Cittadinanza attiva: Critical Mass e Stampaxi Wall


“La questione sul tipo di città che vogliamo non può prescindere dal tipo di relazioni sociali, dal rapporto con la natura, dello stile di vita, delle tecnologie e dei valori estetici che desideriamo. Il diritto alla città è molto più che la libertà individuale di aver accesso alle risorse urbane, si tratta del diritto di cambiare noi stessi cambiando la città. La libertà di fare e rifare le nostre città è uno dei nostri diritti umani più preziosi e allo stesso tempo più trascurati.” (David Harvey – Il diritto alla città)

Anche Cagliari, come tante altre città europee, è coinvolta oggi da variegati e spontanei movimenti sociali che vedono i cittadini, nonostante la crescente rassegnazione rispetto alle dinamiche nazionali, cercare nuove forme per riappropriarsi della politica, intesa come cura della polis e, in particolare, dei suoi spazi pubblici.

Negli ultimi mesi la città di Cagliari è stata protagonista di due esperienze molto diverse come modalità e obiettivi, ma che in comune hanno il bisogno di sperimentare e riflettere su un differente modo di vivere la città: la Critical Mass e lo Stampaxi Wall.

CRITICAL MASS, “massa critica”, è un movimento nato nel 1992 a San Francisco e che rapidamente si è diffuso nelle principali città occidentali, fino a raggiungere l’Italia. L’espressione originaria è legata al processo di fissione nucleare e diventa grido di battaglia per i ciclisti che rifiutano il sistema di valori e le priorità che ci sono state imposte dalla dipendenza dall’automobile e, di conseguenza, dal petrolio. Le pedalate di Critical Mass non sono uno dei tradizionali movimenti di protesta perché in questo caso i ciclisti che si riuniscono per “festeggiare” la propria scelta di andare in bicicletta, creano un nuovo tipo di spazio politico e sociale assolutamente unico in una società mercificata come la nostra. Priva di strutture gerarchico-organizzative, la Critical Mass si declina nei diversi Paesi con modalità specifiche accomunate dal fatto che in centinaia di città in tutto il mondo i ciclisti chiedono la restituzione della vita urbana, a San Francisco come a Melbourne, a Milano come a Berlino, a Bombay come a Cagliari.

Definita come una “coincidenza organizzata” la Critical Mass, non ha leader, organizzatori, o membri individuati da altro che non sia la partecipazione all’evento. Anche il percorso seguito durante la manifestazione viene deciso sul momento. In questo modo il movimento si spoglia di tutto ciò che è implicato nella creazione di una organizzazione gerarchizzata. Per far esistere una massa critica tutto ciò che serve è che abbastanza persone sappiano della sua esistenza e si incontrino il giorno designato per il raggiungimento della massa critica. Al grido di “noi non fermiamo il traffico noi siamo il traffico”,  i numerosi esponenti della teoria della Critical Mass rivendicano il diritto di percorrere le città del pianeta andando in massa in bicicletta, per rallentare il traffico e imporre in questo modo un uso più umano della città.

STAMPAXI  WALL é stato innanzitutto un progetto di partecipazione, di collaborazione, di reti che si uniscono con uno stesso scopo, portato avanti in questi mesi dal collettivo Sardarch nel vuoto urbano tra Via Fara e Via Santa Margherita a Cagliari. Lo Stampaxi Wall é stato, più che una installazione estremamente temporanea, un muro parlante, generato dalle idee e dai suggerimenti dei cittadini e tirato su grazie alla collaborazione dei generosi volontari presentatisi una assolata domenica mattina.

Un muro che sottolinea la sempre più impellente necessità di rendere partecipe, di coinvolgere come parte attiva una cittadinanza sempre meno tollerante rispetto a progetti che piovono dall’alto e che vedono l’utente finale, il cittadino, costretto ad adeguarsi a spazi urbani costruiti esclusivamente nell’interesse di pochi.

Lo Stampaxi Wall non cela intenzionalità progettuale, non è una protesta contro questo o quel progetto, né ha nessun secondo fine che non sia quello di invitarci a riflettere sulla nostra città e sull’utilizzo che oggi facciamo dello spazio pubblico. Gli scambi sociali sono sempre meno legati agli spazi pubblici, assistiamo ad una crescente e costante privatizzazione del nostro tempo libero che tende a legarsi sempre più a spazi per il consumo, bar, ristoranti, centri commerciali, palestre. “Spazi socialmente omogenei che rendono improbabili incontri con persone socialmente diverse, spazi che rendono sempre meno utili gli spazi pubblici dal punto di vista della propria funzione di aggregazione sociale” (Mike ArambuM, UAB)

Lo Stampaxi Wall, attraverso il paradossale regolamento che compone la scritta “NON È UNA PIAZZA” è quindi un invito a riflettere sulla nostra reale necessità di spazio pubblico e un invito a riconquistare le nostre città, a riappropriarci di spazi che passivamente lasciamo degradare perché nulla apportano al nostro stile di vita, dimenticando la responsabilità di ognuno di noi nei confronti del luogo in cui vive, la responsabilità di essere cittadini.

A cura di Giaime Cabras, Matteo Lecis Cocco-Ortu, Francesco Cocco

17/06/2010

tratto da Sardegna Democratica
http://www.sardegnademocratica.it/ambiente/cittadinanza-attiva-critical-mass-stampaxi-wall-1.599

Giovedì 24 giugno 2010, ore 18.30, Sede via Maddalena 3 a Cagliari, appuntamento di Sardegna Democratica “Cagliari: itinerari per conoscersi. Esperienze di cittadinanza attiva: Critical Mass, Stampaxi Wall”. Contributi di Giaime Cabras, Matteo Lecis Cocco-Ortu.

Scarica la locandina del’iniziativa

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