La sottile linea arancione Albinea | Thomas Castangia


Quella di Albinea è stata una due giorni piacevole e proficua in cui alcuni dei protagonisti della fortunata stagione delle elezioni amministrative e delle battaglie referendarie, si sono confrontati a viso aperto ( ogni citazione a Renzi è volutamente casuale) sul tema del rilancio del paese e sulle prospettive di costruzione della Prossima Italia.

Il tutto è stato reso possibile dal gigantesco segretario di circolo di Albinea Nico Giberti ( ho persino sospettato avesse il dono dell’ubiquità) e dalla rete messa su da Pippo Civati e Paolo Cosseddu che voglio ringraziare per questa straordinaria due giorni.

Rispetto alla Leopolda una due gg più seminariale con momenti di approfondimento su alcuni dei temi fondamentali che dovremmo affrontare nei prossimi mesi. La frase efficace di Ilda Curti “Tenere insieme i marciapiedi e gli orizzonti lunghi.” mi pare una ottima sintesi della sfida che ci attende. Dovremmo riuscire ad affrontare i problemi contingenti senza mai perdere d’occhio una visione di prospettiva sul rilancio del paese, dovremmo tornare tra la gente ( a discutere, spiegare ma soprattutto ascoltare) senza perdere di vista la necessita che emerga una nuova “elite” ( se preferite un avanguardia) che sia capace di fare elaborazione politica e culturale ed aiuti il paese ad uscire dal tunnel.

La Prossima Italia si costruisce solo “osando”, mettendo in gioco le migliori energie del paese, favorendo il merito ed i talenti, superando alcuni tabù che da anni ci portiamo dietro. L’Italia è un paese immobile ( economicamente, socialmente e perfino culturalmente) e se la si vuole rivitalizzare e “mobilitare” bisogna avere coraggio. Quel coraggio indispensabile per dire come hanno fatto Filippo Taddei e Ernesto Maria Ruffini, che bisogna affrontare di petto le questioni e, se l’obbiettivo è rimettere in moto l’economia, bisogna prendere le risorse dall’ immobile ( rendita finanziaria e mattone) e trasferirle nel mobile (lavoro, investimenti, innovazione). Nella Prossima Italia verrà premiato chi aumenta l’entropia del paese, verrà penalizzato anche attraverso la leva fiscale chi sceglie di investire in immobili. Una semplice tassa sull’immobile anche opportunamente dosata, consentirebbe al paese in pochi anni di ridurre drasticamente il debito e di liberare risorse per gli investimenti e gli ammodernamenti di cui il paese ha bisogno.

La Prossima Italia si costruisce solo “unendo” tutte le esperienze e i movimenti che in questi anni hanno rappresentato l’avanguardia del paese, si costruisce con generosità iniziando a parlare di ricambi di classi dirigenti e non di un ricambio della classe dirigente. Perchè va chiarito che l’obbiettivo non può e non deve essere “togliti tu che mi metto io” ( questo lo hanno fatto alla fine degli anni 80 e sono ancora li) ma costruire le condizioni perchè ogni 10-15 anni le classi dirigenti del paese vengano fortemente riviste.

La Prossima Italia si costruisce “proponendo” una leadership diffusa e non percorsi individuali, incrementando la partecipazione e non cercando di contrarla per non esercitare la fatica della democrazia. La prossima legislatura dovrà da questo punto di vista essere “costituente” e il percorso di scelta dei nostri rappresentanti non potrà più essere affidato al conciliabolo tra pochi ma dovrà essere aperto alla partecipazione dei cittadini attraverso il ricorso a Primarie.

Non è un vezzo è una necessità quella di interrompere il cortocircuito della rappresentanza politica e di ripristinare un legame tra eletti ed elettori.

La Prossima Italia si costruisce “includendo” tutti coloro che oggi sono discriminati le donne, gli omosessuali, gli stranieri ed i “deboli” in generale. Questo non lo faremmo mai con la retorica del “siamo tutti uguali” ( ci abbiamo provato per 20 anni e non abbiamo cavato un ragno dal buco) ma valorizzando le differenze e costruendo percorsi che mirino a cancellare le “diffidenze” che esistono e sono tantissime.

La Prossima Italia si costruisce “ricostruendo” un rapporto di fiducia tra partiti e cittadini attraverso una svolta in senso “etico” della politica. Non è più procrastinabile una seria riduzione dei costi della politica attraverso l’azzeramento dei privilegi e l’adeguamento delle retribuzioni alla media europea ( non quella dei primi 4 o 5 Paesi altrimenti ci fanno le pernacchie). Occorre pensare ad una nuova riorganizzazione dello Stato che superi le Provincie e preveda anche l’accorpamento dei Comuni più piccoli, il discorso non riguarda la sola riduzione dei costi “politici” ma una scelta di efficienza e di snellimento della burocrazia italiana ( che pesa come un macigno e schiaccia sul nascere qualsiasi ipotesi di ammodernamento).

La Prossima Italia si costruisce “favorendo” la trasparenza, attraverso una nuova legge contro la corruzione e  il conflitto d’interessi, in tutti gli ambiti. Occorre che tutti coloro che ricoprono incarichi pubblici siano al di sopra di ogni sospetto perché le istituzioni non sono a conduzione familiare.

La Prossima Italia la potremmo costruire solo se saremo in tanti e saremo determinati e in quanti tali determinanti, perchè i progetti, anche i migliori, comminano con le gambe delle persone, vivono grazie alla loro passione e si portano avanti con un impegno quotidiano. La Prossima Italia non si costruisce da sola e non ce la regala nessuno, dobbiamo metterci la faccia.

Thomas Castangia
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