La provincia e la montagna | L’estate del cambiamento [XXI]


I dati confermano che ci si deve occupare sempre di più e sempre meglio della provincia italiana, dove tradizionalmente il centrosinistra soffre di più, sotto il profilo elettorale e della rappresentanza politica. Non è solo e soltanto una questione di «radicamento», ma della capacità di rivolgerci a un elettorato che vive di paradossi, che si sente più insicuro, più esposto alla globalizzazione e che è di fatto più aggredibile dalla tv.

Se la strada sale, poi, è dimostrato che diminuiscono i voti al centrosinistra, perché il centrosinistra è uno schieramento che va molto forte a livello del mare e nei grandi centri abitati.

Difficile che la montagna non vada al centrosinistra, più facile immaginare che sia il centrosinistra a mettersi in viaggio.

Per questo è importante riorganizzare la provincia, superare le province con enti di coordinamento tra i Comuni e ridurre il numero dei Comuni, per dare più forza ad enti locali riconosciuti e dotati degli strumenti per governare i processi, ai tempi della globalizzazione e nel turbinio delle speculazioni (finanziarie ed edilizie, o tutte e due insieme).

Ed è importante pensare da subito a una campagna elettorale che tenga conto delle specificità del famoso «territorio», che andrebbe declinato al plurale e meglio indagato.

a cura di Giuseppe Civati e Paolo Cosseddu
in collaborazione con Rita Castellani, Samuele Rocca e Filippo Taddei

http://www.prossimaitalia.it/news/1265/il-libretto-arancione/

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