Festarch: l’occasione perduta


Le occasioni passano: sta a noi sviluppare la capacità di vederle. E coglierle. A Cagliari negli ultimi anni è successo qualcosa di incredibile: la nostra città ha ospitato due edizioni di uno degli eventi più importanti nel mondo dell’architettura. Con il Festarch 2007 e 2008 Cagliari è stata al centro del dibattito internazionale grazie alla volontà e all’impegno di amministratori e professionisti competenti.

Il Festival internazionale dell’architettura, ideato da Stefano Boeri, ha visto la presenza di 30.000 visitatori la prima edizione, 40.000 la seconda. Con la prospettiva di una terza edizione da realizzare in contemporanea con Londra per un evento transnazionale unico in Europa.

Vi invito a googlare un po’ per rivedere tutti gli ospiti che hanno animato la vitalità culturale vissuta in quel polmone della creatività che per alcuni giorni è stata la Manifattura Tabacchi.
I cagliaritani hanno risposto con entusiasmo. I media europei hanno dato ampio spazio all’evento, lodandone l’organizzazione e il livello culturale.

Gli studenti e i turisti portati dal festival hanno goduto di una proposta di alto livello, che dall’architettura ha stimolato riflessioni sulla sostenibilità, sull’ambiente, sul turismo, sulla conoscenza, sull’etica. Si sono attivate importanti collaborazioni tra studi e amministrazioni locali e professionisti internazionali.

Paradossalmente i “padroni di casa” (la giunta comunale di centrodestra) hanno invece accolto l’evento con freddezza, permettendo addirittura che l’assessore alla cultura, ricercatore della Facoltà di Architettura di Cagliari, esprimesse la sua accoglienza verso l’evento con una manifestazione futurista di contestazione organizzata davanti alla Manifattura in occasione dell’inaugurazione dell’edizione 2008.

Dopo la sconfitta elettorale di Soru del 2009, è svanito ogni contatto tra l’amministrazione regionale e gli organizzatori, nonostante le dichiarazioni e le rassicurazioni circa la volontà della Regione (l’ex assessore regionale alla cultura) e del Comune di Cagliari (l’assessore all’urbanistica, pure lui ricertore nella Facoltà di Architettura) di continuare a ospitare l’evento.

Per chi ama la nostra città, leggere che l’edizione del 2011 non sarà a Cagliari ma si terrà dal 3 al 5 giugno in Umbria, tra Perugia e Assisi fa male. Tanto. È uno schiaffo in pieno volto, un brusco ritorno alla realtà che riporta a una politica locale che ha ancora una volta voltato le spalle a un’occasione di crescita e sviluppo. E non ha nemmeno la dignità di assumersene la responsabilità.

Mentre la giunta Floris e quella Cappellacci continuano a tenere immobili Cagliari e la Sardegna intera, il mondo va avanti. Non ci aspetta. Ora tocca a noi costruirci un futuro di opportunità che la cattiva politica fa di tutto per toglierci.

Matteo Lecis Cocco-Ortu

tratto da Sardegna Democratica
http://www.sardegnademocratica.it/controcanto/festarch-l-occasione-perduta-1.19218

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