condizioni di degrado in cui dopo pochi anni si trasforma ogni realtà in cui tanta gente è costretta a vivere in precarie condizioni igienico sanitarie e di sicurezza, d’altra parte perché è venuto meno quel requisito che era alla base della concezione stessa dei “campi di sosta e di transito”: il carattere nomade degli ospiti che sempre più sono diventati stanziali. Nostro compito è ora trovare una prospettiva condivisa di integrazione vicendevole tra Cagliari e la comunità che abita il campo rom, che si basi sulla reciproca responsabilizzazione e conoscenza, sfruttando al meglio le risorse oggi disponibili.

venerdì 16_09 | Commissione Urbanistica

Audizione dell’Assessore ai Lavori Pubblici, Luisa Marras, e ai Trasporti, Mauro Coni, per discutere delle implicazioni del Piano di Utilizzo dei Litorali nei confronti del progetto di risistemazione del lungomare Poetto e della viabilità. Il progetto del lungomare Poetto è stato finanziato da un Piano Integrato d’Area di circa 10 milioni di euro e i lavori devono essere appaltati entro il 31 dicembre per evitare che vengano persi i finanziamenti. Il definitivo era stato inviato nel 2009 all’Ufficio Tecnico Regionale che aveva risposto con 15 pagine di rilievi , in particolare criticando la mancanza di un suo inserimento in un contesto urbanistico e ambientale più ampio. Inserendo il progetto nel PUL e facendo alcune modifiche si riescono a superare i rilievi e, con difficoltà si potrebbe bandire entro dicembre. L’assessore Coni espone la visione del sistema della mobilità legato al Poetto che a lungo termine vedrà la chiusura dell’anello della metropolitana leggere al Poetto (orizzonte di circa 15 anni) e intanto occorre studiare soluzioni condivise in particolare per quanto riguarda i parcheggi. Area strategica diventa così lo sterrato di Marina Piccola, che sarà al centro di un grande intervento di risistemazione della viabilità tra la fine di viale Poetto e l’inizio del lungomare. Ci si aggiorna a venerdì prossimo per discutere più nel dettaglio delle soluzioni conuna seduta congiunta della Commissione Urbanistica e Trasporti.

La criticità di questo progetto, come rilevato anche dall’ing. Cucca dell’ufficio tecnico, è che rappresenta solo una “manutenzione straordinaria” del lungomare: non presenta una proposta per una viabilità alternativa ma si limita a fotografare la viabilità carrabile esistente e aggiungere a questa la passeggiata ciclopedonale, ma senza il coraggio di arrivare a una effettiva pedonalizzazione.

La Commissione istituisce informalmente una sottocommissione interna tecnica, di cui faccio parte, per individuare le criticità, anche lessicali, presenti nelle Norme di Attuazione e nel Regolamento Edilizio del PUC vigente, in modo da proporre “interventi di manutenzione” per superare ostacoli e tempi lunghi dovuti a una difficile interpretazione delle norme anche da parte degli uffici e dei funzionari istruttori. Riceviamo volentieri tutte le indicazioni dei tecnici che hanno segnalazioni a riguardo.

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