Matteo Lecis Cocco Ortu e la Politica che cambia volto | Jacopo Fiori


Quella di Matteo non è stata la solita campagna elettorale. Non lo è stata né nella modalità della sua nascita né nel suo effettivo sviluppo. La decisione di impegnarsi in prima persona infatti non è nata sull’onda di un’emotività temporanea e del bisogno narcisistico di mettersi in gioco. Non è scaturita dalla decisione di qualche dirigente nelle grige stanze del partito. Matteo non si è candidato per riempire una lista e portare dunque acqua al mulino di qualcuno più affermato e conosciuto di lui né tantomeno per apparire come Il Giovane che ai partiti fa sempre comodo candidare per dare l’impressione di interessarsi alla questione generazionale. E’ stata invce una scelta maturata con saggezza, frutto di una lunga meditazione e della valutazione di tutte le conseguenze che la decisione avrebbe comportato. Matteo ha riflettuto molto bene su quale fosse la sua idea di città e sul ruolo di responsabilità dei rappresentanti della cittadinanza. La spinta più forte è stata però quella data dalla necessità che sentiva Matteo di dare una forte scossa alla comunità cagliaritana. Le conseguenze di  questa decisione ragionata e consapevole sono sotto gli occhi di tutti; solo un candidato che sente in quel modo il bisogno di cambiare e che è veramente convinto delle potenzialità di Cagliari può essere capace di coinvolgere così i cittadini e di comunicare l’entusiasmo con la naturalezza di MLCO.

Qualcuno inizialmente può aver pensato che fosse una “simpatica iniziativa” di un ragazzo neanche trentenne, un tentativo velleitario di un giovane senza esperienza. Ma piano piano Matteo ha iniziato a conquistare la fiducia dei suoi concittadini; ha dimostrato di non essere un acchiappanuvole che sogna di arrivare, ma un uomo ambizioso che si pone obiettivi molto difficili da centrare e successivamente concentra tutti i suoi sforzi per raggiungere il traguardo. E il suo primo traguardo è stato quello di sfatare una sfilza di Tabù . Un Outsider che sfata tabù.

1) Ha dimostrato che anche in una competizione a livello locale il consenso si può ottenere senza creare clientele; senza promettere l’elargizione di favori personali ma col semplice impegno per il bene comune. Senza concentrarsi su precise sacche di elettorato ma avendo il coraggio, con una magistrale concretizzazione dello slogan “Per tutte le Cagliari che ci sono”, di Rivolgersi a tutta la cittadinanza. Solitamente chi osa voler rappresentare tutti altro non è che un demagogo che fa delle doti carismatiche il proprio punto di forza. Ma Matteo no! Matteo non è un trascinatore di folle; lui punta sempre sul Ragionamento più che sul fascino del grande oratore, sulla collaborazione più che sulle doti da Leader, sull’ascolto attivo del prossimo e quindi sul dubbio più che sull’affermazione di certezze assolute. Insomma se conquista il cuore degli elettori è solo perchè prima ha conquistato il cervello.

2) Ha dimostrato che in politica anche chi non ha grossi finanziamenti dietro può riuscire a essere eletto, dando prova con la pratica del Fund Rising di grande organizzazione. E ha inoltre impiegato in modo intelligente le risorse raccolte.

3) Ha sfatato il mito che vuole i Politici tutti uguali e senza scrupoli, convincendo anche i più scettici che al giorno d’oggi, nonostante la scarsissima fiducia di cui gode la classe politica, sia ancora possibile guadagnare i voti con la Serietà, l’Onestà e l’Impegno costante giorno dopo giorno.

4) Ha sfatato infine il MITO DEL PD PARTITO PER VECCHI, senza idee e senza energie. Ha dimostrato che il PD è solo al punto di partenza e che ha una grande prospettiva di crescita sulla strada dell’innovazione dei metodi, dei contenuti  e della capacità di rapportarsi con i cittadini.

5) Ha dato dimostrazione di essere  CAPACE DI CONCRETIZZARE LE SUE IDEE già durante la campagna elettorale. Dalla sua iniziativa sulla “Piazza Senza Nome” emerge con tutta evidenza la sua attenzione al tema della PARTECIPAZIONE e la sua visione del Principio di Sussidiarietà Orizzontale quale motore di propulsione per lo sviluppo intelligente della gestione del Bene Comune. 

E nella sua campagna elettorale organizzata così minuziosamente, anche quello che sarebbe potuto apparire come il naturale evolversi degli eventi non è stato in realtà casuale. La scelta di utilizzare la Piazza come simbolo del suo impegno per favorire la Partecipazione non è altro che il chiaro segno del suo interessamento al tema dello sviluppo ragionevole e sostenibile degli spazi della città e della sua consapevolezza dell’importanza delle Costruzioni come mezzo di promozione della Socialità e della Democrazia. Sensibilità che ha sviluppato nel corso dei suoi studi in ingegneria e dei suoi approfondimenti successivi nel campo dell’Urbanistica. Perchè per Matteo la Politica è anche questo: Competenza al servizio della collettività.

E se Matteo è riuscito a costruire tutto questo è solo perchè, cosciente del fatto che da solo gli sarebbe stato impossibile farlo, ha capito che “Se vuoi cambiare il mondo devi attivare le persone” e ha sin dall’inizio costantemente cercato la partecipazione di amici e conoscenti affinchè ciascuno di essi si impegnasse attivamente a Stimolare l’interesse e dare Slancio all’ Entusiasmo contagioso che infatti si è velocemente diffuso tra chi si è trovato di fronte a questo modo Innovativo, Trasparente e Credibile di Fare Politica. 

Jacopo Fiori
17/05/2011

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