Parlamentari come sindaci, istruzioni per l’uso | L’estate del cambiamento [XVIII]


Cosa succederà se, alle prossime elezioni politiche, resterà in vigore l’attuale legge elettorale con le sue liste bloccate? Come sarà possibile quel coinvolgimento degli elettori che si è dimostrato tanto importante alle ultime amministrative, se neppure militanti e attivisti sentiranno come loro candidati che sono stati decisi altrove?

Ecco perché è importante chiedere le primarie di collegio per scegliere i candidati del Pd a Camera e Senato, ed ecco perché quella campagna va affrontata come l’elezione di un sindaco, partendo dall’azione nel Pd e dal coinvolgimento della base e della cittadinanza.

Le primarie per la scelta dei candidati Pd alle cariche monocratiche locali (sindaco, presidente di Provincia e di Regione) sono già previste dallo Statuto del Partito Democratico, ma non sono automatiche. Vanno richieste e si ottengono solo rispettando alcuni criteri contenuti dallo Statuto, e sono normate in base a regolamenti che vengono approvati in sede locale.

In particolare, lo Statuto nazionale ne parla negli articoli 18 e 20:

 Art. 18

2. Possono partecipare alle elezioni primarie indette dal Partito Democratico gli elettori già registrati nell’Albo nonché quelli che lo richiedano al momento del voto.

3. Il Regolamento per le elezioni primarie è approvato con i voti favorevoli della maggioranza dei componenti dell’Assemblea del Partito Democratico del livello territoriale corrispondente, sulla base del Regolamento quadro per la selezione delle candidature alle cariche istituzionali approvato dall’Assemblea nazionale con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti.

5. La candidatura a Sindaco, Presidente di Provincia e Presidente di Regione può essere avanzata con il sostegno del dieci per cento dei componenti della Assemblea del relativo livello territoriale, ovvero con un numero di sottoscrizioni pari almeno al tre per cento degli iscritti nel relativo ambito territoriale.

6. Qualora il Sindaco, il Presidente di Provincia o di Regione uscenti, al termine del primo mandato, avanzino nuovamente la loro candidatura, possono essere presentate eventuali candidature alternative se ricevono il sostegno del trenta per cento dei componenti della Assemblea del relativo livello territoriale, ovvero di un numero di sottoscrizioni pari almeno al quindici per cento degli iscritti nel relativo ambito territoriale.

7. Le primarie per la scelta dei candidati a Sindaco, Presidente di Provincia, Presidente di Regione si svolgono con il metodo della maggioranza relativa.

8. Non si svolgono le elezioni primarie nel caso in cui, nei tempi prescritti dal Regolamento, sia stata avanzata una sola candidatura alla carica oggetto di selezione.

 Art. 20 (primarie di coalizione)

4. Nel caso di primarie di coalizione, gli iscritti al Partito Democratico possono avanzare la loro candidatura qualora essa sia stata sottoscritta da almeno il trentacinque per cento dei componenti dell’Assemblea del livello territoriale corrispondente, ovvero, da almeno il venti per cento degli iscritti nel relativo ambito territoriale.

In tutti quei territori che andranno al rinnovo delle amministrazioni locali nel 2012, la questione delle primarie si porrà già a partire dal prossimo autunno: e per ottenerle sarà necessario rispettare gli adempimenti previsti, a partire non solo dalle firme richieste, ma anche dalla scelta dei candidati.

E le primarie di collegio? Lo Statuto del Pd non prevede, al momento, questa possibilità, ma l’Assemblea Nazionale del 4-5 febbraio 2011 ha approvato un ordine del giorno che impegna il partito in tal senso:

Stante l’attuale legge elettorale che impedisce agli elettori la possibilità di scelta dei parlamentari nazionali, l’Assemblea Nazionale impegna il Partito Democratico affinché la composizione delle liste per l’elezione del parlamento italiano avvenga con il più ampio processo democratico. Le modalità (primarie o altre forme pienamente partecipative) saranno stabilite dalla previste Conferenza sul Partito e in caso di elezioni anticipate da un regolamento approvato dalla direzione nazionale del partito previa consultazione della Conferenza dei segretari regionali.

In attesa degli sviluppi anticipati da questo documento, nel corso dei mesi il dibattito sulle primarie di collegio è già iniziato dentro numerose federazioni regionali e provinciali.

Questa discussione deve essere alimentata all’interno del Pd:

  • presentando Odg e documenti nelle sedi competenti (a salire, circolo, federazione, regionale, in accordo con gli altri gruppi corregionali);
  • raccogliendo adesioni e firme a favore delle primarie, nei circoli e tra gli iscritti;
  • incentivando il tesseramento di nuovi e vecchi iscritti con campagne mirate e utilizzo dei database;
  • creando un comitato apposito;
  • indicando personalità interne o esterne al partito, di elevato profilo, riconoscibili e rappresentative.

e all’esterno del partito:

  • interessando l’opinione pubblica con una comunicazione ad hoc (sul concetto “parlamentari scelti come i sindaci”);
  • coinvolgendo i media locali (comunicati, conferenze stampa, comunicazione virale);
  • allestendo raccolte di firme tra i cittadini elettori del Partito Democratico;
  • organizzando eventi pubblici, targati Pd o con la formula delle Prossime Fermate;
  • utilizzando i database delle primarie locali, di ogni livello, per creare una mailing mirata.

Infine, a proposito dei contenuti:

  • sfruttare il vocabolario e tutto quanto prodotto da Andiamo Oltre e Prossima Italia;
  • inviare contributi e proposte ai media locali, generare discussioni sulle proposte;
  • creare occasioni di confronto e allargamento delle proposte stesse con cittadini e parti sociali interessate;
  • diffondere attraverso i mezzi a disposizione, specialmente il web e le newsletter;
  • usare tutti gli strumenti comunicativi di cui sopra per tenere un elevato ritmo di attività, senza mai far calare la tensione.

La conferenza di partito prevista per il prossimo autunno dovrà esprimersi anche sul tema delle primarie di collegio, e determinerà un indirizzo generale: questo non significa che il dibattito non possa essere orientato anche a partire dai territori, che proprio alla conferenza saranno chiamati ad esprimersi. Per questo motivo, è importante iniziare il prima possibile l’azione di sensibilizzazione sia interno al Pd che nell’opinione pubblica: creare una spinta diffusa e dal basso, piuttosto che attendere una decisione centralizzata e presa dall’alto.

a cura di Giuseppe Civati e Paolo Cosseddu
in collaborazione con Rita Castellani, Samuele Rocca e Filippo Taddei

http://www.prossimaitalia.it/news/1265/il-libretto-arancione/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...