La piazza in centro | Esperienze di partecipazione


Vogliamo ripensare Cagliari per esaltarne la bellezza e la funzionalità, e permettere alla cittadinanza di riappropriarsi dei suoi spazi: riconquistare le piazze, le vie, le case dando un senso ai luoghi spesso dimenticati o ingiustamente sacrificati. Vogliamo creare spazi vivibili e funzionali, opere di decoro urbano che favoriscano l’aggregazione e la socialità.

dal programma  amministrativo per il Comune di Cagliari di Massimo Zedda

Credo che Piazza Garibaldi sia una grossa opportunità per la città di Cagliari per dimostrare che un’amministrazione pubblica può imparare dai propri errori. Piazzetta Maxia è diventata il paradigma di un processo decisionale e progettuale da non imitare, da capovolgere. Chi amministra ha oggi il compito di trasformare la città coinvolgendo il più possibile chi la vive, attivando un processo di partecipazione non solo formale, ma sostanziale. La progettazione dello spazio pubblico darà così l’incredibile opportunità ai cittadini di riscoprire il proprio essere comunità. Piazza Garibaldi può essere uno dei primi laboratori in cui sperimentare questo approccio all’urbanistica.

"Non è una piazza": regolamento per Stampaxi Wall, Sardarch Architettura, 2010

Il paradossale regolamento “NON è UNA PIAZZA” è nato per stimolare una riflessione sull’uso che noi abitualmente facciamo degli spazi pubblici in una società che progressivamente tende a trasformare i cittadini in meri consumatori e a divincolare le nostre attività sociali dallo spazio pubblico per relazionarsi solo a spazi privati e del consumo.

Il modo in cui viviamo e desidereremmo vivere gli spazi deve essere al centro delle preoccupazioni di noi progettisti, tanto più quando affrontiamo lo spazio pubblico. Parlando del progetto per piazza Garibaldi perciò credo sia interessante presentare due esperienze di lavoro nello spazio pubblico piuttosto diverse per tanti aspetti (in uno sterrato informe in centro storico e in una piazza disegnata in periferia) ma accomunate dal fatto di considerare la partecipazione al centro del processo progettuale.

Stampaxi Wall, progetto partecipato realizzato nel 2010 dal laboratorio Sardarch per la reinterpretazione del vuoto urbano di Via Fara, a Stampace, e presentato a Roma alla Biennale dello spazio pubblico promossa dall’INU.

La piazza senza nome, laboratorio per i bambini del quartiere di Is Mirrionis dedicato alla riqualificazione della “piazza senza nome” tra via Redipuglia, via Monte Sabotino, via Brigata Sassari e via Trincea dei Razzi, realizzato durante la campagna elettorale di Cagliari 2011.

Stampaxi Wall, progetto di reinterpretazione dello spazio pubblico, Sardarch Architettura, 2010

 

Il progetto Stampaxi Wall ha preso il via a gennaio su ispirazione di alcune esperienze portate avanti dal collettivo newyorkese ILLEGAL ART e ripreso in Spagna e Argentina dal COLECTIVO TRECEDIECINUEVE. Rispetto all’originario progetto raccontato nel “Suggestion book”, che prevede una raccolta itinerante di suggerimenti spontanei su un qualunque argomento, il nostro indirizza i suggerimenti raccolti verso uno spazio fisico ben preciso, lo sterrato di via Fara nel cuore del centro storico cagliaritano interessato nel 1994 da un brutale sventramento per motivi igienico sanitari. Sardarch ha organizzato alcune giornate di raccolta delle idee e delle proposte dei cittadini interessati a quest’area attraverso la “scatola dei suggerimenti”, una scatola di cartone con una piccola fenditura sulla parte superiore in cui le persone incontrate casualmente nelle vie di Stampace alto e invitate a partecipare tramite internet hanno potuto inserire il proprio suggerimento.

Stampaxi Wall, progetto di reinterpretazione dello spazio pubblico, Sardarch Architettura, 2010

 

L’ultima fase del progetto è stata l’esposizione dei risultati della raccolta di suggerimenti, attraverso un’installazione temporanea che ha coinvolto una ventina di giovani cittadini. L’installazione è consistita in un muro di pannelli in cartone riciclato ricoperti da fogli A4 verdi (contenenti i suggerimenti dei cittadini) e bianchi (contenenti un paradossale regolamento sull’uso dello spazio pubblico). La composizione di fogli verdi e bianchi e’ stata concepita in modo da creare la scritta bianca “NON E’ UNA PIAZZA” su sfondo verde.

C'era una volta una piazza senza nome...construiamo una piazza!, laboratorio per bambini, Campagna elettorale Cagliari 2011

Durante la campagna elettorale delle amministrative di Cagliari 2011, i sostenitori del candidato consigliere del Partito Democratico Matteo Lecis Cocco Ortu, hanno organizzato un laboratorio per i bambini del quartiere di Is Mirrionis dedicato alla riqualificazione della “piazza senza nome” tra via Redipuglia, via Monte Sabotino, via Brigata Sassari e via Trincea dei Razzi.

Nel laboratorio i bambini attraverso i giochi hanno vissuto e osservato la piazza, hanno annotato le cose che mancano e quelle che vorrebbero, e poi, giocando giocando…le hanno costruite! L’altalena, la panca con il tavolino all’ombra degli alberi, le decorazioni, il mini campetto da basket… Infine, mentre i ragazzi più grandi suonavano, ogni partecipante ha dato un nome alla piazza, che ora svolazza insieme agli altri su tanti fogliettini rossi: chissà se il quartiere ne sceglierà uno?

Vi lascio con alcuni esempi di progettazione partecipata recentemente avviati in Italia, raccolti dal portale MARRAI A FURA, che si occupa brillantemente delle tematiche legate a sostenibilità e partecipazione:

Testaccio in piazza, 2010

Reinventiamo la piazza, 2009

24.06.2011 | Intervento di Matteo Lecis Cocco Ortu all’incontro pubblico “La piazza al centro” organizzato dal Comitato Urban Center

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