Le cose da fare | L’estate del cambiamento [XXIV]


Oltre alle modalità di relazione da ripensare, agli argomenti da scegliere, si deve accuratamente passare in rassegna una serie di questioni da porre nell’agenda politica, anche per contribuire a cambiarla e a darle finalmente un’impostazione riformatrice. Da tempo proponiamo, tra l’altro, di:

  • Dimezzare i seggi in Parlamento. Metà parlamentari, dunque, a cui aggiungiamo, a metà prezzo. Ridurre i privilegi dei deputati e dimezzare il finanziamento dei partiti. Limitare le legislature a un massimo di tre per ogni parlamentare, come previsto dallo Statuto del Pd. Il superamento delle province, attraverso una nuova riorganizzazione dello Stato a livello locale, che preveda anche l’accorpamento dei Comuni più piccoli.
  • Promulgare una nuova legge contro la corruzione e risolvere il conflitto d’interessi, in tutti gli ambiti, perché tutti coloro che ricoprono incarichi pubblici siano al di sopra di ogni sospetto. Avvio del programma zero parenti, perché le istituzioni non sono a conduzione familiare.
  • Riformare il welfare a favore dei giovani e introdurre misure a sostegno della meritocrazia e della parità tra uomini e donne; riforma degli ammortizzatori sociali. Un mercato del lavoro non più ostile ai giovani, dove prestazioni che implicano pari professionalità e impegno siano remunerate e tutelate allo stesso modo, indipendentemente dall’anzianità; e la flessibilità, al pari della produttività, sia un valore riconosciuto dalle imprese.
  • Abolire il valore legale dei titoli di studio e liberalizzare l’accesso alle professioni.
  • Riconoscere le unioni civili, come accade nei paesi civili.
  • Promuovere una politica per la casa che sappia introdurre norme di tutela del paesaggio, promozione della flessibilità degli affitti e del mercato delle locazioni, investimenti per un’edilizia di qualità, senza ulteriore consumo di suolo e a prezzi accessibili, grazie a un concorso pubblico-privato.
  • Creare un fisco che gravi meno sul lavoro, e più su rendite e patrimoni, mobiliari e immobiliari. Perché i premi vanno dati a chi lavora e produce nuova ricchezza, e non a chi ci specula sopra.
  • Rivedere in profondità il sistema degli incentivi alle imprese: privilegiare chi investe per crescere o migliorare innovando; sostegno allo start up di nuove imprese e all’autoimprenditorialità giovanile (Free Tax Age); intensificazione dell’uso di fondi rotativi (rispetto agli incentivi, anche fiscali, a fondo perduto), con il coinvolgimento del sistema bancario.
  • Applicare tagli alla spesa pubblica non in base all’unico criterio del pareggio contabile che ha avuto i prevedibili effetti deprimenti sulla ripresa economica, però è urgente una revisione profonda delle voci di spesa, con due obiettivi: eliminare le sacche storiche di spesa inefficiente, con un’operazione trasparenza e cercare di sostituire le spese ripetitive con spese che possano produrre effetti anche in assenza di reiterazione (generalmente, quelle in conto capitale), così da non impegnare i bilanci futuri.

a cura di Giuseppe Civati e Paolo Cosseddu
in collaborazione con Rita Castellani, Samuele Rocca e Filippo Taddei

http://www.prossimaitalia.it/news/1265/il-libretto-arancione/

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