Cagliari digitale non è solo WiFi!


Europa 2020 è la nuova strategia politica della Comunità Europea a sostegno dell’occupazione, della produttività e della coesione sociale, per promuovere e sostenere una serie di riforme volte ad assicurare una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva per i prossimi 10 anni.

Europa 2020 si articola in sette “iniziative faro” tra cui è già partita la Digital Agenda (l’agenda digitale europea) che propone di sfruttare al meglio il potenziale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) per favorire l’innovazione, la crescita economica e il progresso.

Il  Piano di azione europeo per l’eGovernment è lo strumento operativo della Digital Agenda in cui sono individuate le azioni strategiche che saranno portate avanti dalle autorità nazionali, regionali e locali dei paesi dell’UE (coinvolgendo le parti sociali e la società civile), in cui anche il comune di Cagliari potrà giocare un ruolo se saprà coglierne l’importanza e l’opportunità.

Questo è il quadro all’interno del quale ha senso parlare di Cagliari digitale, trasparente e di quello che in gergo tecnico si chiama “open government”, l’amministrazione aperta. Non gli slogan dei programmi di politici vecchi e populisti, per cui “un comune amico e trasparente” è quello in cui vagamente “tutti i servizi comunali sono disponibili con un semplice click o collegandosi con il proprio telefonino, un Comune che risponde subito alle richieste dei propri cittadini, tempi certi e soprattutto veloci per istruire le pratiche e dare le autorizzazioni”.

La terza delibera proposta dal centrodestra parla di Cagliari WI.FI. free che si pone all’interno della strategia europea, ma che si ferma a un livello superficiale di infrastrutturazione, e non sembra cogliere l’importanza del secondo passo, quello verso una Cagliari Digitale e trasparente che il centrosinistra ha messo alla base del suo programma amministrativo.

Investire nella trasparenza e nelle priorità indicate dall’Europa passa anche per l’accesso libero ai dati pubblici (open data) attraverso licenze aperte con cui rendere riutilizzabili i dati nella disponibilità del comune di Cagliari garantendo, dove possibile, la forma disaggregata, la massima leggibilità e processabilità e tempi certi di aggiornamento.

Un impegno del comune in questo senso non ha solo un forte valore simbolico, ma avrà ricadute concrete sulla vivibilità della nostra città:

  • favorirà la trasparenza delle scelte operate dall’amministrazione, le cui motivazioni potranno essere monitorate da tutti, iniettando così un virus di fiducia tra i cittadini e l’amministrazione che mette a disposizione di tutti, gratuitamente, i dati in proprio possesso;
  • attiverà processi di partecipazione consapevole, promuovendo nuove forme per partecipare ai processi decisionali della città, sfruttando le potenzialità delle politiche wiki che riescono a mobilitare e stimolare l’intelligenza collettiva;
  • favorirà la nascita e lo sviluppo di nuovi servizi realizzati da cittadini, associazioni e imprese, trasformando così i dati pubblici in occasione di lavoro;
  • stimolerà la promozione di azioni volte all’inclusione digitale e all’alfabetizzazione informatica rivolte in particolare alle categorie più deboli (anziani, disabili, disoccupati di lunga durata), per colmare quel divario digitale tra chi ha e non ha facilità di accesso alla rete.

Tante amministrazioni pubbliche hanno già iniziato a lavorare in questa direzione. Capofila d’avanguardia l’amministrazione Obama con il memorandum Transparency and Open Government (pubblicato il 21 gennaio 2007 a poche ore dall’insediamento del neopresidente americano). In Italia la regione Piemonte ha un efficiente portale dedicato ai dati pubblici, la regione Lazio sta studiando una proposta di legge sugli open data, i candidati sindaco di Bologna hanno firmato un impegno promosso dall’associazione OpenBologna. E tante associazioni stanno lavorando a progetti per aggregare in formato aperto i dati dei bilanci comunali (Openpolis sta lavorando al progetto Openbilanci) e per monitorare l’attività del consiglio comunale (implementando Openparlamento come progetta di realizzare Informaetica).

Una strada sicuramente nuova ma già tracciata da qualche apripista che Cagliari deve solo scegliere se ha intenzione di percorrere.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...