Tanto i soldi non hanno odore?


Sorpresa. Incredulità. Sconcerto. Rabbia. Da buon democratico non puoi mancare all’inaugurazione della Festa Democratica che dopo 6 anni di assenza torna a tenersi nella tua città. Appena arrivato ti dicono che tra gli stand allestiti nella cornice d’eccezione del bastione di Saint Remy c’è anche quello di Unione Sarda, Videolina e Radiolina.

Tu, ovviamente, pensi ad una battuta di spirito. Tra l’altro di cattivo gusto. Non può essere che la Festa Democratica di Cagliari venga sponsorizzata da Zuncheddu, uno dei più validi rappresentanti di quel sistema di potere legato alle 3 M (medici, mattoni, massoneria) che attanaglia la “capitale” del Mediterraneo, e nei confronti del quale il Partito Democratico non può avere indecisioni.

Non può proprio essere che il PD accetti dei soldi (che non è vero che non hanno odore, in alcuni casi puzzano, eccome) dal protagonista di una delle più anomale operazioni immobiliari degli ultimi decenni, con i suoi fenicotteri verdi che già hanno sfregiato Santa Gilla.

Va bene che ultimamente il PD si sta mettendo d’impegno per rendere la vita dura a tanti suoi tesserati ed elettori con scelte quanto meno discutibili, ma farsi pagare parte della festa nazionale da chi può essere definito, senza paura di smentite, il “Berlusconi sardo” forse è un po’ troppo. Sarà stato anche l’unico editore ad accettare di sponsorizzare la Festa, ma il problema allora forse sta nell’incapacità del partito di coinvolgere nelle sue attività soggetti più presentabili. Interroghiamoci sul perché certa sinistra scelga di star lontana dal PD.

In Italia, però, ultimamente la realtà di gran lunga sta superando le fantasie più ardite. E i dirigenti del PD sardo non vogliono che Cagliari sembri, come al solito, troppo provinciale e non al passo coi tempi agli occhi della schizofrenica società berlusconizzata. Non vogliono rischiare di conservare anche quel briciolo di coerenza e credibilità che ancora mantengono grazie al lavoro di tanti simpatizzanti, amministratori e politici che operano nelle retrovie.

Così dal cilindro tirano fuori una strategia che non solo spiazza i suoi avversari, ma addirittura riesce a spiazzare e far indignare noi poveri militanti ed elettori di un partito che vorremmo chiaro, trasparente e senza bizantinismi. Per i quali invitare un estremista di destra alla tua festa sponsorizzata da chi ha infangato per 5 anni con i suoi media il tuo partito può sembrare una bestemmia. Una strategia illuminata che avrà però il merito di portare Cagliari al passo con le anomalie che il sistema Italia sta vivendo ormai da troppi anni!

Matteo Lecis Cocco-Ortu; Stefano Deplano; Jacopo Fiori; Giaime Cabras; Marinella Cogodda; Gian Nicola Marras; Giomaria Cabras; William Nappi

tratto da Sardegna Democratica
http://www.sardegnademocratica.it/2.620/culture/tanto-i-soldi-non-hanno-odore-1.7487

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3 thoughts on “Tanto i soldi non hanno odore?

  1. Lo stupore più grande è il tuo stupore, visto che militi in un partito che mette insieme, con grande capacità imprenditoriale, capre e cavoli nella barca degli interessi finanziari, a discapito di quelle che una volta erano le linee guida della politica: gli ideali (leggi idee) per cui lottare!!!!

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